giovedì 26 marzo 2009

Obama al G20 sotto il fuoco di Pechino e Ue

La Casa Bianca duella con Pechino e Mosca sul dollaro forte, il presidente di turno dell’Unione Europea ritiene «una via per l’inferno» la ricetta Usa contro la recessione e Barack Obama tradisce irritazione con il premier francese ospite a Washington. A meno di una settimana dall’apertura a Londra del summit del G20 americani, europei, cinesi e russi mettono in luce contrasti sulle ricette per rilanciare la crescita così forti da far temere il rischio del corto circuito per il premier britannico Gordon Brown.Nella conferenza stampa di martedì notte nella East Room della Casa Bianca Obama è stato perentorio nel definire il dollaro «straordinariamente forte» al fine di respingere al mittente l’idea del governatore della Banca Centrale di Pechino, Zhou Xiaochuan, di sostituirlo come moneta di riferimento con gli Sdr (Diritti speciali di deposito) del Fondo monetario internazionale. Ieri mattina, nel salotto finanziario su Park Avenue del «Council on Foreign Relations», il ministro del Tesoro Timothy Geithner ha tentato di ribadire lo stesso messaggio, ma tradendo incertezza: prima si è detto «un po’ aperto» all’idea cinese, facendo crollare il biglietto verde sui mercati valutari, e dopo circa 30 minuti si è corretto, su esplicita richiesta del moderatore, affermando che «il dollaro rimarrà a lungo la valuta dominante nelle riserve di valuta».
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