venerdì 14 marzo 2008

Segreto di Stato e delitto Moro: è ora di sapere. Si dia via libera al regolamento

La nuova legge sui servizi segreti approvata dal Parlamento italiano nell'estate del 2007 ha introdotto anche nel nostro Paese il principio della temporaneità del segreto di Stato, un istituto già presente in gran parte degli ordinamenti democratici, a cominciare dagli Usa. La legge stabilisce che tutti i documenti coperti da segreto - quindi tutti i documenti conservati negli archivi dell'intelligence italiana - dopo trenta anni possono essere letti ed esaminati "da chi vi abbia interesse". Così essi diventano visibili. Non esistono più ragioni di sicurezza per mantenere il segreto su informazioni e fatti di trent'anni fa. Si può tenere celata l'identità di fonti o di agenti dell'intelligence, specie se si tratta di persone ancora vive, ma le informazioni (e con essere le forme e le finalità dell'azione dei servizi) devono essere pienamente svelate, dopo un periodo di tempo così lungo. Esse devono far parte, nel bene e nel male, della memoria del nostro Paese. Il governo ha predisposto il regolamento necessario all'attivazione delle norme sulla temporaneità del segreto. Sarebbe ora utile e giusto che questo regolamento entrasse formalmente in vigore al più presto. In questi giorni sono passati trent'anni dalla vicenda drammatica del rapimento e dell'assassinio di Aldo Moro. Il 16 marzo ricorre il trentesimo anniversario dell'attacco brigatistico e della strage nella quale furono barbaramente uccisi gli uomini dello Stato che in quei giorni scortavano e proteggevano il presidente Moro. La legge dà oggi la possibilità di far conoscere tutti i documenti dei servizi di informazione e sicurezza risalenti al 1978. Vi fu allora una tragica sconfitta della democrazia italiana, che non seppe prevenire e neutralizzare la strategia e le trame dei terroristi e dei loro complici. E' giunto il momento della verità e della conoscenza. E' importante che la memoria di quegli episodi e delle minacce eversive che assediavano il Paese si estenda, che sia insomma possibile capire di più e meglio che cosa avvenne in Italia, nella società, negli apparati dello Stato, nell'antiterrorismo, nel sistema politico durante i mesi convulsi della primavera del '78. Tutto ciò è ora possibile ed è nelle mani dirette dei cittadini e di giornalisti che vorranno sapere. Conoscere tutti i documenti degli apparati risalenti a quel periodo - ma anche sapere quanti documenti sono stati distrutti e perchè - significa allargare e approfondire la memoria; significa contribuire alla verità di cui la democrazia ha bisogno. di Massimo Brutti http://www.articolo21.info/notizia.php?id=6351

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