Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
mercoledì 31 agosto 2011
Francia, «educazione morale» presto sarà materia scolastica
Tripoli ha sete, forze Gheddafi tagliano acqua

Siria: Onu, scontro tra Russia e occidentali su sanzioni

NEWYORK - È scontro aperto tra la Russia e i paesi occidentali al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Gli Stati Uniti e i loro alleati chiedono sanzioni contro la Siria, per cio' che a loro avviso sarebbe "la repressione delle proteste". Mosca si oppone alle misure e ha introdotto una bozza di risoluzione che chiede semplicemente a Damasco di accelerare le riforme. Il testo di Mosca è stato presentato come un'alternativa all'iniziativa dei Paesi europei in Consiglio (Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo), appoggiati dagli Stati Uniti. La loro bozza include una cosiddetta "lista nera" che elenca esponenti di Damasco, cui sarebbe impedito di viaggiare e cui verrebbero congelati i conti in banca. La Russia afferma di aver finalizzato per prima il testo che non contiene sanzioni. Entrambe le bozze, poi, rischiano di essere fermate da una serie di veti incrociati.
De Magistris contro Beppe Grillo e Di Pietro
Nel suo libro il sindaco di Napoli ne ha un po’ per tutti
“Di lotta e di governo” è il libro che Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli, ha vergato insieme al re delle interviste Claudio Sabelli Fioretti. Paola Zanca sul Fatto pubblica una sintesi delle affermazioni più interessanti dell’ex magistrato, tra cui queste su Beppe Grillo, Di Pietro e l’Italia dei Valori:
Il “nemico” Grillo
BEPPE a un certo punto ha deciso di entrare anche lui nella competizione politica (…). E così adesso mi vede come il suo principale competitore e mi attacca (…). Beppe ha un po’ sclerato (…). Io mi ero legato affettivamente a Beppe Grillo, ma la politica mette a rischio anche le amicizie (…) Io cerco di avere un’impronta costruttiva. Lui no”. “GRILLO alla fine lo accettano perché è un comico. E poi si pone nell’ottica di antisistema, usa delle modalità che non impensieriscono i poteri forti”.
Di Pietro e il partito
“OGGI l’Italia dei Valori è rappresentata da me e da Antonio Di Pietro. Prima c’era solo lui. Quindi da questo punto di vista Tonino ha fatto una grande operazione, non solo elettorale. Ha innalzato la qualità della classe dirigente del suo par tito”. “IO REGGO meglio la provocazione. Sono abituato a combattere da solo. Antonio anticipa l’avversario. Alza il tono della voce, cerca di evitare che l’altro parli. Io invece voglio sempre tentare di ragionare”. “SE FOSSI stato al posto di Di Pietro, il giorno dopo la vittoria alle europee, avrei proposto a me la carica di vice suo. Sarebbe stata una mossa intelligente” “A VOLTE sceglie persone impresentabili o modeste, che nulla hanno in comune con l’Idv (…) Bastava andare dal fruttivendolo o dal giornalaio per sapere chi era De Gregorio. L’Italia dei Valori è a un bivio: può veramente diventare un grande partito ma deve evitare questi e rro r i ”. “UN GRANDE partito non dovrebbe avere nessun nome sul simbolo (…) Di Pietro prima lo toglie e meglio è. (…) Sembra quasi che pensi che senza di lui il partito non esiste”.
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Sbattezzarsi per non pagare la Chiesa?
In tanti paesi europei si può scegliere di non versare soldi alle organizzazioni religiose. Ecco come funziona
La crisi economica ha colpito i ceti medio bassi e scassato i conti pubblici. La rincorsa a nuovi fonti di finanziamento ha provocato varie polemiche nel nostro Paese, e i privilegi fiscali goduti dalla Chiesa cattolica sono finiti di nuovo al centro dell’opinione pubblica. Oltre all’otto per mille, le esenzioni dall’Ici e dall’Ires permettono al clero italiano una posizione di grande privilegio nella cristianità. Molti Stati vietano il finanziamento pubblico alle Chiese, mentre altri permettono quantomeno di non pagare a chi non crede. Nel mondo germanofono, grazie al cosiddetto sbattezzo, le persone possono abbandonare la confessione religiosa di appartenenza, e non pagare più la rispettiva tassa.
NIENTE LIBERTA’, SIAMO ITALIANI – Fino al Concordato del 1985 lo Stato italiano pagava direttamente lo stipendio al clero attraverso l’assegno di congrua. Questo meccanismo nasceva come ricompensa per la fine del potere temporale avvenuta tramite la breccia di Porta Pia e l’annessione di Roma all’appena nato Stato sabaudo. Ritenendo superato questo meccanismo, il governo dell’epoca si accordò con la Santa Sede per una revisione del finanziamento della Chiesa italiana basata sull’introduzione dell’otto per mille. Questa quota dell’intero gettito delle persone fisiche sarebbe stata destinanata a istituti concordatari, oppure allo stesso Stato, previa indicazione del contribuente nella sua dichiarazione dei redditi. Il problema nasce dalla mancata destinazione dell’otto per mille. La maggior parte delle persone non indicano gli enti ai quali vorrebbero far confluire la loro quota di reddito, e questa enorme somma di denaro viene ripartita in base alle percentuali delle destinazioni espresse dalla minoranza dei contribuenti. Già questo fatto evidenzia un meccanismo poco trasparente e per nulla rispettoso della libertà delle persone, che de facto premia a dismisura la Chiesa cattolica, che percepisce la quota di gran lungo più cospicua dell’otto per mille. Il clero italico gode però di ulteriori benefici, visto che molti enti sono esentati dal pagamento dell’Ici e dell’Ires, un privilegio fiscale che ha allertato le autorità europee. Senza contare i numerosi sussidi diretti o indiretti goduti da scuole, università e ospedali gestiti dalla Chiesa.
Il Financial Times sbatte Silvio in prima pagina
Sulla Bibbia della City i guai del governo del Cavaliere
In Italia è rabbia furente contro la manovra economica riscritta per la terza volta dal governo di Silvio Berlusconi: e i guai di casa nostra finiscono in prima pagina sul Financial Times. Il che non va sottovalutato, visto che il giornale finanziario è uno dei media di informazione più letti dagli operatori della finanzia internazionale: e visto che le notizie che arrivano da Roma e Milano, per come le racconta il FT, sono tutt’altro che tranquillizzanti, l’essere stati catapultati sulla prima pagina della Bibbia della City non è certo una buona notizia per le prospettive economiche dell’Italia sui mercati.
L’ITALIA NEL PANICO – Che succede nel nostro paese?
La decisione di Silvio Berlusconi di fare marcia indietro riguardo la legge finanziaria di austerità cancellando una tassa patrimoniale sui redditi più alti ha scatenato una rivolta popolare insieme a una crescente confusione sui mercati e un nuovo fronte con la Banca Centrale Europea. La mossa del governo di centrodestra arriva mentre l’Italia sperimenta una domanda minore di quanto previsto per la sua prima asta dei buoni di debito dopo l’acquisto dei bond italiani da parte della BCE. In cambio dell’acquisto, Roma aveva accettato di affrontare tagli importanti e imporre riforme strutturali.Manovra: il buco si amplia a 6 miliardi, pronta la fiducia

Sole 24 Ore: nuovi speciali su manovra e mercati, focus su pensioni
Libia: Londra scongela 1,6 mld di dollari
Libia: Frattini, Farnesina non sapeva della presenza dei 3 italiani
Le tasse preventive della Lega per gli immigrati
3000 euro come di garanzia all’apertura di ogni partita Iva. Ma così si garantisce solo il lavoro nero
La Lega tira fuori dal cappello una nuova idea anti immigrati. O meglio pro evasione. Un nuovocapolavoro burocratico per coloro che lucrano sul nero, ben consci del fatto che i lavoratori immigrati sono una risorsa umana fondamentale per l’industria nostrana, ma devono rispondere ad un elettorato pecorone che attribuisce allo straniero tutti i suoi problemi economici. Far quadrare il cerchio sembra davvero arduo, ma la Lega anche stavolta ci riesce. Facciamo finta di ostacolarli, così il nostro elettore medio (notoriamente arguto) penserà che gli stranieri se ne andranno finalmente fora dai bal.
TASSA SULLE PARTITE IVA - E così, i cittadini extracomunitari che vogliono aprire una partita Iva in Italia dovranno depositare una fidejussione bancaria o assicurativa di almeno 3 mila euro presso l’Agenzia delle Entrate. Così dice il nuovo emendamento alla manovra presentato oggi dal Carroccio. L’emendamento stabilisce che “all’atto dell’apertura ella partita Iva, da parte di una societa’ o cittadino extra Ue, al fine di garantire gli eventuali versamenti di imposte e contributi dovuti nell’esercizio dell’attività, deve essere depositata una garanzia fidejussoria bancaria o assicurativa a favore dell’Agenzia delle Entrate, per un importo non inferiore a 3 mila euro”. La garanzia, continua l’emendamento, “sarà restituita all’atto della cessazione dell’attività e una volta eseguiti tutti i versamenti fiscali e contributivi dovuti dalla società o dalla persona fisica straniera”.
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Benzina, ecco come scompare dal serbatoio
Davide Tabarelli spiega a Repubblica perché i prezzi continuano la galoppata
Davide Tabarelli, economista, spiega l’aumento del prezzo dei carburanti e perché non è arrivato il taglio di 4 centesimi alla benzina.
C’È SPECULAZIONE DA PARTE DELLE COMPAGNIE? Parlare di speculazione è esagerato. Vero è che i prezzi, escludendo le tasse, sono di quasi 6 centesimi superiori alla media Europea, valore alto rispetto a quello storico di circa 4 centesimi, facilmente spiegabili dalle caratteristiche della nostra rete. Abbiamo un quinto di tutti i punti vendita europei, ma vendiamo un decimo dei carburanti totali. Il self service è ancora poco diffuso, gli orari di apertura, dopo decenni di vani tentativi di liberalizzazione, sono ancora limitati; le vendite di tabacchi, giornali e alimentari non sono di fatto possibili. Nel resto d’Europa invece le cose sono molto diverse. QUANTO GUADAGNANO I PETROLIERI? Le compagnie petrolifere sono ricche, ma solo quelle che riescono a fare i buchi e produrre il greggio, con costi che sono inferiori ai 30 dollari e con prezzi intorno ai 100 dollari. Chi raffina il barile e poi distribuire i prodotti compra il greggio a 100 dollari, non a 30. PERCHÉ I PREZZI DEL GREGGIO SONO SCESI A 80 DOLLARI E I PREZZI DELLA BENZINA SONO ANCORA COSÌ ALTI? Il prezzo del petrolio americano, il West Texas Intermediate, è sceso verso gli 80 dollari, ma quello Europeo, il Brent, quello che conta per noi, è sempre intorno ai 110 dollari, lo stesso valore di aprile quando i prezzi della benzina erano intorno a 1,56 come adesso. Inoltre è sbagliato prendere a riferimento il prezzo del petrolio. PERCHÉ?I tuoi redditi finiranno (di nuovo) on line?
Pronta una norma che consente ai sindaci di rendere pubblici i guadagni dei residenti
Fu l’ultima figuraccia del governo Prodi, e venne ferocemente attaccata dal Popolo delle Libertà. Eppure oggi l’idea di rendere pubblici i redditi di tutti ritorna in auge con la maggioranza di centrodestra, e a farlo, secondo quanto trapelato, dovrebbero essere i sindaci. Ne parla Mario Sensini, giornalista attento agli spifferi che escono da via XX Settembre, su Corriere della Sera:
Tra le nuove misure destinate a confluire nella manovra e concordate lunedì nel vertice di maggioranza a casa di Silvio Berlusconi, infatti, ci sarebbe anche la pubblicazione, che potrebbe essere obbligatoria, dei redditi dei cittadini. Non più compito dello Stato, ma dei sindaci, che per questa via, confidando sulle «spiate» dei loro concittadini (invidiosi, o semplicemente onesti e stanchi di pagare troppe tasse al posto di altri) tenteranno di recuperare una parte consistente dei tagli operati ai trasferimenti da parte dello Stato. Il meccanismo è ancora da mettere a punto, l’emendamento alla manovra è atteso solo questa sera, ed ovviamente si useranno tutte le precauzioni possibili e immaginabili per evitare che vada a finire in barca, come successe tre anni fa.Wikileaks: “Ci stanno attaccando”
Dopo una massiccia rivelazione di ulteriori cable americani, il portale che li diffonde ha subito una azione da parte degli hacker
Si potrebbe dire: chi la fa l’aspetti. Wikileaks, che ha ispirato il movimento degli Anonymous, che proprio attraverso attacchi hacker colpisce i siti internet che impediscono o ostacolano la trasparenza sulla rete, è stato attaccato proprio ieri da alcuni cyberassalti, proprio mentre era in svolgimento l’ennesimo rilascio, massiccio questa volta, di cable riservati provenienti dal dipartimento di Stato Usa. Sul proprio Twitterfeed, ieri così annunciava Wikileaks: “Siamo sotto attacco”.
WIKILEAKS SOTTO ATTACCO – Il Guardian ci racconta cosa è successo.
Il presunto cyberattacco arriva dopo che autorità americane del presente e del passato hanno affermato che i cable di recente rilascio – e le preoccupazioni riguardo la protezione delle fonti – stanno creando una nuova fonte di preoccupazione diplomatica e di imbarazzo per l’amministrazione Obama. Non è stato immediatamente chiaro chi fosse dietro l’attacco. Le autorità affermano che lo svelamento nella scorsa settimana di più ci 125mila documenti sensibili da parte di Wikileaks, molti più di quanti precedentemente pubblicati, metteva in pericolo ulteriormente le fonti e in ridicolo gli obiettivi di politica internazionale degli Stati Uniti. Le autorità non commentano l’autenticità dei documenti trapelati ma affermano che il tasso e il metodo dei nuovi rilasci, incluso uno di essi da 50mila unità in un giorno solo, presenta nuove complicazioni.Libia: Al Qaida tra i ribelli, trema Israele

Parigi: duri scontri tra oppositori e sostenitori di Assad

Castelli sulla guerra: "Da Nato solo falsità e propaganda"

