giovedì 1 dicembre 2011

Wikileaks: siamo tutti spiati - di Gianluca Di Feo e Stefania Maurizi

Ogni giorno vengono intercettati milioni di miliardi di dati. Telefonate, mail, sms finiscono nella rete creata da centinaia di aziende private. Anche in Italia. Ecco i nuovi sconvolgenti Spy Files del gruppo di Julian Assange.
Ragnatele elettroniche capaci di imprigionare milioni di miliardi di dati ogni giorno. Tutto può essere sorvegliato, non c'è scampo: dai telefoni ai computer, le tecnologie a cui affidiamo la nostra quotidianità possono trasformarsi in traditori che riferiscono ogni cosa. Colpa soprattutto della Rete, dove viaggiano le informazioni sulla nostra vita ma che ormai è affollata di spioni d'ogni genere. Una sorta di Grande Fratello orwelliano che non ha più limiti operativi: si può entrare dovunque. Il nostro pc può diventare una telecamera che ci riprende nei momenti più intimi, la nostra posta può essere letta e c'è persino il modo di modificare i nostri sms prima che arrivino al destinatario. Le intercettazioni di telefoni e mail, ma anche pedinamenti satellitari e depistaggi via Web ormai sono un affare da cinque miliardi di dollari l'anno. Gli Stati sono i committenti principali, ma le operazioni sono condotte direttamente da aziende private che mettono i loro servizi a disposizione di democrazie e dittature. In molte occasioni, poi, giocano sporco. Perché in questo bazar mondiale dello spionaggio si può trovare di tutto. 

SENZA DIFESE. 
Che la privacy ormai sia un'illusione è una consapevolezza diffusa. Ora però si può trasformare questa sensazione in certezza grazie a un nuovo giacimento di documenti riservati che WikiLeaks ha ottenuto e che "l'Espresso" pubblica in esclusiva per l'Italia. Si tratta di centinaia di "Spy Files" con le prestazioni offerte dalle società di sorveglianza elettronica di tutti i Paesi. E' un database choccante, un colossale catalogo di come la vita di chiunque possa essere "rubata", copiata e analizzata in modo automatizzato. Ovunque e comunque. Ci sono ditte come la sudafricana Vastech, che garantiscono ai loro clienti di "poter monitorare tutte le comunicazioni internazionali e regionali via satellite e via telefono che avvengono in tutto il Paese". Altre come la tedesca Elaman che spiegano come ormai l'immagazzinamento dei dati intercettati non sia più un problema e che, analizzandoli, "i governi possono localizzare un individuo, le persone a lui associate e i membri di un gruppo, come gli oppositori politici". Ancora più inquietanti le brochures della spagnola Agnitio: mostrano cellulari disegnati come marionette, che i congegni dell'azienda possono completamente manipolare, cambiando il contenuto degli sms prima che vengano inoltrati, inviando falsi messaggi da qualsiasi utenza e facendo arrivare chiamate da qualunque cellulare, vero o inesistente. Una singola ditta promette di tenere sotto controllo centomila telefoni contemporaneamente, grazie alla mostruosa possibilità di accatastare dati e poi frugarci dentro. 
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http://espresso.repubblica.it/dettaglio/wikileaks-siamo-tutti-spiati/2167660

Europa: no a boicotaggio petrolio Iran, figuraccia Gran Bretagna al vertice di Bruxelles


Europa: no a boicotaggio petrolio Iran, figuraccia Gran Bretagna al vertice di Bruxelles
VIENNA – Si terrà oggi a Bruxelles il vertice dei Ministri degli Esteri dei membri Ue e secondo l’agenzia Fars, la Gran Bretagna farà una figuraccia dato che le diplomazie europee hanno detto a Londra di non essere disponibili a boicottare il petrolio dell’Iran. Secondo quanto riferisce giovedì mattina l’agenzia di stampa austriaca APA, nonostante l’insistenza di Londra per il boicottaggio del petrolio iraniano, i membri Ue hanno ricordato che l’Iran è il quinto fornitore del greggio dell’Europa e che una simile decisione, porterebbe solo scompiglio nei mercati e sarebbe sicuramente contro-producente per l’economia dei 27. Pare che Londra, per salvare la faccia, abbia intenzione di annunciare al vertice il boicottaggio unilaterale dell’acquisto del petrolio iraniano; la decisione sarà comunque alquanto ridicola visto che fino ad oggi Londra non importava petrolio dall’Iran. Italia, Grecia e Spagna sono i paesi europei maggiormente dipendenti dal petrolio iraniano. Pare che al vertice di Bruxelles potrebbe venire approvato un’altro provvedimento, il divieto di cooperazione nella costruzione di centrali nucleari in Iran. Anche in questo caso la misura sarebbe solo di facciata dato che da 32 anni a questa parte nessun paese europeo ha partecipato ai progetti di costruzione delle centrali in Iran.

Sanzioni all’Iran : imprese italiane, ‘penalizzano l’Europa, non l’Iran e sono a favore di Cina e Russia’


Sanzioni all’Iran : imprese italiane, ‘penalizzano l’Europa, non l’Iran e sono a favore di Cina e Russia’
TEHERAN - «Le sanzioni? Sono contro l'Europa, non contro l'Iran. E aiutano la Russia e la Cina». A parlare è Franco Fabricio, 'branch manager' a Teheran per la Seli, società con sede a Roma che costruisce gallerie in tutto il mondo, ha lavorato alla linea B della metropolitana romana e ora lo fa per due lotti di quella della capitale iraniana.
Ma per effetto delle restrizioni nelle operazioni finanziarie connesse alle sanzioni già in atto contro Teheran, la riscossione dei pagamenti si rende ogni giorno più difficile. E soprattutto, per gli stessi motivi, «abbiamo perso il progetto per la metropolitana di Mashad - sottolinea Fabricio - e quello per l'autostrada per il Caspio già firmato 2-3 anni fà. E ora ci sarebbero altri quattro progetti che però non potremo firmare, e su cui gli iraniani stanno trattando con i cinesi». Tutto in seguito appunto alle sanzioni del 2010, che già hanno reso di fatto impossibili gli accordi interbancari per le lettere di credito e i pagamenti. A spanne, calcola il manager di origine friulana, con quei sei progetti mancati sono sfumati qualcosa come 750 milioni di euro a tutto vantaggio della concorrenza asiatica. Come sono sfumati i relativi posti di lavoro potenziali in Italia, visto che la Seli, prima ancora di dirigere i lavori in loco, costruisce ad Aprilia scavatrici d'avanguardia che sembrano navicelle aereospaziali, e conta 450 dipendenti italiani. Il 'book' della Seli, fondata nel 1950 da Carlo Grandori, è una sorta di manuale di geografia: i progetti in corso sono quelli per il passante di Firenze, la metro B di Roma e quelle di Copenaghen e Salonicco. E poi ci sono gallerie in Turchia, Hong Kong, Malesia, India, Cile, Panama e Venezuela. E anche Teheran, appunto, con la linea 7 della metropolitana. «E altri lavori in Iran dovrebbero partire ora - dice ancora Fabricio - Come quello nella regione di Rafjansan per irrigare 450 coltivazioni di pistacchi, con la costruzione di un tunnel da 56 chilometri, per 200 milioni di euro». Si tratta di opere civili se non addirittura «umanitarie», osserva, nulla insomma che debba cadere sotto la scure delle sanzioni per il controverso programma nucleare di Teheran. «Siamo una piccola azienda - rileva - ma dal 2002 ad oggi abbiamo lavorato molto in questo Paese. L'Iran ha un grande bisogno di progetti, c'è un enorme potenziale». Ma senza gli strumenti finanziari è appunto impossibile farsi carico di nuovi contratti. «Ed è un peccato aver lavorato tanto per costruire un mercato - osserva - e poi vederselo sgretolare cosi tra le manì». E per sanzioni, ribadisce, destinate a non centrare l'obiettivo. «Il petrolio l'Iran lo venderà all'India e alla Cina, che lo compra in cambio di progetti - conclude - mentre la Russia verrà a costruire gallerie e ferrovie».
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http://italian.irib.ir/notizie/economia/item/99998-sanzioni-all%E2%80%99iran--imprese-italiane-%E2%80%98penalizzano-l%E2%80%99europa-non-l%E2%80%99iran-e-sono-a-favore-di-cina-e-russia%E2%80%99

Italia e Grecia sono tra i Paesi più corrotti d'Europa


Italia e Grecia sono tra i Paesi più corrotti d'Europa
BERLINO (GERMANIA) - Come ogni anno la Ong Trasparency International presenta il suo CPI 2011, cioè l'indice di corruzione dei Paesi nel mondo. Ed anche quest'anno la posizione italiano non è delle più invidiabili: 69esima su 182 Paesi valutati. In Europa peggio di noi fanno solo la Grecia (80esima), la Romania e la Bulgaria (86esima). Niente a che vedere con la Francia (24esima) o con la Germania (14esima). Per non parlre di Nuova Zelanda, Danimarca, Finlandia e Svezia, che occupano i primi quattro posti della classifica. E se nessuno di questi quattro Paesi sta agonizzando sotto i colpi della speculazione internazionale, parte del merito è proprio dovuto a questo: alla trasparenza di fronbte alla legge.
Tra gli altri Paesi segnaliamo gli Usa al 25esimo posto, la Cina al 75esimo, la Russia al 143esimo. La classifica è chiusa da Somalia e Corea del Nord, al 182esimo posto.
Purtroppo anche questo è un problema molto sottovalutato: la corruzione e la scarsa trasparenza nel modus operandi degli uffici pubblici sono una delle cause della scarsa affidabilità di un Paese; non è un caso se anche questo crea differenza sui mercati internazionali. Per esempio alla Francia è uno dei motivi per cui questo costa uno spread di 200 punti rispetto alla Germania, anche se entrambe hanno la valutazione delle agenzie di rating con la tripla A

Iran, Terzi richiama l'ambasciatore


Il ministro degli Esteri convoca Alberto Bradanini
per consultazioni dopo gli incidenti alla sede britannica

Giulio Terzi a Bruxelles con l'omologo britannico William Hague Giulio Terzi a Bruxelles con l'omologo britannico William Hague
MILANO- L'assalto di martedì da parte di centinaia di giovani alla ambasciata britannica in Iran ora ha conseguenze diplomatiche anche da noi: l'Italia ha richiamato per consultazioni l'ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini.
DOVEROSO APPROFONDIMENTO - Il passo diplomatico è stato annunciato a Bruxelles dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, spiegando che servirà «per un doveroso approfondimento con il nostro diplomatico» dopo gli incidenti dell'altro giorno. La decisione è in linea con quella adottata da altri paesi, Francia e Germania.
Assalto all'ambasciata inglese a TeheranAssalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran

Di Pietro, subito misure anti-corruzione

(ANSA) - ROMA - ''Le misure d'emergenza contro la corruzione devono essere varate subito''. Lo dice Antonio Di Pietro, commentando, nel suo blog, uno studio di ''Transparency International'' che evidenzia come l' ''incapacita' dei poteri pubblici dell'eurozona di combattere la corruzione e l'evasione fiscale sia fra le cause principali della crisi''.

'Ndrangheta, pm Boccassini: "Appoggia tutta la politica trasversalmente"

Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini
Milano, 1 dic. (Adnkronos/Ign) - "A differenza di Cosa Nostra la 'ndrangheta è trasversale ai fini elettorali. Appoggia chiunque possa favorire i suoi interessi". Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini nel corso di un incontro con la . Nell'ordinanza del gip Giuseppe Gennari, infatti, si fa riferimento ad una serie di personaggi politici in contatto con la famiglia Valle-Lampada.
La Boccassini, inoltre, non esclude che all'interno del Palazzo di Giustizia milanese ci siano state o ci siano altre 'talpe' pronte a collaborare con l'organizzazione mafiosa. "Di talpe, probabilmente, ce ne sono più di una. Ma su questo aspetto ci sono 'lavori in corso', anche sul nostro territorio e non solo in Calabria". Lo stesso gip Giuseppe Gennari, nella sua ordinanza ipotizzava la presenza quantomeno di 'informatori' speciali in particolare a Catanzaro.
Ai cronisti che chiedevano quali responsabilità abbiano, anche di tipo penale, i politici che compaiono nelle carte dell'operazione di mercoledì e su cui la 'ndrangheta avrebbe fatto confluire i voti, Boccassini ha risposto che "la Dda di Milano nei confronti delle persone delle istituzioni come dei mafiosi agisce quando ha le prove per affrontare un dibattimento".
Il magistrato ha poi confessato quanto sia stato "doloroso, e non è la prima volta che succede, ma nonostante la mia età me ne rammarico ancora, dover constatare comportamenti superficiali, tentativi di depistaggio da parte di appartenenti alla Gdf, alla magistratura, della politica e delle istituzioni in generale".
Un accenno il magistrato lo ha rivolto all'episodio, contestato in indagine, in cui il giudice Giglio ha inviato per mail a francesco Giuseppe Morelli (consigliere regionale arrestato, ndr) il testo di una mozione a sostegno della magistratura dopo il proiettile recapitato al procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. "Ho provato sgomento -ha sottolineato la Boccassini- nel vedere sfruttare la vita e il potere per fare una campagna politica per ingraziarsi un'antimafia che spesso non esiste".
Infine il procuratore ha sottolineato come la famiglia Lampada abbia "ricevuto un importante e prestigiosa riconoscenza dal Vaticano'' facendo riferimento alla particolare onoreficenza Vaticana di Cavaliere di San Silvestro riconosciuta al boss Giulio Lampada. E' una famiglia che "ha cominciato a vendere panini ed è finita a fatturare miliardi", ha aggiunto.

Bank of England prepara piani di emergenza contro eventuale default dell'euro

Sir Mervyn King (Xinhua)
Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - Il banchiere centrale britannico lancia l'allarme contro il default dell'euro. "Dobbiamo essere pronti e preparati con piani d'emergenza ed essere sicuri che il nostro sistema sia il piu' robusto possibile per resistere ad eventuali shock in arrivo dalla zona euro" ha avvertito Sir Mervyn King, parlando davanti i deputati britannici, senza tuttavia entrare nel dettaglio di tali piani.
"Ci sono gia' i primi segnali" di una stretta creditizia a causa delle difficolta' delle banche europee ad accedere ai prestiti, ha spiegato secondo quanto riporta la stampa britannica. "Non si tratta di una crisi di liquidita' ma di solvenza" ha aggiunto il numero Uno della Bank of England, sottolineando che "solo i governi direttamente coinvolti possono trovare una via d'uscita alla crisi". Il Regno Unito, ha incalzato il banchiere centrale, "e' sempre piu' minacciato" dalla crisi dell'euro, ecco perche' "e' ragionevole pensare a delle misure per resistere davanti alle minacce per la stabilita' del paese".
Tuttavia, ha precisato, "non e' possibile quantificare" l'eventuale impatto "di un evento cosi' estremo", il crollo di Eurolandia. "Ci sono molte cose che possono succede se peggiorano gli sviluppi della crisi del debito della zona euro - osserva - ma onestamente non credo abbia molto senso pretendere di sapere con precisione cosa accadrebbe".
Nel sottolineare che le banche d'Oltremanica hanno un livello di capitalizzazione migliore di quelle dell'area euro, Sir King ha poi invitato gli istituti a fare ancora di piu' tagliando dividendi e bonus ai manager, ma senza ridurre i prestiti alle imprese.


mercoledì 30 novembre 2011

Tagli servizi,sit-in addetti Parlamento

(ANSA) - ROMA - Sit-in di protesta davanti a Montecitorio dei dipendenti di Milano 90, un'azienda che fornisce servizi (mensa, bar, lavanderia, accoglienza, pulizia tra gli altri) alla Camera e al Senato. I lavoratori protestano contro l'avvio delle procedure di licenziamento di 350 di loro su 530 complessivi, secondo quanto rende noto l'Usb. ''Non e' ammissibile scaricare solo sui lavoratori i tagli ai costi della politica'', si legge nella nota. Usb ha proclamato uno sciopero per l'intera giornata.

Iran, Terzi: ''Stiamo valutando la chiusura della nostra ambasciata a Teheran''

(Xinhua)
Roma, 30 nov. (Adnkronos) - L'Italia sta valutando la chiusura della propria ambasciata in Iran dopol'assalto di ieri contro la sede diplomatica inglese a Teheran. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, rispondendo a una domanda dei giornalisti.
Al termine della sua audizione davanti alle Commissioni Esteri del Parlamento, Terzi spiega di avere "già dato disposizione di convocare quanto prima l'ambasciatore iraniano per chiedere spiegazioni e garanzie su quello che le autorità iraniane prevedono per il futuro della sicurezza del corpo diplomatico a Teheran".
Sono necessarie, aggiunge Terzi, "garanzie assolutamente ferme". Il titolare della Farnesina, inoltre, precisa che "approfondiremo con gli altri partner europei la linea da seguire e intendiamo riflettere rapidamente sui seguiti, per quanto riguarda la presenza del nostro ambasciatore e dei nostri diplomatici a Teheran".
Intanto, Londra ha deciso di ritirare il personale diplomatico presente in Iran e ha dato 48 ore di tempo a Teheran per chiudere la propria ambasciata nella capitale britannica, come annunciato dal ministro degli Esteri William Hague in Parlamento.
Il capo del Foreign Office ha detto che un paese che non riesce a proteggere i diplomatici stranieri, come richiesto dalla Convenzione di Vienna, non può aspettarsi che la Gran Bretagna ospiti i suoi diplomatici. Nonostante la "difficoltà" che si sta registrano nei rapporti tra l'Iran con la Gran Bretagna, come con altri paesi occidentali, non "c'è nessuna scusante" per questa "grave violazione" del principi della convenzione di Ginevra, ha detto ancora il ministro degli Esteri intervenendo alla Camera dei Comuni.
Hague ha comunque sottolineato che la mossa non rappresenta un "taglio delle relazioni diplomatiche nella loro interezza", ma ha spiegato che queste vengono ridotte al "livello più basso possibile". Il ministro britannico ha poi voluto ringraziare l'Onu, gli Stati Uniti e le molte altre nazioni che hanno manifestato il loro sostegno a Londra, sottolineando che la Turchia è stata particolarmente d'aiuto.
Il presidente della Commissione Esteri e per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano ha condannato la decisione di Londra. ''La Gran Bretagna è responsabile di tutte le ripercussioni che avrà la sua decisione'', ha detto Aladdin Borujerdi alla tv al-Alam. Il Parlamento, ha aggiunto, ''ha ridotto i rapporti diplomatici (con Londra, ndr) e l'opinione pubblica è felice che i diplomatici britannici non siano più in Iran''. ''Consigliamo agli altri Paesi europei - ha concluso - di non seguire le politiche della Gran Bretagna e degli Stati Uniti''.
Intanto, il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha richiamato l'ambasciatore tedesco in Iran e la Norvegia ha annunciato la chiusura della sua sede diplomatica. Anche la Francia ha deciso di "richiamare per consultazioni" il suo ambasciatore.
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha condannato in modo molto duro l'attacco di ieridefinendolo "un affronto non solo al popolo britannico ma anche alla comunità internazionale".
Ieri il ministero degli Esteri iraniano aveva espresso "rammarico" per l'attacco contro l'ambasciata britannica. In una nota, il ministero si era detto dispiaciuto per "i comportamenti inaccettabili di un piccolo gruppo di manifestanti, nonostante gli sforzi della polizia".
La polizia iraniana nel frattempo ha arrestato i giovani manifestanti che hanno fatto irruzione all'interno della sede diplomatica inglese. Lo ha annunciato il capo delle forze di sicurezza iraniane, Ahmad-Reza Radan, senza precisare il numero delle persone finite in manette. Radan, citato dall'agenzia d'informazione 'Irna', ha dichiarato che le indagini sull'accaduto "sono ancora in corso".
Morteza Tamaddon, presidente della regione di Teheran, ha annunciato inoltre la nascita di una speciale commissione governativa che avrà il compito di svolgere "indagini mirate su quanto è accaduto ieri di fronte all'ambasciata britannica". Tamaddon, uno degli uomini più vicini al presidente Mahmoud Ahmadinejad, ha spiegato che la commissione è diretta da Ali Abdollahi, responsabile dell'intelligence del ministero dell'Interno.

No all'anoressia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Gran Bretagna ferma, il più grande sciopero da 30 anni‎


Gran Bretagna ferma, il più grande sciopero da 30 anni‎
LONDRA – Due milioni di lavoratori del pubblico impiego si asterranno oggi dal lavoro per scioperare contro la riforma delle pensioni e le nuove misure di austerità che il governo di David Cameron vuole introdurre in Gran Bretagna.Le nuove misure del governo prevedono un congelamento degli stipendi e un aumento dei contributi pensionistici a carico dei lavoratori, scaricando ulteriormente su di loro le conseguenze della crisi economica. Queste misure, affermano i sindacati, rappresentano “una punizione ingiusta” per i lavoratori, che non sono i responsabili della crisi. Da qui la decisione di indire uno sciopero di 24 ore, con oltre mille manifestazioni in tutto il Paese, che si preannuncia come il più imponente da quello del gennaio del 1979, durante il cosiddetto “Inverno dello scontento”. Le ripercussioni su tutti i servizi pubblici non saranno di poco conto. Si prevede il blocco dei trasporti, con pesanti disagi anche al traffico aereo, l’interruzione dei servizi non urgenti negli ospedali, con l’astensione dal lavoro di 400.000 tra infermieri, assistenti e personale paramedico. Scuole e tribunali rimarranno in maggior parte chiusi.

Iran: irruzione studenti in ambasciata Gb, Rainews24 ed altri media italiani falsificano la verità


Iran: irruzione studenti in ambasciata Gb, Rainews24 ed altri media italiani falsificano la verità
TEHERAN – All’indomani dell’irruzione in una sede diplomatica britannica a Teheran, ad opera di un folto gruppo di studenti indignati, i media asserviti e di parte in Italia cercano di raccontare al popolo italiano una versione “falsata” della verità.
Rainews24, nella notizie diffusa la mattina di martedì 30 Novembre, parla dell’irruzione nel compound del governo Gb, del richiamo del personale Gb a Teheran e del fatto che Londra ha definito l’azione degli studenti iraniani “un affronto inaccettabile” del governo iraniano. La rete all news italiana riporta abilmente le minacce del Segretario di Stato Usa Clinton contro l’Iran e poi il fatto che probabilmente l’Ue prenderà provvedimenti contro l’Iran.

Rainews però ignora di proposito le seguenti realtà che dimostrano che ciò che è successo a Teheran è solo ed unicamente colpa del governo di Londra:
1) Per settimane le autorità inglesi hanno minacciato di una aggressione militare la Repubblica Islamica dell’Iran. Le autorità iraniane liquidando come “azzardate” queste affermazioni hanno messo in guardia Londra dalle conseguenze che queste dichiarazioni avrebbero potuto causare. Ed infatti gli studenti iraniani, che già negli anni ’80 occuparono l’ambasciata Usa, hanno deciso di protestare contro l’ambasciata britannica; la manifestazione è degenerata ma la domanda è questa: “Cosa dovrebbe fare l’Iran, proibire il diritto a protestare?”.
2) Il Ministero degli Esteri iraniano ha prontamente espresso “rammarico” per l’irruzione nella sede diplomatica.
3) Non e' Londra ad aver richiamato il suo staff da Teheran ma l'Iran che in base ad una legge urgente approvata dal Parlamento ha comunicato nei giorni scorsi che l'ambasciatore Gb e' persona "poco gradito" stabilendo la riduzione del livello delle relazioni con la Gran Bretagna. Forse se lo staff britannico avesse messo in atto piu' velocemente la direttiva del Parlamento iraniano tutto sarebbe stato evitato.
Continua ...

Dimettersi entro l'anno: la tentazione dei parlamentari per evitare i tagli


Molti deputati e senatori starebbero pensando di lasciare prima della fine dell'anno per evitare il nuovo regime, in vigore dal primo gennaio. Ma l'aula dovrebbe dare il via libera alla "fuga di massa"

ROMA - C'è più di un mal di pancia, in queste ore, nei corridoi di Camera e Senato. Le nuove regole sui vitalizi1spaventano molti parlamentari, in particolare quei peones che rischiano di non essere eletti nella prossima legislatura. Ed ecco che spunta l'idea maliziosa, la tentazione pericolosa: dimettersi entro la fine di dicembre per non incappare nella rigidità delle nuove regole. 

Dal primo gennaio 2012, infatti, entrerà in vigore il sistema contributivo anche per chi è attualmente in carica. E soprattutto scatterà la nuova norma tagliola: niente assegno per chi ha meno di 60 anni, se si ha più di un mandato alle spalle; mentre chi ha accumulato un solo mandato dovrà attendere addirittura fino ai 65. In particolare sono nel panico quei 350 neoeletti che col nuovo sistema potrebbero rimanere del tutto esclusi dall'assegno: le regole saranno valide solo per l'ultimo anno di legislatura, quando non avranno ancora raggiunto quei 4 anni, sei mesi e un giorno che col vecchio sistema avrebbero garantito la "pensione". A meno che non venga adottata nelle prossime settimane una norma transitoria ad hoc.
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http://www.repubblica.it/politica/2011/11/30/news/taglio_dei_vitalizi_rischio_dimissioni_per_evitare_le_nuove_regole-25867472/

Conti in rosso , «Padania» nei guai


Ipotesi per il salvataggio: un «foglio» di 4 pagine e un'edizione online. Ma l'ostacolo potrebbe essere Bossi.

MILANO - L'ironia non potrebbe essere più amara. Proprio mentre la Padania, terra promessa, verrà resuscitata domenica prossima nel rinato parlamento di Vicenza - che sarà presieduto da Roberto Calderoli -, l'altra Padania , quella di carta, corre un rischio altissimo: scomparire, nel giro di pochi giorni, dalle edicole. Al suo posto nascerebbe la testata online di cui si parla da tempo. Che dell'attuale redazione - 24 giornalisti, più quattro in cassa integrazione e due in aspettativa - salverebbe pochissimo. Sono giorni, ormai, che il quotidiano - fondato negli ultimi mesi del 1996 e arrivato regolarmente nelle edicole dall'8 gennaio 1997 - esce privo delle firme di tutti i giornalisti con l'eccezione del caporedattore centrale, Stefania Piazzo.

Il direttore Leonardo Boriani - spinto dalla necessità di far quadrare conti sempre più in rosso - nei mesi scorsi ha presentato al presidente dell'Editoriale Nord, Federico Bricolo (che è anche il capogruppo al Senato), un nuovo piano editoriale basato su una sorta di «sdoppiamento». Un quotidiano di quattro pagine, possibilmente stampato su carta verde chiaro, sul modello del Foglio di Giuliano Ferrara, dedicato ad approfondimenti e focus sui temi più rilevanti. E poi il sito web, in cui avrebbe potuto trovare spazio il notiziario di giornata: news dai territori e interattività con i lettori. Fatto non trascurabile, il piano avrebbe consentito la sostanziale tenuta dei livelli occupazionali, l'ingresso di nuovi sponsor nonché un significativo risparmio sulla carta. Sennonché, pare che al direttore generale Pier Luigi Arnera (sindaco di Sezzadio, nell'Alessandrino), il piano sia piaciuto poco o nulla: l'obiettivo - raccontano in Padania - sarebbe un decisivo taglio agli organici con la definitiva cancellazione della Padania di carta. 

Il piano ha un solo, possibile, ostacolo: Umberto Bossi. Resta infatti da dimostrare che il «Capo» sia disposto a rinunciare al «suo» giornale. Giusto ieri stava pensando di lanciare una campagna destinata alle famiglie. Ma intanto nel Carroccio è nato un caso diplomatico internazionale. Lunedì scorso lo stato maggiore padano ha ricevuto una delegazione del partito austriaco Bzö, fondato da Jörg Haider dopo aver dato l'addio alla «casa madre» del Fpö. La Padania ha dedicato la sua foto di copertina all'evento, anche perché il leader Josef Bucher è un convinto assertore del «doppio euro», tema che nelle assise vicentine sarà assolutamente centrale. Il problema è che la visita ha messo di malumore l'Fpö proprio nel momento in cui il partito austriaco stava per entrare - come del resto lo Bzö - nell'eurogruppo parlamentare Efd, quello appunto della Lega.
Marco Cremonesi

Il giudice Forleo ritorna al Tribunale di Milano


Era stata trasferita a Cremona per incompatibilità ambientale.

Clementina Forleo (Ansa)Clementina Forleo (Ansa)
MILANO - Ritorna a Milano il giudice Clementina Forleo, attualmente in servizio presso il Tribunale di Cremona. Lo ha deciso il Consiglio superiore della magistratura, con una sola astensione, approvando la delibera che prende atto dell'ultima decisione del Consiglio di Stato che dà ragione al giudice Forleo. Clementina Forleo era stata trasferita per incompatibilità ambientale dal Csm il 17 settembre del 2008 per aver fatto alcune esternazioni, in particolare nel corso della trasmissione televisiva di Annozero, asserendo che alcuni «poteri forti» avevano concorso alla scalata della Bnl. La delibera approvata mercoledì mattina dal Csm prevede la riassegnazione del giudice Forleo al Tribunale di Milano.
Redazione Milano online

Iran, Londra evacua l'ambasciata Terzi: valutiamo la chiusura della nostra sede


Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton contro l'assalto: «Oltraggio alla comunità internazionale»

MILANO - «Stiamo valutando» l'ipotesi di chiudere l'ambasciata italiana a Teheran. Così il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, a margine di un'audizione alla Camera. Il ministro spiega anche che intende «approfondire con i partner europei la linea da seguire».
LONDRA - La Gran Bretagna ha già deciso di evacuare il personale dell'ambasciata a Teheran dopo l'attacco e i saccheggi di martedì. Lo ha confermato il ministero degli Affari esteri di Londra. «A seguito degli avvenimenti di ieri (martedì, ndr) e per garantire la loro sicurezza, i membri del personale sono sul punto di lasciare Teheran», ha dichiarato un portavoce, confermando le informazioni arrivate mercoledì mattina da una fonte diplomatica. Intanto, anche il governo norvegese ha deciso di chiudere la sua sede diplomatica nella capitale iraniana.
Assalto all'ambasciata inglese a TeheranAssalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran
CONDANNA USA - Una dura condanna dell'assalto è arrivata dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha definito «un affronto» alla comunità internazionale l'attacco all'ambasciata britannica in Iran. «Gli Stati Uniti - ha affermato - condannano questo attacco nei termini più duri possibili». L'assalto all'ambasciata britannica alimenta pesanti dubbi sullo stato di sicurezza delle missioni diplomatiche in Iran. «Siamo pronti a ribadire in ogni modo che possiamo rendere chiaro quanto più forte possibile che i governi hanno il dovere verso la comunità diplomatica di proteggere vite e beni e ci aspettiamo che il governo iraniano lo faccia», ha la aggiunto Clinton. Dal canto suo, il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijiani, ha criticato la condanna del Consiglio di sicurezza dell'Onu per l'assalto all'ambasciata britannica. Il metodo del Consiglio di sicurezza Onu - è la convinzione di Larijiani - che ha condannato l'azione degli studenti contro l'ambasciata britannica ma non lo fece quando i corpi speciali inglesi intervennero nell' ambasciata iraniana a Londra occupata da un «gruppo di controrivoluzionari» (nel 1980, ndr), «è ingannevole» e porterà a «instabilità nella sicurezza globale».
Guarda il video: