venerdì 26 agosto 2011

Curare l’obesità come l’anoressia?

Secondo uno studio australiano le due malattie potrebbero beneficiare dello stesso trattamento

L’obesità e l’anoressia sono situate a estremità opposte della bilancia, ma secondo uno studio australiano condividono un simile disturbo psicologico e potrebbero beneficiare dello stesso trattamento. Ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud hanno concluso che entrambi i gruppi soffrono di un disturbo delle funzioni esecutive (Dfe), che crea problemi nell’organizzare la vita di tutti i giorni.

GLI STUDI PRECEDENTI – Studi precedenti avevano collegato l’anoressia al Dfe e sottolineato la rigidita’ e lo stretto controllo esercitati da chi soffre di disturbi dell’alimentazione non solo sul cibo ma su tutta la propria vita. Nella ricerca pubblicata sulla rivista Obesity Reviews, la psicologa Evelyn Smith e i suoi collaboratori hanno passato in rassegna 38 studi sull’obesità e sulle funzioni cerebrali di alto livello e hanno concluso che gli obesi sono vulnerabili al Dfe. Mentre il disturbo induce gli anoressici a tenere strette le redini, negli obesi avviene il contrario perche’ sono spesso troppo flessibili e trovano difficile risolvere problemi e raggiungere obiettivi. E quando si tratta di cibo, il Dfe scombina la loro capacita’ di programmare diete e di associare le scelte alimentari sbagliate con l’aumento di peso.

LA TERAPIA – Nel caso degli anoressici si e’ dimostrata efficace una terapia del rimedio cognitivo, utilizzata anche sui pazienti colpiti da schizofrenia e deficit di attenzione, e gli studiosi australiani ritengono che possa aiutare gli obesi a migliorare le abilita’ di programmazione e il comportamento alimentare. ‘L’obesità è in parte un disturbo cerebrale e non si limita a questioni di stile di vita, di dieta e di mancanza di esercizio’, scrive Smith. ‘Dobbiamo riconoscere che l’obesità non riguarda solo un gruppo di persone che mangiano troppo intenzionalmente. Vi e’ qualcosa nel loro cervello – ha osservato – che causa le loro difficolta”.
Continua ...

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