lunedì 25 luglio 2011

Penati si autosospende da tutte le cariche


Penati si autosospende da tutte le cariche
MILANO –  “Ribadisco la mia totale estraneità ai fatti, ma faccio due passi indietro affinché la vicenda che mi vede protagonista non crei ulteriori problemi al partito”. Filippo Penati ex responsabile della segreteria politica di Pierluigi Bersani (indagato per concussione, corruzione e illecito finanziamento ai partiti dalla Procura di Monza per l'inchiesta sulle aree Falck), ha preso la sua decisione: si autosospende da tutte le cariche. Non solo. Ha anche comunicato al segretario del Pd che sta meditando di trasformare l'autosospensione dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale in dimissioni.
In una lunga dichiarazione Penati si sofferma su quelle che, a suo avviso, sono ricostruzioni parziali, contraddittorie e false indotte da altre persone coinvolte nella vicenda. “'Sono accusato – ribadisce - con una montagna di calunnie da due imprenditori inquisiti in altre vicende giudiziarie che cercano così di coprire i loro guai con la giustizia. Non ho mai preso soldi da imprenditori e non sono mai stato tramite di finanziamenti illeciti ai partiti a cui sono stato iscritto”. L’unico obiettivo, ora, per l’ex responsabile della segreteria politica di Pierluigi Bersani è quello di recuperare onorabilità, di restituire serenità alla famiglia.  “Sono convinto – ha spiegato -  che riuscirò a chiarire tutto e confido di poterlo fare nel più breve tempo possibile forte della consapevolezza di non aver commesso alcun reato”. Penati ha anche precisato la sua posizione per quanto riguarda l'autosospensione dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia “Ho fin da allora considerato l'autosospensione un fatto transitorio e di breve periodo confidando in un rapido chiarimento della mia posizione. Oggi – conclude -  di fronte all'enorme risalto è improbabile pensare ancora ad una rapida chiusura dell'intera vicenda”.

Gli hacker si vendicano: violato l'archivio della Polizia italiana

Gli hacker si vendicano: violato l'archivio della Polizia italiana
ROMA - "I pifferi di montagna, che andarono per suonare e tornarono suonati", dice un proverbio. E' quello che è successo al Cnaipic, il  Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, cioè quella sezione della Polizia che si occupa di "prevenzione e repressione dei crimini informatici" diretti verso infrastrutture informatizzate di rilevanza nazionale. Normalmente quindi è lui che cerca gli hacker. Ma questa volta sono stati gli hacker, appartenenti al gruppo Lulzsec, che hanno violato il server, impossessandosi di migliaia di documenti ivi conservati. L'ufficio stampa della Polizia ha affermato di non poter confermare l'avvenuto attacco, ma gli hacker hanno già messo on line parte dei documenti trovati. E hanno detto che è solo una piccola parte, circa l'1%; il resto verrà messo online nei prossimi giorni.
Ma alcuni di questi sono pesanti. Per esempio c'è un documento che riguarda le preoccupazioni del capo della Polizia per le violazioni (circa 130) avvenute nei PC della Procura di Genova. Ma la discussione poi va anche sull'estero. Per esempio, dopo l'attacco informatico contro la Bank Medici (banca statunitense coinvolta nella vicenda del finanziere Bernie Madoff), si legge in un documento della preoccupazione di "sigillare i documenti che riguarda Gianfranco Gutti e Alessandro Profumo", rispettivamente vicepresidente ed amministratore delegato, all'epoca, dell'Unicredit. E c'è un altro documento che riguarda lo scandalo Madoff, un documento che riporta la frase: " Dato che l'Fbi ha già ottenuto materiali dall'Atlas e dalla Gazprom, se arriveranno al punto di rilasciare le '06 ops' sarebbe davvero un bordello". E sarebbe davvero curioso sapere quali siano questi materiali. Ancora più curioso che a questa e-mail risponda un dirigente della Tdi-Brooks (società specializzata nella ricerca di giacimenti petroliferi), chiedendo di distruggere "tutti gli accordi sulla centrale di Bushehr", che è la principale centrale nucleare iraniana in via di costruzione. C'è da chiedersi anche qui quali fossero questi documenti.
L'operazione è stata rivendicata dal gruppo, con un duro comunicato: "Abbiamo deciso di far trapelare tutto quello che è stato raccolto da quella task force cibernetica chiamata Cnaipic. Questa organizzazione corrotta ha raccolto prove da tutti i computer sequestrati e li ha utilizzati in operazioni illegali con agenzie di intelligence straniera e con le oligarchie per assecondare il loro desiderio di denaro e potere, mentre non le hanno mai usate per le indagini (...) Tutto il materiale è stato protetto per anni nei server con gente che aspetta un processo mentre il Cnaipic ha usato le prove per un gioco spionistico globale". SI tratta di una denuncia molto grave, che andrebbe verificata.

Israele minaccia accordi Oslo con Anp


(ANSA) - TEL AVIV - Israele non esclude di ripudiare gli storici accordi di pace di Oslo - da cui nacque l'Autorita' nazionale palestinese (Anp) - in risposta all'iniziativa della stessa Anp di rivolgersi autonomamente all'Onu, a settembre, per chiedere un riconoscimento formale dello Stato palestinese con Gerusalemme est capitale, entro i confini del 1967. Lo riferiscono ad Haaretz fonti vicine al governo. Secondo tali fonti, il Consiglio di sicurezza nazionale sta ancora studiando 'le ritorsioni' .

Marchionne chiede sacrifici agli operai FIAT e regala maxisconti ai deputati

A Pomigliano, Mirafiori, Termini Imerese, Melfi, la musica é sempre la stessa: Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Group con uno stipendio di 7 milioni di euro l'anno, dispensa a migliaia di lavoratori lettere di licenziamento o cassintegrazione.
Ai deputati invece maxisconti fino al 30% per l'acquisto di autovetture Fiat, ai quali si sommano gli ulteriori sconti che i dis/onorevoli acquirenti possono con facilità strappare dai singoli concessionari.
In tanti non possono permettersi l'acquisto di un'auto nuova: tra questi certamente non ci sono i parlamentari.

Di Pietro, via dall'Afghanistan


(ANSA) - ROMA - ''In Afghanistan ancora un altro morto e altri due feriti. Esprimendo cordoglio ai famigliari del caporalmaggiore David Tobini, e rinnovando la solidarieta' ai feriti, ci auguriamo che il governo la smetta di rinviare una decisione improcrastinabile: quella del ritiro delle nostre forze. E' ora di dire basta a una guerra che non ci appartiene e che sta producendo un dispendio inutile di vite e risorse economiche''. Lo afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

Orlandi: Veltroni, Mancini all'antimafia

(ANSA) - ROMA - Walter Veltroni ha chiesto al presidente dell'Antimafia Giuseppe Pisanu di convocare immediatamente Antonio Mancini, membro della banda della Magliana, che in questi giorni ha rivelato il ruolo della banda nel rapimento di Emanuela Orlandi. ''Mancini ha dichiarato cose rilevanti sui rapporti tra la banda della Magliana, esponenti vaticani, la vicenda del Banco Ambrosiano. Affermazioni che chiamano in causa anche le ragioni della sepoltura di Renato de Pediis nella chiesa di Sant'Apollinare.''.

Cina da scoprire, le affascinanti sculture di sale nella contea Wulan

(Iberpress)
Roma, 25 lug. (Ign) - Impressionanti le sculture di sale realizzate al lago salato di Chaka nella provincia nord-occidentale cinese del Qinghai. Il lago si trova nella contea Wulan (FOTO).
Questo lago è famoso come il monastero di Kumbum, il lago Qinghai - il più esteso della Repubblica Popolare Cinese, con una superficie di 4.400 km² e un perimetro di 360 km - e il Parco Naturale di Kambula e Mengda, tutte mete che si trovano nella zona e che sono apprezzate da moltissimi turisti.

Parà italiano ucciso in Afghanistan Due feriti, uno è in pericolo di vita

Il Primo Caporal Maggiore David Tobini (Da Facebook)
Roma, 25 lug. (Adnkronos/Ign) - Terza vittima italiana in un mese in Afghanistan, la 41esima dall'inizio della missione. Dopo Gaetano Tuccillo, morto il 2 luglio, e Roberto Marchini, ucciso il 12, questa mattina il Primo Caporal Maggiore David Tobini ha perso la vita nel corso di uno scontro a fuoco avvenuto nella zona a nord ovest della valle di Bala Murghab, nella parte occidentale del Paese. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa precisando che "il militare stava partecipando ad una attività congiunta con forze afgane".
''Alle 4.15 di questa mattina, ora italiana, mentre i nostri militari stavano effettuando un'operazione di rastrellamento a Bala Mughrab per cercare armi e in particolare ordigni, sono stati oggetto di un attacco da parte degli insurgents'' ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa spiegando le dinamiche dell'attacco.
Altri due militari sono rimasti feriti: si tratta di Simone D'Orazio e Francesco Arena. ''Il primo non è fuori pericolo di vita perché è in gravi condizioni. Arena invece non è in pericolo di vita", ha detto il ministro.
Tobini, nato a Roma il 23 luglio 1983, era in forza al 183esimo reggimento paracadutisti 'Nembo' di Pistoia.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso "profonda commozione" per la morte di David Tobini, caduto mentre assolveva "con onore" la missione Isaf in Afghanistan.


Arrestato per bancarotta fraudolenta il produttore Vittorio Cecchi Gori

Roma, 25 lug. (Adnkronos) - Arrestato nuovamente il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori. I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito nei confronti dell'imprenditore un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta, disposta dal Tribunale capitolino, su richiesta dei sostituti procuratori della Repubblica di Roma, Stefano Fava e Lina Cusano, coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi.
Il noto imprenditore cinematografico, che era già finito in manette nel giugno del 2008 nell'ambito del procedimento penale scaturito dal fallimento della Safin società cinematografica Spa, controllata dalla Fin.Ma.Vi. Spa, è stato arrestato dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Roma nel contesto delle indagini riguardanti proprio il fallimento della Fin.Ma.Vi. Spa e di altre società del gruppo Cecchi Gori.
In particolare, dalle indagini, spiega in una nota la Guardia di Finanza, era emerso che l'imprenditore aveva distratto i beni facenti parte del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. Spa, cagionando un passivo fallimentare pari a circa 600 milioni di euro, attraverso strumentali operazioni di finanziamento a favore di altre società a lui riconducibili, tra cui due società statunitensi: la Cecchi Gori Pictures e la Cecchi Gori Usa.
Proprio queste due società americane, nel marzo del 2011, hanno vinto una causa legale intentata negli Stati Uniti nei confronti della Hollywood Gang Production del produttore italo-americano Gianni Nunnari.
Il giudice della California ha pertanto ordinato alla società di Nunnari di corrispondere alle due società americane di Cecchi Gori la somma di circa 14 milioni di dollari, immediatamente sottoposta a sequestro dal Tribunale di Roma, al fine di metterla a disposizione della procedura fallimentare per la soddisfazione dei creditori della Fin.Ma.Vi. Spa.
La somma non è però mai stata resa disponibile alla custodia giudiziaria. Anzi, a quanto risulta alla Gdf, Cecchi Gori avrebbe tentato, anche attraverso propri emissari negli Stati Uniti, di entrare in possesso del denaro oggetto del provvedimento di sequestro, così reiterando le condotte distrattive già poste in essere.

Rogo Tiburtina, treno 'assaltato' ad Orte. La Procura procede per incendio colposo

Roma, 25 lug. (Adnkronos/Ign) - Sono ancora in corso verifiche dei vigili del fuoco alla stazione Tiburtina, che resta inagibile dopo il rogo che si è sviluppato ieri. In particolare, i pompieri stanno provvedendo atenere sotto controllo la struttura verificando le condizioni di sicurezza per l'utilizzo della stazione, al momento chiusa. Le squadre dei vigili del fuoco non sono potute entrare all'interno della struttura, in quantonon è ancora escluso il pericolo di crollo.
Oggi, come previsto, a Roma il servizio della linea 'B', alle 5.30 ha ripreso regolare su tutta la linea. Rimane chiusa la fermata Tiburtina Fs ma possono essere utilizzate le fermate Bologna e Quintiliani. Lo comunica in una nota l'Agenzia per la mobilità, precisando che con l'inizio del servizio di oggi inoltre le linee tramviarie 2 e 19 vengono ripristinate.
Il servizio ferroviario gestito dal gruppo Fs sarà rimodulato. Nessun treno fermerà a Tiburtina; i treni della Fr1 Orte-Fiumicino avranno una frequenza dimezzata, di 30 minuti mentre i treni della Fr2, nelle ore di punta, arriveranno e partiranno da Termini mentre nelle ore di minor flusso di passeggeri potranno attestare le corse alla stazione Togliatti da dove sarà attiva la linea di bus 451 potenziata per le stazioni metro di Ponte Mammolo e Subaugusta. Le autolinee Cotral delle direttrici Nomentana, Salaria e autostrada A1 arriveranno e partiranno dalla stazione Rebibbia.
Per ridurre ulteriormente i disagi, la linea 409 (Arco di Travertino MA-stazione Tiburtina) è stata prolungata a piazza Bologna ed effettua fermata in viale delle Provincie angolo piazza Bologna.
Per i treni in arrivo a Bologna e provenienti da Roma e dalle città a Sud della Capitale si registrano ancora ritardi compresi tra i 30 e i 60 minuti. I ritardi sono più contenuti rispetto a ieri, quando anche a Bologna i passeggeri sono rimasti bloccati da lunghe attese. Qualcuno ha scelto poi soluzioni alternative come l'autobus o l'utilizzo di auto private per raggiungere le proprie destinazioni di rientro dal week-end. Al momento, gli altri treni che viaggiano sui binari dell'Emilia Romagna risultano regolari.
Continua ...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Rogo-Tiburtina-treno-assaltato-ad-Orte-La-Procura-procede-per-incendio-colposo_312279758188.html

Paura in Piemonte, terremoto in provincia di Torino: la scossa di magnitudo 4.3

Roma, 25 lug. - (Adnkronos) - Una scossa sismica di magnitudo 4.3 è stata avvertita dalla popolazionein provincia di Torino.
Le località prossime all'epicentro sono Cantalupa, Pinasca e Cumiana. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile non risultano danni a persone o cose.
Secondo i rilievi registrati dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico si è verificato alle 14.32.

domenica 24 luglio 2011

Ecco la verita' nascosta: Norvegia vittima del terrorismo israeliano


Ecco la verita' nascosta: Norvegia vittima del terrorismo israeliano
TEHERAN - In queste ore continuano ad emergere elementi che confermano la matrice israeliana dell'attentato che ha sconvolto la Norvegia.
La strage in Norvegia ha scosso il mondo ... l’opinione pubblica mondiale e’ stata subito sommersa da una valanga di filmati, foto, notizie, reportage, interviste e resoconti ... ma tra tutti i grandi media una breve ma particolare analisi fatta dal sito iraniano Alef e’ quasi rimasta trascurata.

La polizia e le autorita’ di Oslo cercano di non svelare le vere ragioni per cui Andres Behring Breivik ha massacrato oltre 90 persone.

E poi e' difficile credere che un killer spietato abbia percorso 150 km senza una meta precisa e particolare. Recarsi sull’isola di Utoya per poi sparare a un gruppo di giovani laburisti che avevano sollecitato il boicotaggio d’Israele. Il massacro avviene nel momento in cui il governo del premier Stoltenberg stava decidendo di riconoscere lo stato indipendente palestinese. E' un feroce avvertimento a tutti gli altri paesi che lo vogliono fare?

Fare la fatica per giungere il campus e compiere una strage in un campus di giovani laburisti non corrisponde con la fantasia sanguinaria di Andres. 

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http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/94750-ecco-la-verita-nascosta-norvegia-vittima-del-terrorismo-israeliano

Iran, Guida suprema critica propaganda anti-islamica dell'Occidente


Iran, Guida suprema critica propaganda anti-islamica dell'Occidente
TEHERAN – Le potenze occidentali tentano di offuscare l'immagine dell’islam attraverso la propaganda ostile e falsificando le realtà. Lo ha detto il Leader della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei . "L’ultimo esempio di propaganda anti-islamica riguarda il tragico avvenimento che e’ avvenuto in Norvegia, dove subito dopo gli attentati i media occidentali hanno cercato di dare la colpa ai musulmani ma poi sono dovuti a ritirare le loro accuse quando sono venute fuori le rivelazioni sull’identita’ del responsabile del massacro ", ha detto la Guida suprema parlando davanti al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella città portuale di Bandar Abbas.
In un’altra parte del suo discorso l’Ayatollah Khamenei Ayatollah Khamenei ha parlato anche dell’ondata di risveglio islamico in Medio Oriente e Nord Africa invitando le nazioni arabe a non farsi distrarre dai loro obiettivi principali. "L'unica via di salvezza per le nazioni della regione è quella di resistere; devono resistere alle pressioni, resistere alle tentazioni dell’Occidente per poter salvaguardare i traguardi della loro rivolta. Devono sapere che i risultati vanno conquistati gradualmente", ha aggiunto il Leader.

cristiano fondamentalista


AMY


Storia di Silvio in 60 righe Sotto il segno della "S"


Il crooner da crociera, il costruttore edile, l'imprenditore sostenuto da Craxi e iscritto alla P2. E ancora Tangentopoli, la discesa in campo, il regime televisivo, gli scandali sessuali e...Scilipoti. Tutto questo in un geniale ed esilarante esercizio linguistico pubblicato sul magazine online dell'associazione "Libertiamo"

ROMA - La vita di Berlusconi è "geneticamente ricca di S: S come Silvio, S come Stato, S come soldi, S come sesso, e pure S Scilipoti...". Questa riflessione, ricordata in un post scriptum, è all'origine di un geniale e allo stesso tempo divertente esercizio intellettuale destinato a segnare l'estate 2011: raccontare con un paradosso linguistico il paradosso politico del Cavaliere. Ovvero, riassumere in 60 righe le vicende imprenditoriali e politiche di Berlusconi usando solo parole che iniziano con la lettera "S".

Autori dell'impresa, Francesca Di Stefano, Marco Jemolo ed Elena Ceccacci, titolari del blog "Esse o Non Esse/Storie squisite" (all'indirizzo sonons.wordpress.com), specializzati nel trasporre in testi dominati dalla lettera "S" praticamente di tutto, dai proverbi alla Divina Commedia. La loro Silvio's Super Story 1 campeggia sul magazine online dell'associazione Libertiamo, presieduta da Benedetto della Vedova di Fli.

Per avere un'idea di tanto sforzo, d'obbligo l'incipit. "Silvio, sgravato su suolo sforzesco (scrofa semilanuta suo simbolo), successivamente suoi studi si sostentò sollazzando signorinelle su scafi sfarzosi...". Il racconto comincia così, con il ricordo del giovane Berlusconi, crooner da crociera.

La prima svolta, nel '68, quando, "sebbene sorgente sue sovvenzioni sia sconosciuta, sbanca stendendo sobborghi su Segrate". La scalata di Silvio prosegue in un turbillon di "S. p. a., S. r. l., S. a. s", anche se "si sussura Società Segreta Sovversiva (la P2, ndr) sia stata spalleggiatrice suddetti successi".

Ma un giorno Silvio capisce che è giunto il momento di concentrare i suoi soldi in un'unica "supersocietà" e sotto un unico emblema: il "Serpentone", effigie che marchierà "Standa, supermercati, società sportiva". Fondamentale, nell'ascesa del Cavaliere, la sponda politica offerta dal "Segretario socialista (Craxi, ndr) successivamente scappato".

Tangentopoli, "sullo Stivale si susseguivano scandali: sgamarono senatori senza scrupoli, stavano scambiando soldi svendendo Stato". E "Silvio sospirò: 'sbarre sarebbero sgradevoli'". Di qui, la discesa in campo, contro "stolta sinistra" che "sottovalutò suo strapotere". La prima campagna elettorale di Silvio è un'apoteosi: "Sedusse spettatori seminando straordinarie speranze. Solo speranze, storia smentì sue smargiassate. Subito suo schieramento si sciolse".

Per riprendersi l'esecutivo, Silvio "stipulerà Statuto su scrivania" e "senza sforzi sindaco sciapo (Rutelli, ndr) sarà sconfitto". E' il vero inizio di un regime caratterizzato da "sberleffi su statisti stranieri, svilimento sistema scolastico, spazzatura sparsa sul Sud". E la sinistra? "Sembra sparita se sottraiamo settantadue settimane scarsamente significative".
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http://www.repubblica.it/politica/2011/07/24/news/storia_di_silvio-19560676/

Melania, il suo cellulare accusa Parolisi e smonta l'ultimo alibi


Melania Rea
dal nostro inviato Nino Cirillo - ASCOLI PICENO - Ora c’è anche il Samsung di Melania ad accusare Parolisi, il cellulare trovato accanto al cadavere e utilizzato dagli investigatori per tutta una serie di esperimenti che, alla fine, hanno portato a una sola conclusione: la donna non è mai stata a Colle San Marco.

Quel telefonino e tutti i sofisticati esperimentihanno detto, cioè, quello che avevano già detto i 52 testimoni ascoltati per settimane dai carabinieri, smentendo ancora una volta e forse definitivamente il racconto di quel pomeriggio proposto e riproposto dal caporalmaggiore oggi in carcere per l’omicidio della moglie.

Nessuna altalena per Vittoria quel 18 aprile, nessun bisogno di andar in bagno, nessun caffè promesso e mai arrivato, semplicemente perché Melania sul pianoro non ci è mai stata quel pomeriggio, perché tutte le analisi tecniche portano a dire che già dalle 14.53, da quando la sua amica Sonia la chiama inutilmente per la prima volta, lei è al bosco delle Casermette di Ripe di Civitella, forse è stata già uccisa.

L’analisi dei tabulati telefonici e gli esperimenti sul telefonino di Melania erano l’anello mancante di queste indagini. 
I risultati sono arrivati giusto in tempo per inserirli nei cinque faldoni partiti per la Procura di Teramo e sono ritenuti dagli investigatori quasi una prova regina, e comunque il giusto premio per un lavoro lungo e complicato.

I tecnici del Ros hanno cominciato facendo telefonate e ricevendone dai punti chiave di questa vicenda - e cioè San Marco, le Casermette e anche lungo la strada che collega le due località-, prima con il Samsung di Melania e poi con un apparecchio esattamente simile, per essere ancora più sicuri dei riscontri. Hanno poi analizzato i tabulati classici, le 32 chiamate e i cinque sms che la povera donna ha ricevuto sempre a partire dalle 14.53. E alla fine si sono soffermate sul fatto che il traffico si agganciava soprattutto a due celle, la 451 e la 390.

Soprattutto la prima si è rivelata preziosa perché «ben presente come servente nella zona del ritrovamento del cadavere». Sono poi scesi giù a San Marco, i carabinieri del Ros di Ancona, e hanno scoperto che la zona è «tipicamente servita» da un’altra cella abbastanza potente, la 381. Ma si son voluti concedere l’ultimo scrupolo e così hanno rilevato che «l’unico punto della zona di Colle San Marco in cui vi è copertura della 451 in grado di gestire una chiamata è una specifica e ristrettissima area nelle adiacenze del monumento ai Martiri della Resistenza».
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Tangenti, i trenta miliardi dati alla sinistra



L’imprenditore Di Caterina racconta gli episodi di concussione con protagonista Penati
Venti, trenta milioni di lire al mese versate a Filippo Penati per coprire le spese locali del partito. E’ quel che Piero Di Caterina, l’imprenditore di Sesto San Giovanni, titolare della Caronte, impresa operativa nel trasporto pubblico ha messo a verbale un anno fa, definendosi ‘concusso’ e raccontando le ‘condizioni’ che sarebbe stato costretto ad accettare per lavorare.
L’INCHIESTA - C’e’ anche questo particolare nell’inchiesta su un giro di presunte tangenti per favorire interventi edilizi nelle aree ex Falck e Marelli, coordinata dai pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, e nata dalle dichiarazioni rese alla magistratura milanese da Di Caterina e dal costruttore Giuseppe Pasini. Penati, ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, fino a qualche giorno fa vice presidente del Consiglio Regionale e in passato Presidente della Provincia di Milano e sindaco di Sesto San Giovanni, e’ indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti.
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Scontri al Cairo, almeno 300 feriti

(ANSA) - IL CAIRO - E' di almeno 300 feriti il bilancio degli scontri avvenuti ieri sera nel quartiere di Abbasseya al Cairo fra manifestanti che tentavano di raggiungere la sede del Consiglio supremo delle forze armate e altri che invece erano favorevoli all'esercito. Gli scontri sono esplosi quando un gruppo di manifestanti si e' diretto al ministero della Difesa scandendo slogan contro il potere militare. Ad essi si e' contrapposto un altro gruppo a favore dell'esercito.

No Tav, lancio di petardi pietre e bulloni. Ancora tensione al cantiere di Chiomonte

Torino, 24 lug. - (Adnkronos/Ign) - Dopo gli scontri di venerdì notte al cantiere della Maddalena di Chiomonte, proseguono le tensioni tra manifestanti No tav e forze dell'ordine nell'area dove sono in corso i lavori per la realizzazione del tunnel geognostico propedeutico alla Torino-Lione.
In mattinata le forze dell'ordine sono intervenute per contenere l'azione di un gruppo di giovanissimi che si era avvicinato al cancello e che, dopo aver iniziato a battere sulle reti di protezione, ha cominciato a lanciare palloncini con liquido organico e palline imbrattate.
Prima, quasi all’alba, un centinaio di persone in maggioranza antagonisti dell'area anarchica e autonoma, si sono assiepate al cancello sulla strada dell'Avana' dove è situato uno degli sbarramenti delle forze dell'ordine posto a tutela del sito.
Inizialmente, il presidio è stato caratterizzato dal rumoroso battere con bastoni e spranghe sul cancello e sul guardrail che delimita la strada, successivamente, però, riferiscono fonti delle forze dell'ordine, un gruppo di giovani assiepati all'interno del boschetto dietro la centrale elettrica, approfittando della fitta vegetazione e dell'oscurità notturna, ha iniziato a lanciare petardi, seguiti pietre e bulloni, anche mediante l'utilizzo di fionde, e dall'esplosione di diverse bombe carta. Da parte loro le forze dell'ordine hanno usato idranti e lacrimogeni per respingere l'assalto.

Milioni per parrocchie e bocciofile: così la politica spende mentre chiede sacrifici



La legge mancia stanzia fondi per amici e amici degli amici
Un totale di 103 milioni di euro, spesi per bocciofile e parrocchie, oltre che per attrezzature per forum e altre amenità: è la legge mancia, ovvero quel provvedimento che mette insieme una serie di regalie ogni anno e che viene ricordata dal Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Eduardo De Biasi:
“Legge mancia”, così si chiama – in senso evidentemente spregiativo – questo provvedimento che, nato nel 2004 per volere di Silvio Berlusconi, cancellato da Romano Prodi nel 2008, è presto ritornato, quello stesso anno, con la ricomparsa del tandem Pdl-Lega alla guida del Paese. Divenne anzi una legge vera e propria, messa in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto, in piena estate, quando si conviene a quei provvedimenti che si immagina non godano di grossa stima presso i concittadini. Nella legge (la 133 del 2008) “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tr ibutar ia”, infatti, venne inserito, chissà perchè, all’a rticolo 13 (Misure per valorizzare il patrimonio residenziale pubblico), una norma che prevedeva questo finanziamento all’impronta delle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
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http://www.giornalettismo.com/archives/134759/milioni-per-parrocchie-e-bocciofile-cosi-la-politica-spende-mentre-chiede-sacrifici/

“Il sexy spettacolo del Pd è offensivo”



Corsi di seduzione e performance discusse: e le donne insorgono
Uno spettacolo sexy organizzato nel contesto di un motoraduno all’interno della festa Pd di Campiano, frazione alle porte di Ravenna, non e’ stato annullato dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dal movimento ‘Se non ora quando?’, anzi e’ stato raddoppiato.
I CORSI DI SEDUZIONE – Perche’ sul palco venerdi’ notte, come riferito dalla stampa locale, oltre alla annunciata performance di Jessica, a sorpresa si e’ esibito pure Davide Fabbri, conosciuto con il nome d’arte de ‘il Vikingo’, noto per i suoi corsi di seduzione organizzati a Milano Marittima e per una breve apparizione al reality di Raidue ‘L’isola dei famosi’.
SE NON ORA QUANDO - L’evento, battezzato ‘Mutor & Caplet’ (motori e cappelletti) e organizzato da sei anni da un motoclub locale per ricordare la scomparsa di un motociclista, era stato fortemente criticato da ‘Se non ora quando?’, che rivolgendosi con una nota ai dirigenti del partito aveva chiesto come fosse possibile che ‘nessuno sia in grado di bloccare iniziative cosi’ volgari e offensive per le donne’. L’invito, in particolare alle ‘donne del Pd di Campiano e del coordinamento politico delle donne democratiche di Ravenna’, era stato esplicito: ‘Se ci siete, battete un colpo’. L’ex assessore provinciale alla Sanita’, Emanuela Giangrandi (Pd), aveva proposto la cancellazione dello spettacolo e la proiezione, in alternativa, del documentario ‘Il corpo delle donne’. Gli organizzatori hanno invece scelto di raddoppiare, in una sorta di par condicio tra i sessi.
CONTINUA ...

Marcore' anarchico anti-Berlusconi

(ANSA) - TAVOLARA (OLBIA) - In Italia il film e' in cerca di un distributore, ma in Francia e' gia' uscito Tous les soleils di Philippe Claudel nel cui trailer, presentato al festival di Tavolara, si vede Neri Marcore' nel ruolo di un anarchico italiano fuggito in Francia da quando, nel '94, Berlusconi ha vinto le elezioni. Convive con il fratello, un professore di musica barocca interpretato da Stefano Accorsi, e si aggira in casa in vestaglia, deciso a non mettere il naso fuori finche' non cambiera' governo.

Bondi,Bersani chiarisca caso Penati

(ANSA) - ROMA - 'Gabriele Albertini conferma di essere una persona di rara dirittura morale. Ritengo che dopo quello che ha rivelato al Corriere sui rapporti che sarebbero intercorsi tra il Pd, Penati e il gruppo Gavio, Bersani non possa piu' restare in silenzio''. Lo dice Sandro Bondi, coordinatore del Pdl. ''Chi rivendica una funzione di moralizzazione della vita politica non puo' sottrarsi ad una parola di verita' sull'intreccio perverso tra politica e affari, rispetto al quale il Pd non e' estraneo''.

Ex onorevoli all’italiana, pensioni e assegno di fine mandato più alti d’Europa

Salerno, 24 lug. (Adnkronos) - Montecitorio tratta meglio i suoi ex deputati rispetto al Bundestag tedesco, all'Assemblea nazionale francese, al Parlamento britannico e all'Europarlamento. Gli assegni vitalizi e di fine mandato, infatti, sono decisamente più alti di quelli corrisposti ai parlamentari dei principali paesi europei. Ed è lì che si annidano i veri privilegi per tanti parlamentari che, probabilmente, saranno appena sfiorati o neanche toccati, dalla sforbiciata annunciata da Gianfranco Fini nei giorni scorsi.
Un'operazione necessaria, a cui dovrebbero seguire ulteriori "sacrifici" della casta, con la convergenza delle indennità parlamentari al resto d'Europa, allo studio della commissione guidata dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini. Le indennità, anche queste, molto più elevate in Italia, 11.703 euro lordi, rispetto ai 7.956 degli eurodeputati, ai 7.669 dei parlamentari tedeschi, ai 7.100 dei francesi e ai 6.350 degli inglesi.
Pensioni e 'tfr' comunque marcano la differenza, mentre il totale delle competenze nette corrisposte ai deputati, in sostanza gli stipendi, risultano nella media. Le cifre parlano chiaro ed è proprio Montecitorio, attraverso il Servizio per le Competenze dei deputati della Camera, ad aver realizzato un dossier intitolato "Trattamento economico dei deputati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Parlamento europeo', ricco di tabelle e confronti.
Ecco le cifre. A un deputato italiano che ha occupato lo scranno di Montecitorio per un minimo di 5 anni spetta un vitalizio di 2.486 euro, a uno tedesco 961, al francese 780 euro, e a un inglese 635, mentre a un europarlamentare 1.392. Analogo divario per 10 anni di mandato: in Italia 4.973 euro, in Germania 1.917, in Francia 1.500 e in Gran Bretagna 1.270, per parlamentari europei 2.784 euro.
Dopo 15 anni di mandato i deputati italiani percepiscono 7.460 euro, i tedeschi 2.883, quelli inglesi 1.905 mentre i francesi a 41,5 anni di mandato arrivano a un massimo di 6.300 euro. Ai parlamentari europei per 20 anni di mandato vengono corrisposti 5.569 euro.
Sostanziali differenze, più vantaggiose per i deputati italiani anche per l'assegno di fine mandato, una sorta di Tfr. Il deputato riceve l'80% dell'importo mensile lordo dell'indennità per ogni anno di mandato effettivo e cosi' per 5 anni 46.814 euro, per 15 140.443 (non imponibili).