giovedì 10 aprile 2008

Mafia, appalti e pizzo nel Messinese

I carabinieri stanno eseguendo nelle province di Messina, Catania e Ancona 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Messina su richiesta della locale procura distrettuale antimafia. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, detenzione illegale di armi. Altre 30 persone sono indagate a piede libero. Le indagini condotte dal Ros sin dal 2006 hanno documentato le infiltrazioni del gruppo criminale affiliato alla famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto in alcuni appalti pubblici nel messinese. Tra questi lavori quelli per la metanizzazione e per i raddoppio della tratta ferroviaria Messina-Palermo. Tra gli interessi illeciti del sodalizio criminale anche l'indotto relativo alla gestione delle due discariche più importanti dell'area che smaltiscono rifiuti solidi urbani e e speciali dell'intera provincia di Messina. Il sodalizio criminale guidato da Carmelo Bisognano era considerato dai militari dell'Arma legato al clan Santapaola di Catania. Questi gli arrestati nell'operazione Vivaio eseguita dai carabinieri del Ros: Carmelo Bisognano, 41 anni, Santi Bonanno, 42 anni, Tindaro Calabrese, 35 anni, Agostino Campisi, 47 anni, Alfio Giuseppe Castro, 55 anni, il cittadino albanese Zamir Dajcai, 35 anni, Enrico Fumia, 42 anni, Enzo Marti, 47 anni, Roberto Martorana, 38 anni, Aldo Nicola Munafò, 40 anni, Michele Rotella, 68 anni, Stefano Rottino, 36 anni, Nunziato Siracusa, 36 anni, l'imprenditore Carmelo Salvatore Trifirò 36 anni. http://www.ateneonline-aol.it/080410red_lima.php

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