martedì 22 aprile 2008

Crisi alimentare, l’America costretta al razionamento

Dal ricco Nord Est alla West Coast la contrazione dell’offerta e i prezzi alle stelle spingono la grande distribuzione a limitare la vendita di farina, riso e olio “A causa della ridotta disponibilità, siamo costretti a limitare la vendita di riso”: il desolante avviso, scritto su un cartello a grandi caratteri, pende nel negozio sopra scaffali semivuoti. Una scena da tempo di guerra o da paese in via di sviluppo, ma il teatro è tutt’altro: a confrontarsi con il razionamento è la ricca America, granaio del mondo ora alle prese con una crisi alimentare che vede l’offerta di generi di prima necessità contrarsi e i prezzi al consumatore volare. Il cartello fa mostra di sè in un grande magazzino della catena Costco Wholesale a Mountain View, in California, ma il razionamento ha toccato l’intera West Coast e le aree più ricche del Nord Est, dal New England a New York: ad essere sottoposti a limitazioni di vendita sono anche la farina e l’olio, ma tra gli scaffali del negozio californiano è soprattutto del riso che si sente la mancanza, visto che la clientela è composta soprattutto da immigrati asiatici. “Dov’è il riso?”, si domanda smarrito Yajun Liu, ingegnere di Palo Alto intervistato dal New York Sun, “Tutti dovrebbero poter comprare una cosa semplice come il riso. E’ ridicolo”: sugli scaffali sono rimasti, al posto dei consueti sacchi da 20 chili, pacchi grandi meno della metà, ma con un prezzo che sfiora i 16 dollari. Nei negozi più piccoli, classici minimarket di quartiere, il costo supera anche i 30 dollari per sacchi da 10 chili e l’ordine è il medesimo: un solo pacco per cliente, perché le scorte sono ridotte all’osso. Continua ... http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=69&ID_articolo=1846&ID_sezione=138&sezione=

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