domenica 29 gennaio 2012

Verona, Maroni lancia Tosi "Impossibile allearsi con il Pdl"


L'ex ministro si schiera con il sindaco della città scaligera: "Puntiamo al bis, il Carroccio sarà il primo partito al Nord". Resta aperta la questione della lista con cui presentarsi al voto. E sui contrasti interni al Carroccio dice: "Spero che si facciano presto i congressi".

VERONA - Roberto Maroni, a Verona, lancia la candidatura a sindaco di Flavio Tosi e si dice sicuro della rielezione a sindaco della città scaligera del giovane esponente leghista. Poi attacca il governo e si spinge a ipotizzare un Carroccio forza egemone al Nord. "A Verona la Lega punta al bis - dice l'ex ministro dell'Interno - Tosi è stato un ottimo sindaco e sono certo che ci siano tutte le condizioni per vincere alla grande". Anche correndo senza il Pdl al fianco: "Sono convinto che possiamo farcela anche da soli". Resta aperta la questione delle liste. Con Tosi che vuole ripresentare la sua 1 e con il Carroccio che non pare d'accordo. Maroni resta vago: "E' una decisione che spetta agli organismi della Liga veneta e al consiglio nazionale. Però Flavio di per sè è in grado di avere consensi tali da poter far vincere la Lega da sola". L'ex ministro, comunque, si dice sicuro che il sindaco "ce la farà coinvolgendo varie liste, il nome della lista mi intessa poco. Quello che è importante è  che si trovi, e si troverà, un accordo all'interno della Liga veneta e della Lega nord come si è sempre fatto".  

maroni si spende per il giovane sindaco leghista, più volte entrato in rotta di collisione anche con Bossi: "Voglio esprimere solidarietà personale a un leghista vero e autentico e che forse per questo, perchè è stato trovato troppo bravo e troppo leghista, ha subito attacchi personali, anche dall'interno del movimento, che non sono tollerabili. E lo dico avendone subiti anche io recentemente 2".

Maroni, tra gli applausi, si dice certo che da Verona possa partire "la fase nuova che può portare a realizzare il nostro grande sogno, quello di 'barbari sognanti', che si chiama Padania. Da Verona, cominciamo da soli, si apre la strada perchè possiamo diventare il primo movimento per i cittadini di tutta la Padania. Un sogno che vede la Lega lanciare la sfida a tutto il sistema politico che è tornato ad essere 'romano'. L'esponente del Carroccio ricorda che "ai tempi del 'Caf' erano tutti lì assieme a Roma e Bossi mi disse: 'ho un grande sogno nel cuore di fare della Lega il partito egemone del nord'. Io lo presi un po'per matto, ma quel pazzo visionario aveva ragione. E noi oggi possiamo per davvero diventare il primo movimento di tutto il Nord".

Poi tocca ai contrasti interni al Carroccio. L'ex ministro evita l'affondo diretto ma rilancia la necessità di dare il via ai congressi nazionali che passano attraverso le assisi provinciali per nominare i delegati: "Spero che si facciano rapidamente perchè è un sano esercizio di democrazia". E anche un modo per stabilire gli equilibri interni al partito. 

Infine il consueto affondo al governo ("Sul federalismo ci ha messo due dita negli occhi e chi ha votato la manovra (ovvero anche il Pdl) ha contribuito a mettere altre due dita negli occhi alla Lega. Forse non è chiaro ma noi la spina l'abbiamo già staccata") ) e una nuova tirata di giacca al Pdl perché faccia cadere l'esecutivo Monti. 

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