martedì 25 gennaio 2011

Iran: invio navi da guerra nel Mediterraneo

Iran: invio navi da guerra nel Mediterraneo

TEHERAN - L'Iran ha intenzione di rafforzare la sua presenza nel Mediterraneo, inviando alcune navi da guerra. Lo ha annunciato il vice comandante della Marina, ammiraglio Gholam-Reza Khadem Bigham, all'agenzia Fars News, spiegando che "due o quattro navi parteciperanno a una missione navale. Una o due saranno navi da guerra, le altre serviranno come supporto logistico". "Oltre a condurre un'esercitazione, la flotta raccolgiera' informazioni di intelligence nella regione", ha precisato l'ammiraglio aggiungendo che successivamente alle navi saranno affiancati alcuni sottomarini. Bigham ha quindi ricordato come la presenza iraniana nella regione si stia espandendo e conti gia' su alcuni cacciatorpedinieri nel Golfo di Aden e nello stretto di Bab el-Mandeb, che congiunge il Mar Rosso con l'Oceano Indiano. Secondo il militare la presenza in queste aree e' finalizzata a proteggere le imbarcazioni commerciali iraniane dai pirati somali.

Intercettazioni, ecco la nuova legge anti-pm

Dopo le indiscrezioni trapelate dall’agenzia Dire, riprese ieri da diverse testate online, Agoravox pubblica il testo integrale della proposta di legge anti-pm così com’è stata depositata alla Camera.

Intercettazioni, ecco la nuova legge anti-pm

Si tratta di una legge che punisce i magistrati che dispongono intercettazioni durante un’indagine. Funziona così: chiunque sia stato intercettato nel corso di un’indagine, anche non a suo carico (per esempio tutte le ragazze dell’indagine Ruby, dove non sono indagate loro, ma Berlusconi, Fede e Mora), potrà chiedere entro due anni e ottenere un risarcimento fino a 100mila euro nel caso in cui gli indagati vengano assolti, prosciolti o archiviati. E a pagare saranno il pm che ha chiesto l’intercettazione e il Gip che l’ha disposta: ogni volta che un’indagine non porterà a una condanna definitiva (o a una prescrizione) i magistrati dovranno sganciare di tasca loro fino a 100mila euro per ogni intercettato. Non solo: potrebbero anche essere sottoposti a procedimento disciplinare se il Ministro della Giustizia e il procuratore generale presso la Corte di cassazione lo ritenessero opportuno.
Il primo firmatario della legge è Luigi Vitali, componente in quota Pdl della Commissione Giustizia della Camera, che ha presentato il progetto di legge il 28 ottobre scorso. Due giorni dopo che la notizia delle indagini sul caso Ruby apparse per la prima volta su Il Fatto Quotidiano. Insieme a lui hanno firmato la legge altri trenta deputati del Pdl, tra cui Deborah Bergamini, ex assistente personale di Silvio Berlusconi, eletta in parlamento dopo essere stata sospesa, nel 2007, dalla carica di direttore marketing della Rai in seguito alla pubblicazione dei brogliacci di alcune sue intercettazioni con l’allora numero tre di Mediaset con cui al telefono concordava i palinsesti e decideva come manipolare le trasmissioni di informazione in caso di eventi politici spiacevoli al Cavaliere.
Ultima postilla: la norma è retroattiva. Dal momento in cui entrerà in vigore, chiunque sia stato sottoposto a intercettazioni negli ultimi cinque anni potrà chiedere al magistrato un risarcimento di 100mila euro e farlo punire nel caso in cui l’indagato sia stato stato assolto, prosciolto o archiviato. Per esempio, Deborah Bergamini.

L'opposizione contro Berlusconi "Ha perso il senso del limite"

Bindi e Fioroni (Pd) commentano l'attacco del premier a Gad Lerner. "Gravissima aggressione, stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese". Orlando (Idv): "La smetta di insultare i giornalisti e vada dai giudici". Della Vedova (Fli): "Toni intimidatori". La difesa del Pdl: "Suo intevento giustificato". Il conduttore dell'Infedele: "Raffica di insulti".

ROMA - Si è ormai perso il senso del limite, dice Giuseppe Fioroni del Pd. Di "gravissima aggressione" parla Rosy Bindi, vice-presidente della Camera. Mentre Giuseppe Giulietti, del gruppo misto, lo definisce un "attacco gravissimo e indecente": il blitz telefonico di Silvio Berlusconi 1 in diretta ieri sera a l'Infedele, in cui il premier ha duramente insultato il conduttore Gad Lerner e le "cosiddette" signore presenti, non poteva rimanere senza reazioni, che infatti non si sono fatte attendere. A partire dallo stesso Lerner, che, nel suo "blog del Bastardo" oggi ritorna sulla lite al telefono con il premier, ricostruendo come verso la fine della puntata Silvio Berlusconi abbia chiamato in diretta, "producendosi in una raffica di insulti". E aggiungendo di aver apprezzato molto la scelta di Iva Zanicchi di rimanere ospite della trasmissione, non sottostando all'imposizione del premier, che le aveva chiesto di andarsene.
Pd: Rimosso il senso del limite, inadeguatezza politica e morale. "Dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti", commenta Fioroni.
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Ruby, scontro alla giunta per le autorizzazioni Pdl: "No perquisizioni". Pd: "Fatti gravissimi"

In corso la riunione sulla richiesta del tribunale di Milano di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi. Opposizioni: "Non c'è fumus persecutionis". I pm di Milano: esame tabulati personali, non della cella di Arcore

ROMA - E' iniziata, tra le polemiche, la riunione della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera sulla richiesta del tribunale di Milano di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi. Il relatore di maggioranza Antonio Leone ha illustrato la sua relazione proponendo di negare la stessa in quanto vi sarebbe evidenza di "fumus persecutionis" nei confronti del premier. "Contro il premier i pm hanno un intento ritorsiono se non persecutorio".
Non la pensano così invece tutti i gruppi dell'opposizione: Pd, Idv e Terzo polo. "Non c'è persecuzione" dicono Palomba (Idv), Samperi (Pd), Mantini (Udc) e Lo Presti (Fli). "La relazione di Leone - accusano i democratici - è tutta improntata su questioni procedurali, cavilli e tatticismi che, tra l'altro, sono disattesi sia dalle norme che dalle pronunce della corte costituzionale. Nessun accenno ai gravissimi fatti che hanno dato origine a questa vicenda giudiziaria e che hanno turbato l'opinione pubblica e la coscienza di tutti noi". Domani si avvierà il dibattito, mentre il voto arriverà entro giovedì.
Gli avvocati del premier, intanto, hanno integrato la documentazione con 29 verbali degli interrogatori condotti nel corso delle indagini difensive. "Sono arrivati stamattina- spiega il presidente della giunta, Pierluigi Castagnetti del Pd - ora discuteremo anche di questo e valuteremo se possono essere consultabili".
La reazione del Pd, però, è dura. "La giunta per le autorizzazioni della Camera è chiamata a verificare l'esistenza o meno del fumus persecutionis non certo ad entrare nel merito di una indagine in corso. Il tentativo degli avvocati del premier di parlamentarizzare il caso Ruby è pertanto inaccettabile. La sede competente è la procura di Milano ed è lì che il premier dovrebbe dedicarsi, anche personalmente, ad esporre gli elementi a sua difesa" afferma il capogruppo Pd in commissione giustizia alla Camera, Donatella Ferranti.
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Appalti G8, «così Fusi evitò di fallire grazie a Daniela Santanchè e Verdini»

Daniela Santanchè
di Massimo Martinelli

ROMA - Era passato un mese dalla fine del mondo. Da quando cioè, il 15 settembre 2008, la Lehman Brothers aveva annunciato la sua bancarotta planetaria, innescando la crisi economica che nel giro di pochi mesi avrebbe portato nel baratro le borse dei cinque continenti. Eppure, trenta giorni dopo, il 14 ottobre 2008, due imprenditori ancora sconosciuti alla massa, ottennero un finanziamento da dieci milioni di euro che consentì loro di superare indenni quel momento di recessione. Erano Riccardo Fusi (con la sua holding Brn) e Roberto Bartolomei (con la Edil-Invest). E solo adesso, a distanza di anni e grazie alle indagini del Ros di Firenze sul sistema di aggiudicazione dei Grandi Appalti per il G8, diventa possibile spiegare come quei due personaggi che poi finiranno al centro dell’inchiesta, riuscirono ad ottenere la fiducia di un pool di banche che consegnò loro quel denaro contante che li salvò.

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=136057&sez=HOME_INITALIA

Ruby, il premier al contrattacco: stasera riunisce stato maggiore del Pdl

Silvio Berlusconi

ROMA - Il premier Silvio Berlusconi passa al contrattacco. Dopo lo show e gli insulti al telefono a Gad Lerner durante la trasmissione L'Infedele su La7 di ieri, il Cavaliere ha convocato per stasera intorno alle ore 21, un incontro con i vertici del Pdl.
Il Cavaliere riunirà questa sera i coordinatori, icapigruppo e qualche ministro (dovrebbe esserci sicuramente Angelino Alfano) per studiare la strategia con cui fronteggiare l'inchiesta sul caso Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione miorile a Milano, e che sta mettendo sempre più in difficoltà il governo.
Si è tenuto intanto questa mattina un vertice del terzo polo con Gianfranco Fini, Per Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Alla riunione, nella sede di Api, erano presenti anche Linda Lanzillotta e Bruno Tabacci per Api, Lorenzo Cesa per l'Udc, Pasquale Viespoli e Adolfo Urso per Fli.
«Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che ci troviamo in un passaggio cruciale, perché siamo di fronte al discredito del paese ma anche alla paralisi del governo, all'abbandono dell'Italia, dei problemi e dei bisogni dei cittadini». Lo ha affermato questa mattina il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, chiudendo la riunione della segreteria nazionale del Pd insieme ai segretari regionali. «Ormai il paese non ha più la barra, non ha una guida. Il governo è impantanato nei problemi di Berlusconi e non sta facendo niente di niente».
«Si preferisce uno scontro al calor bianco sulla legislatura piuttosto che fare le riforme. Credo ci sia una contraddizione esplosiva di un Pdl che rivendica un certo stile di vita: dietro questo consenso c'è un Pdl che cerca di costruire il partito dei valori cattolici tradizionali con i voti di una persona che dice "fate quel che volete". Credo che questa situazione esploderà». Così il deputato Fli Benedetto Della Vedova, a Omnibus, spiega la situazione dentro
la maggioranza. «Sono stupito - ha affermato Della Vedova - del silenzio all'interno del Pdl su questo tema: noi siamo andati via per questo motivo. Se nessuno nel Pdl dimostra l'intelligenza di dire "a", questo dimostra lo stato del Pdl». «Al di là della vicenda penale - ha continuato Della Vedova riferendosi al caso Ruby - ci sono i fatti, che sono chiari come il sole: uno stile di vita libero e spregiudicato, del tutto incompatibile e incoerente con il ruolo di guida e, mi si passi il termine, di uomo-immagine del partito dei valori cattolici tradizionali, contro le coppie di fatto, omosessuali e eterosessuali, le normative anti-discriminatorie e anti-omofobiche, l'educazione sessuale nelle scuole, la "propaganda" del profilattico».
Mercoledì il voto sulla sfiducia a Bondi. Il voto sulle mozioni di sfiducia individuale nei confronti del ministro Sandro Bondi si terrà mercoledì pomeriggio nell'Aula di Montecitorio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera che ha convocato la seduta a partire dalle ore 16 con le dichiarazioni di voto. Il voto finale dovrebbe esserci circa un'ora dopo.
La mozione di sfiducia contro Bondi, il ministro: no a rinvii. «Un ulteriore rinvio della mozione di sfiducia che mi riguarda sarebbe intollerabile. C'è un limite anche a giocare con la dignità delle persone per squallide ragioni di interesse politico». Così il ministro della Cultura Sandro Bondi aveva detto in precedenza no all'ipotesi del rinvio della mozione di sfiducia nei suoi confronti a causa delle assenze per un concomitante Consiglio d'Europa.

Terzo processo in arrivo per Cuffaro, accusato di corruzione

L'indagine, condotta dai pm Ingroia e Di Matteo, è nata dagli atti del processo contro Massimo Ciancimino. Coinvolti anche Gianni Lapis, Saverio Romano e Carlo Vizzini

PALERMO. Non bastava la condanna a sette anni per favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, non bastava neppure il processo-bis per concorso esterno in associazione mafiosa previsto per il mese prossimo. Per Totò Cuffaro è in arrivo anche una terza inchiesta in cui viene accusato di corruzione, aggravata di nuovo dal favoreggiamento a Cosa nostra.
L’ex presidente della Regione, stavolta è indagato insieme a Massimo Ciancimino, al tributarista Gianni Lapis, a Saverio Romano e Carlo Vizzini. Tra gli indagati c’era anche l’ex assessore regionale al Bilancio, Salvatore Cintola, morto nei mesi scorsi. L’indagine è nata dagli atti del processo contro Massimo Ciancimino. I pm Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, infatti, si basano sulle dichiarazioni del figlio dell’ex sindaco, ma anche su carte e filmati. Insieme alle prime due fughe di notizie da parte di Cuffaro in favore del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro e dell’imprenditore Michele Aiello, ce ne sarebbe una terza del luglio 2003, che riguarda l’ex presidente del Consiglio comunale di Villabate, il pentito Francesco Campanella.
L’ipotesi, secondo i pm Antonio Ingroia e Di Matteo, è che i politici abbiano ricevuto somme tra il milione e i cento mila euro in cambio dell’appoggio dato dagli indafati per far ottenere alla società Gasdotti, le concessioni della metanizzazione. Vito Ciancimino, inoltre, era socio occulto della Gas. Gli imputati respingono le accuse. Vizzini ha consegnato dei documenti bancari che proverebbero che avrebbe ricevuto solo la restituzione di un investimento effettuato grazie a Lapis; mentre Cuffaro e Romano hanno dichiarato di non aver mai visto i Ciancimino.

Facebook denunciato per offese a Gandhi

(ANSA) - NEW DELHI - Facebook è stato denunciato in India per ospitare sulle sue pagine una campagna di odio contro il Mahatma Gandhi. Un funzionario del governo dello stato dell'Uttar Pradesh ha presentato querela contro il famoso website per violazione del codice penale e della legge sulle tecnologie informatiche. La pagina, che ha oltre 2.600 aderenti, si intitola "I hate Gandhi" (Io odio Gandhi) e contiene commenti offensivi e volgari verso il padre della patria indiana e apostolo della non violenza.

Cucchi: 12 rinvii a giudizio, 1 condanna

(ANSA) - ROMA - Dodici rinvii a giudizio per la morte di Stefano Cucchi avvenuta il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per droga. Nel corso dell'udienza davanti al Gup, e' stato condannato a due anni Claudio Marchiandi, direttore dell'ufficio detenuti dell'amministrazione penitenziaria. Aveva chiesto il rito abbreviato. I 12 rinviati a giudizio sono 6 medici e 3 infermieri dell'ospedale Pertini e 3 guardie carcerarie. Il processo comincera' il 24 marzo.

Saviano-Mondadori primo strappo? Monologhi 'Vieni via con me' con Feltrinelli

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Ign) - I monologhi di Roberto Saviano a 'Vieni via con me' usciranno in libreria per Feltrinelli. Ad annunciarlo è stata la stessa casa editrice a pochi giorni dallo scontro tra l’autore di Gomorra e la presidente Mondadori (casa editrice con cui Saviano ha pubblicato fin ora tutti i suoi libri) Marina Berlusconi.

Dunque il passaggio a Feltrinelli lascia presagire a molti un imminente ‘divorzio’ tra lo scrittore antimafia e Mondadori. Tuttavia da ambienti vicini a Saviano si sottolinea che il progetto di portare in libreria i monologhi nati per il programma di Raitre ha storia più lontana e dunque non è legato alle ultime vicende.

Di certo per ora c’è solo che il libro 'Vieni via con me' in uscita il 2 marzo per Feltrinelli conterrà - in una versione ampiamente rivista e arricchita - tutti i monologhi televisivi e sarà introdotto da una prefazione in cui Saviano racconterà i retroscena della sua partecipazione al programma e svolgerà una riflessione sul suo eccezionale impatto.

"Sono molto contento - ha dichiarato l’autore - che le storie di ‘Vieni via con me’ stiano diventando libro, perché non è stato facile farle arrivare al grande pubblico. Hanno cercato prima di zittirle, minacciando di non mandarle in onda, poi di contrastarle e, infine, di farle dimenticare il più in fretta possibile. La volontà della Feltrinelli di raccoglierle in un libro significa volerle difendere e allo stesso tempo renderle accessibili a chiunque vorrà. Significa farle diventare, di nuovo, storie di tutti".

"Siamo felici e orgogliosi di pubblicare Roberto Saviano – conferma dal canto suo Carlo Feltrinelli - la sua voce parla a milioni di persone. Faremo di tutto per aiutarlo a svolgere al meglio il suo fondamentale lavoro di racconto della realtà italiana. Mi dà speranza proprio la lettura di questo libro, perché accanto alla denuncia delle ferite vecchie e nuove del nostro Paese, c'è il racconto di storie coraggiose e di reazioni positive".

Lite con Lerner, le opposizioni insorgono

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Ign) - Opposizione all'attacco del premier il giorno dopo la telefonata di Berlusconi in diretta durante 'L'Infedele' di Gad Lerner. "Dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti" dice Giuseppe Fioroni.

Dal Pd interviene anche Rosy Bindi: "Non so quale arbitro potrebbe sanzionare il presidente Berlusconi per la gravissima aggressione verbale che ha inflitto ieri sera a Gad Lerner nel corso della puntata dell'Infedele. So per certo che i suoi blitz televisivi sono l'espressione violenta della sua inadeguatezza, politica e morale. A Gad, alla redazione e agli ospiti insultati e minacciati dal Capo del governo la mia solidarietà''.

''Stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese. Il governo è nelle mani di un Cavaliere dimezzato dagli scandali che anziche' provare la propria innocenza davanti ai giudici, come vuole la Costituzione, tenta di delegittimare e intimidire chiunque voglia ragionare sulla verita' dei fatti e lo richiama alle proprie responsabilità - dice ancora la Bindi -. Berlusconi se ne deve andare al piu' presto, prima che siano definitivamente compromesse la dignita' delle Istituzioni, la credibilita' dell'Italia e il rispetto delle piu' elementari regole di convivenza civile''.

Per Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura e componente della commissione di Vigilanza Rai, "l'incredibile e vergognosa telefonata di insulti fatta da Silvio Berlusconi a Gad Lerner, nella trasmissione de l'Infedele andata in onda ieri sera, segnala un allarme grave per la democrazia italiana. L'ossessione interventista del premier nelle trasmissioni televisive impone una regolazione adeguata". Lo afferma in una nota il senatore ...
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Rivolta in Egitto, 30mila in piazza Negli scontri morto un poliziotto

Il Cairo, 25 gen. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un agente della polizia egiziana è morto negli scontri tra forze di sicurezza e manifestanti nel centro del Cairo. Secondo quanto riporta l'edizione on-line del quotidiano egiziano 'al-Wafd', l'agente impiegato nei reparti anti-sommossa è deceduto dopo violenti scontri in piazza Maidan al-Tahrir. Il sito del quotidiano mostra anche un video nel quale si vedono alcuni agenti cercare di soccorrere il poliziotto per portarlo in ospedale (guarda).
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lunedì 24 gennaio 2011

“Basta Berlusconi, nonno sporcaccione che nessun nipote vorrebbe avere”

24 gennaio 2011

Nella bacheca dei partigiani Anpi di Nonantola compaiono messaggi contro il premier. E il PdL protesta

Il PdL di Modena solleva il caso della bacheca dei partigiani Anpi della vicina Nonantola, sulla quale sono comparsi nei giorni scorsi messaggi contro il governo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il consigliere regionale Pdl Andrea Leoni e quello provinciale Matteo Malaguti hanno documentato con due foto gli slogan affissi alla bacheca.

IL NONNO SPORCACCIONE – Uno recita ‘Diciamo basta a Berlusconi, nonno sporcaccione che nessun nipote vorrebbe avere’, un altro invita a ‘sfrattare questa porcilaia, lui e i suoi servi’. ‘Sarebbe questo il nuovo manifesto dell’Anpi per il 2011?’, chiedono Leoni e Malaguti con una nota. ‘Se e’ questa la gente che si erge a paladino della Costituzione – proseguono i due esponenti Pdl – e che vorrebbe dare agli altri lezione di democrazia, di cultura, e che vorrebbe anche governare l’Italia, allora c’e’ molto di cui preoccuparsi. Sono queste le attivita’ che l’Anpi promuove con i contributi pubblici che ogni anno riceve? Il linciaggio verbale – incalzano Leoni e Malaguti – e l’offesa sistematica al presidente del Consiglio votato dalla maggioranza degli italiani? E’ questo l’esempio educativo che i nonni dell’Anpi vogliono dare ai loro, di nipoti? Questi comportamenti – concludono Leoni e Malaguti – offendono quegli stessi principi e valori che l’Anpi invoca e dice di difendere. Ci aspettiamo che qualche responsabile dell’associazione risponda, e magari rimuova questo scempio’.

Sondaggio: la meta' degli italiani vorrebbe le dimissioni di Berlusconi

Sondaggio: la meta' degli italiani vorrebbe le dimissioni di Berlusconi

ROMA - Un italiano su due vorrebbe che Silvio Berlusconi si dimettesse. Lo dice l’ultimo sondaggio apparso sul Corriere della Sera. È un dato nuovo questo calo della popolarità personale del Presidente del consiglio italiano, che non coinvolge però l’insieme del suo partito. I potenziali elettori del centro destra restano stabili, al 30% circa, secondo lo stesso sondaggio. Lo scandalo Ruby non sembra dunque intaccare la base del PDL. Nei suoi recenti videomessaggi, Berlusconi ha chiarito che non si dimetterà mai e che è pronto a quello che alcuni commentatori hanno definito lo scontro finale con la magistratura di Milano. I giudici di Milano preparano la richiesta di rinvio a giudizio per i reati cardine di questa inchiesta, ossia concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. Si attende a giorni la decisione parlamentare sull’autorizzazione delle perquisizioni nelle ville del premier. Intanto è stato perquisito il residence dell’Olgettina, in cui venivano ospitate diverse ragazze. Sarebbero stati trovati soldi e foto ritenute utili all’indagine.

Palestina occupata/ documenti segreti, Hamas accusa Anp: traditori del popolo

Palestina occupata/ documenti segreti, Hamas accusa Anp: traditori del popolo

GAZA - L'Anp e Israele hanno creato un sistema mirato a eliminare la questione palestinese. Lo ha dichiarato Sami Abu Zuhri, un portavoce del Movimento della resistenza islamica. Il duro attacco all'Autorita' nazionale palestinese di Abu Mazen segue la decisione della tv Al Jazeera e del quotidiano britannico The Guardian di mostrare documenti nei quali si sostiene che l'Anp offrì al regime sionista grandi concessioni su «Gerusalemme e i rifugiati» in cambio di un accordo di pace stabile e duraturo. "Questa e' una prova ulteriore che l'Anp e' composta da traditori, pronti a rinunciare ai diritti del popolo palestinese, compresi quelli relativi a Gerusalemme e al ritorno dei profughi", ha affermato il portavoce di Hamas a Gaza Sami Abu Zuhri. L'accusa e' stata respinta - come si aspettava - dal capo negoziatore, Saeb Erekat, che dalle registrazioni risulta aver detto a Israele di non aver mai fatto una proposta cosi' consistente, neanche a Camp David. Erekat ha liquidato le rivelazioni come "una montagna di bugie". "L'Anp e' disposta a pubblicare tutti gli archivi relativi ai negoziati con Israele per chiarire la posizione palestinese alla popolazione araba e palestinese", ha affermato.

Afgani infuriati per oltraggio degli Usa al sacro corano

Afgani infuriati per oltraggio degli Usa al sacro corano
KABUL - Mentre sono in aumento i sentimenti anti-USA in Afghanistan, ultimamente sono resi pubblici dei nuovi filmati in cui si vedono i soldati americani insultando il sacro Corano, dopo l'uccisione dei civili in un villaggio afghano. Secodo le ultime notizie almeno tre civili sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti dopo che le forze Usa hanno fatto irruzione in una scuola islamica in provincia di Ghazni. Intanto Le truppe americane insultando gli elementi e simboli islamici hanno inoltre sparato diversi colpi al santo Corano, lo ha segnalato un corrispondente della Press TV.
Le autorità locali hanno annunciato che l’aggressione americana è avvenuta senza alcun coordinamento con l'esercito afghano. Il presidente afghano Hamid Karzai ha promesso di avviare al più presto un'inchiesta sull'incidente.
Il governo afgano ha ripetutamente invitato gli Stati Uniti a prestare maggiore attenzione alla protezione dei civili afghani durante le loro operazioni militari.
Nel frattempo, centinaia di afghani infuriati sono scesi nelle strade di Ghazni per protestare contro contro il crescente numero delle vittime civili e l’oltraggio alle credenze dei musulmani dalle forze militari a guida Usa.
Nel corso degli ultimi mesi centinaia di civili afghani hanno perso la vita durante le operazioni militari a guida Usa in varie zone dell'Afghanistan.

Fini: indagata la escort 'Rachele'

(ANSA) - ROMA - Lucia Rizzo, la escort nota come 'Rachele', che sostiene di avere avuto rapporti sessuali con Gianfranco Fini, e' indagata dalla Procura di Roma per diffamazione e concorso in tentata estorsione. L'iscrizione nel registro degli indagati e' scattata dopo la querela presentata dal presidente della Camera. Indagato, per tentata estorsione, anche un uomo il quale avrebbe contattato la segreteria di Fini annunciando che ci sarebbero state delle rivelazioni a proposito della presunta relazione.

MALTEMPO/ AERONAUTICA: OGGI ANCORA NEVE AL CENTRO-SUD

Anche a quote basse, con mareggiate lungo tutte le coste esposte
Maltempo/ Aeronautica: oggi ancora neve al centro-sud
Roma, 24 gen. (TMNews) - Prosegue la tornata di maltempo che da venerdì si è abbattuta sull'Italia. Oggi ancora neve al centro-sud, anche a quote basse: secondo l'ultimo allerta diffuso dal servizio meteorologico dell'aeronautica militare, per le prossime 12-18 ore ci saranno ancor nevicate su Abruzzo, Molise, Puglia garganica, Basilicata e Calabria. Per le prossime 12 ore sono previsti anche venti forti nord-occidentali su Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Basilicata, con mareggiate lungo tutte le coste esposte al vento.

Ruby/ Pm Milano: Verificate attentamente dichiarazioni Macrì

"Decideremo se inserirle in richiesta rito immediato"
Ruby/ Pm Milano: Verificate attentamente dichiarazioni Macrì
Milano, 24 gen. (TMNews) - "Abbiamo verificato attentamente le dichiarazioni rese prima a Palermo e poi a Milano in due deposizioni dalla signora Nadia Macrì. Decideremo nei prossimi giorni se inserirle nella richiesta di processo con rito immediato per Silvio Berlusconi", accusato di concussione e prostituzione minorile nell'ambito dell'inchiesta sul 'caso-Ruby'. Lo dice ai giornalisti il capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati. Il magistrato spiega che per il momento non intende esprimere valutazioni sull'attendibilità di Nadia Macrì. "Sono delle conclusioni che tireremo prossimamente e non intendo anticipare nulla", conclude Bruti Liberati. In procura a Milano è durata oltre un'ora la seconda deposizione in pochi giorni di Nadia Macrì, la escort che ha testimoniato sulle feste ad Arcore e sulle ragazze che avrebbero avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, coinvolto nell'inchiesta sul caso Ruby per concussione e prostituzione minorile.

Russia/Attentato kamikaze in aeroporto Mosca: 31 morti,130 feriti

Mosca, 24 gen. (TMNews) - Trentun morti e 130 feriti all'aeroporto di Domodedovo, e Mosca ripiomba nell'incubo del terrorismo kamikaze. Una violentissima esplosione oggi nello scalo di Domodedovo - 46 chilometri a sud del centro della capitale russa - ha fatto una strage nella zona degli arrivi internazionali e secondo gli inquirenti non vi sono molti dubbi: si è trattato dell'azione di un attentatore suicida, che ha fatto esplodere un ordigno della potenza equivalente a 5 chilogrammi di tritolo, riempito di schegge metalliche. L'onda d'urto dello scoppio e i frammenti di metallo hanno colpito la folla che si accalcava come di prassi nella sezione degli arrivi internazionali, seminando morte e panico. Fonti della polizia hanno ipotizzato anche lo scoppio di una bomba dentro un bagaglio, ma per ora quella dell'attentatore suicida - probabilmente di origine Nord Caucasica - sembra prevalere. Qualcuno assicura anche di aver udito due esplosioni e quindi non viene escluso neppure che vi sia stato più di un terrorista. L'Ambasciata italiana e il Consolato generale a Mosca hanno subito avviato verifiche dell'eventuale presenza di italiani tra le vittime. I voli dall'Italia non arrivano in questo scalo, ma in quello di Sheremetevo, tuttavia non è ovviamente possibile escludere a priori la presenza di connazionali anche a Domodedovo.

Mafia: trattativa tra Stato e boss, pm Palermo risentono ex capo Dap Amato

Palermo, 24 gen. - (Adnkronos) - Nuovo interrogatorio, a distanza di poco meno di 2 mesi, per l'ex direttore del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Nicolo' Amato, che e' stato sentito oggi nell'ambito dell'indagine sulla cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa nostra dopo le stragi di mafia del '92. L'ex magistrato e' stato interrogato oggi nei locali della Direzione antimafia di Roma per fornire alcuni chiarimenti dopo l'interrogatorio avvenuto nella Procura di Palermo il 18 novembre 2010. Ma, secondo quanto apprende l'ADNKRONOS Amato non sarebbe riuscito a fornire ai magistrati che lo hanno interrogato i chiarimenti richiesti.

Pdl: risarcimento per ''ingiusta intercettazione'' e sanzioni ai pm

Roma, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Chi è stato "ingiustamente" intercettato ha diritto ad un'"equa riparazione", ossia un risarcimento che può arrivare a 100mila euro. E' la proposta sottoscritta da 30 deputati del Pdl, di cui primo firmatario è Luigi Vitali, già sottosegretario alla Giustizia. La proposta prevede inoltre che il Guardasigilli e il Procuratore generale presso la Cassazione valutino la sussistenza di profili disciplinari nei confronti del pm e del gip "che hanno richiesto, autorizzato ed eventualmente prorogato l'ingiusta intercettazione".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Pdl-risarcimento-per-ingiusta-intercettazione-e-sanzioni-ai-pm_311585759829.html

Ruby, indagini difensive: le carte ai pm. Procura conferma: rito immediato

Milano, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono arrivate a Milano, negli uffici della Procura, le carte relative alle indagini difensive svolte dagli avvocati Niccolò Ghedini e Pietro Longo, difensori di Silvio Berlusconi, nell'ambito del caso Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione minorile.
Tra le carte inviate dai legali del Cavaliere ci sono gli 'interrogatori' effettuati nell'ambito delle indagini difensive a circa una ventina di persone. Le persone ascoltate dai legali sarebbero in gran parte ragazze invitate in passato alle serate organizzate per il presidente del Consiglio nella sua residenza ad Arcore. E' quanto si apprende negli ambienti giudiziari dove gli inquirenti stanno esaminando "con attenzione" tutto il materiale inviato, circa una settantina di pagine.
Nonostante l'invio delle indagini difensive, non cambia l'orientamento dei pm milanesi che chiederanno il processo con rito immediato per il presidente del Consiglio. Per la formalizzazione della richiesta di processo al gip, però, ci vorranno non meno di una decina di giorni. In procura assicurano che sono stati esaminati da tempo anche i problemi giuridici relativi al rito immediato. Come giurisprudenza contraria, a quanto pare, ci sarebbe una sola sentenza della Cassazione secondo cui non si può chiedere il rito immediato quando c'è di mezzo un reato come la prostituzione per il quale si può procedere con la citazione diretta.

Intanto, nuova audizione oggi per Nadia Macrì, l'ex escort che giovedì scorso nel corso della trasmissione 'Annozero' ha dichiarato di aver visto Ruby a Villa San Martino il 24 aprile dello scorso anno ed ha raccontato di rapporti sessuali a pagamento con Berlusconi. L'interrogatorio è terminato dopo circa due ore. Dopo la prima testimonianza di venerdì scorso, durata circa 5 ore, gli inquirenti milanesi hanno voluto risentire l'ex escort per alcuni riscontri. Il confronto è avvenuto in procura, nell'ufficio del pm Antonio Sangermano. La giovane è comparsa per la prima volta nelle carte nell'ambito di una inchiesta sviluppatasi a Palermo e poi trasferita per competenza a Milano.

"Abbiamo verificato attentamente le dichiarazioni di Nadia Macrì, sia quelle rese a Palermo sia quelle rese a Milano in due occasioni'' ha detto il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Sul fronte politico, Massimo D'Alema, intervenuto a '28 minuti' su Radio2, ha attaccato duramente Berlusconi che per il presidente del Copasir ha ''mentito al paese: ha detto che non ha mai pagato una donna, che non ha mai avuto rapporti con minorenni... In un paese civile chi mente non può guidare un paese". D'Alema ha anche ricordato la telefonata in Questura: Berlusconi "ha ingannato le forze dell'ordine non è compatibile con un'idea minima di sicurezza", e inoltre "il fatto che non si sia presentato ai pm dimostra l'imbarazzo di fronte all'evidenza schiacciante di prove".

Il Pdl nel frattempo aspetta le prossime mosse dei pm e si prepara al peggio senza mollare la presa sul caso Ruby. Da palazzo Grazioli l'input è preciso: resistere fino a quanto è possibile e solo se non ci sono altre strade percorribili si va al voto. Silvio Berlusconi è atteso per domani a Roma. Sarà una nuova settimana sull'ottovolante, ma lui tira dritto, farà di tutto per scongiurare in questo momento le urne (i sondaggi riservati in suo possesso attestano un lieve calo del suo gradimento, -1,2% ma non il temuto crollo d'immagine). Prima di passare al contrattacco, il Cavaliere vuol capire cosa uscirà ancora dalla Procura di Milano.

Nel Popolo della libertà si temono nuove rivelazioni e i legali Niccolò Ghedini e Pietro Longo stanno studiando le contromosse per attutire eventuali colpi. Nel partito raccontano di un premier sotto assedio, chiuso nel suo fortino ma pronto a dar battaglia fino all'ultimo senza esclusioni di colpi. Il Cavaliere non si fida del terzo polo e considera l'ultima proposta dell'Udc alla Lega un ennesimo tentativo di farlo fuori con esecutivi tecnici e congiure di palazzo.

A preoccupare il premier non è tanto il Carroccio, che oggi ha rinnovato la sua lealtà condizionata al federalismo, ma la reazione della Chiesa. Da Ancona il cardinale Angelo Bagnasco è stato chiaro: ''Occorre fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate''.

L'inghippo sugli stipendi dei prof

Ministero e parte dei sindacati avevano assicurato che gli scatti, bloccati dalla manovra, erano stati reintegrati. Ma ora, guardando le buste paga, per circa 400mila, questo avverrà con tre anni di ritardo. E parte l'allarme. di SALVO INTRAVAIA. Sorpresa amara in busta-paga per 300 mila docenti e 70 mila non docenti della scuola. Nel prospetto dello stipendio di gennaio, nonostante le rassicurazioni di parecchi sindacati e dello stesso governo, migliaia di insegnanti, bidelli e personale di segreteria scoprono che per ottenere il prossimo scatto di stipendio dovranno attendere otto anni, non più sei come stabilito dal contratto. Una enormità se si considera che il contratto della scuola è scaduto a fine 2009 e che nel frattempo il costo della vita crescerà almeno di 15 punti. La notizia circola da diversi giorni in alcuni siti specializzati. Al momento, i più cauti battezzano la questione come semplice "giallo sugli scatti". Ma basta confrontare i prospetti di dicembre e gennaio inviati dal ministero dell'Economia agli interessati per comprendere la portata del blocco degli scatti, che alcuni sindacati giurano di avere disinnescato. Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro, ritornando al mese di giugno del 2010, quando il governo sotto i colpi della crisi economica mondiale e della speculazione internazionale vara una megamanovra finanziaria da 25 miliardi.In un primo momento, gli stipendi degli insegnanti vengono colpiti in tre modi: congelamento del rinnovo del contratto, già scaduto il 31 dicembre del 2009; blocco per un triennio degli scatti stipendiali automatici previsti dal contratto vigente e dirottamento della quota di risparmi destinata al merito per coprire debiti del governo nei confronti delle scuole. Di fronte ad una simile batosta, opposizioni e sindacati alzano la voce e dopo diverse manifestazioni di piazza e una complessa trattativa con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Cisl e Uil scuola e Snals strappano un impegno: il blocco degli scatti automatici viene scongiurato e saranno coperti con la quota di risparmi destinata al merito. Le scuole che vantano crediti nei confronti del ministero faranno come hanno fatto finora: si arrangeranno. Ma, come sarebbe stato più logico fare, al momento di convertire in legge il decreto sulla manovra il Parlamento non cancella il famigerato comma 23 dell'articolo 9, che blocca gli scatti per il 2010, 2011 e 2012. Preferisce invece aggiungere a tre diversi articoli altri tre commi che solo letti insieme e con notevole sforzo interpretativo riconsegnano gli scatti a coloro che avrebbero dovuto percepirli nel 2010, 2011 e 2012. E, a riprova che "il pericolo è superato", pochi giorni fa arriva il decreto di Tremonti che assegna i fondi per il 2010. Lasciando intendere che una soluzione analoga sarebbe stata adottata anche per il 2011 e per l'anno successivo. Ma la verità sembra un'altra: coloro che hanno ricevuto lo scatto di stipendio nel 2010, nel 2009 e nel 2008 restano fregati. Roberta è una insegnante di scuola dell'infanzia che ha ricevuto l'aumento di stipendio a settembre dello scorso anno e fino alla busta-paga del mese di dicembre il suo cedolino indicava il successivo scatto, pari a 2 mila euro l'anno circa, per il 2016. Ma nel prospetto del mese di gennaio, a sorpresa, scopre di "scattare" nel 2018: due anni dopo. Dovrà in sostanza attendere ben otto anni prima di ricevere un aumento di stipendio pari a 100 euro al mese netti. Il conteggio effettuato da Osvaldo Roman, uno che se ne intende di questioni scolastiche, spiega che tutti i docenti con nove anni di anzianità di servizio perderanno 25 mila euro fino a fine carriera. Saranno un po' più fortunati coloro che devono rimanere in cattedra per meno tempo: da 18 mila euro a 4 mila per coloro che hanno 35 anni di servizio. Del resto, non è un segreto che con questa manovra sugli stipendi di docenti e Ata il governo intendeva racimolare un bel gruzzolo: 18 miliardi di euro con effetti fino al 2050, come si legge nella relazione tecnica allegata alla manovra.

Pdl contro Emma Marcegaglia

Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto: "Sa benissimo lei per prima che non esistono possibilita' in questo momento di un governo che possa fare riforme radicali''. E il Giornale la chiama "la maestrina" ROMA - "Capisco che per Emma Marcegaglia e per Confindustria il momento sia molto difficile, Marchionne ne ha certificato l'inutilita'''. Cosi' il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, ai microfoni di Radio Popolare, commenta l'intervista della presidente di Confindustria 1, Emma Marcegaglia, ieri sera a Che tempo che fa.''Marcegaglia dovrebbe dire cosa vuole e come vuole farlo - prosegue Crosetto - Dire che in poche settimane si devono fare le riforme e' un ritornello banale con cui lancia dei messaggi ai suoi associati per non perdere peso. Sa benissimo lei per prima che non esistono possibilita' in questo momento di un governo che possa fare riforme radicali''.''C'e' un progetto piu' ampio - conclude Crosetto - di un gruppo di cui Marcegaglia fa parte, per cui l'importante e' togliere di mezzo Berlusconi''.Nuovi affondi arrivano anche dalla stampa berlusconiana. Si distingue il Giornale che definisce la Marcegaglia "una maestrina" che parla "per nascondere il suo fallimento".

Cgil: stop a caporalato, diventi reato

(ANSA) - ROMA - La Cgil all'attacco del caporalato: per fermare il fenomeno che vessa nei campi e nell'edilizia oltre 550mila lavoratori, e' stata messa a punto una proposta di legge perche' diventi un reato penale. Le federazioni degli edili e dell'agricoltura, Fillea e Flai, insieme alla Confederazione lanciano la campagna dal titolo 'Stop caporalato'. Oggi, spiegano, in caso di flagranza e' prevista solo una sanzione amministrativa di appena 50 euro per ogni lavoratore ingaggiato.

Muore in ospedale dopo 12 giorni di agonia,procura apre inchiesta

Firenze, 24 gen. (TMNews) - La Procura di Firenze ha disposto l'autopsia sul corpo dell'uomo deceduto ieri all'ospedale di Empoli, dopo 12 giorni di agonia, a seguito di un intervento chirurgico, durante il quale era avvenuta una perforazione dell'ansa ileale. Il paziente, che si era sottoposto ad un'operazione per togliere i calcoli, si chiamava Matteo Di Stefano, aveva 67 anni ed era infermiere in pensione a Castelfiorentino (Firenze). I familiari hanno presentato un esposto e il Pm Lastrucci ha aperto un fascicolo, per ora "come atto dovuto", in attesa del responso medico legale. L'autopsia verrà effettuata questa mattina nel reparto di medicina legale di Careggi e saranno presenti anche i periti di parte. Secondo quanto riportato dai figli, Di Stefano era stato sottoposto il 10 gennaio scorso ad un intervento di colecistectomia laparscopica per rimuovere i calcoli della colecisti. L'operazione duro' circa 40 minuti, ma dopo tre ore l'uomo accusava dolori forti, ed e' stato operato nuovamente la notte del 12 gennaio. A quel punto i medici hanno comunicato che nel corso del primo intervento era avvenuta una perforazione dell'ansa ileale. L'anziano e' stato mantenuto in coma farmacologico ed e' deceduto ieri mattina.

Caso Ruby, la Macrì torna davanti ai pm.

Milano, 24 gen. (Ign) - Sarà ascoltata nuovamente dai pm di Milano oggi Nadia Macrì, l'ex escort che giovedì scorso nel corso della trasmissione 'Anno Zero' ha dichiarato di aver vistoRuby a Villa San Martino il 24 aprile dello scorso anno. Lo riferisce SkyTg24. La ragazza è già stata ascoltata in Procura per circa 5 ore venerdì scorso. Il verbale, fanno sapere negli ambienti giudiziari, è stato secretato ma a quanto pare la giovane avrebbe ribadito la sua ricostruzione dei fatti, e i vari episodi in cui ha incontrato Silvio Berlusconi, in Sardegna e ad Arcore, riferendo agli inquirenti i particolari di quelle visite. E' possibile che la Macrì abbia anche consegnato agli inquirenti gli oggetti ricevuti in dono dal leader del Pdl, ma anche su questo particolare c'è il più stretto riserbo. L'ex escort è comparsa per la prima volta nelle carte nell'ambito di una inchiesta sviluppatasi a Palermo e poi trasferita per competenza a Milano.

Tunisia: sciopero dei docenti di scuole e universita' contro il governo

Tunisi, 24 gen. - (Adnkronos/Aki)- Si sta svolgendo in queste ore uno sciopero del personale docente delle scuole medie superiori e delle universita' tunisine contro il governo di unita' nazionale del paese nord africano. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv satellitare 'al-Jazeera', lo sciopero, che coincide con il giorno della riapertura delle scuole e delle universita' dopo le proteste delle scorse settimane, ha registrato un'alta percentuale di adesioni.

Esauriti i farmaci necessari nella Striscia di Gaza

GERUSALEMME - Gli effetti del brutale assedio sionista, che ha trasformato l'intera Striscia di Gaza in un colossale ghetto, vanno facendosi sentire sempre più dopo oltre 4 anni di escalation ininterrotta. Ministero della Salute del legittimo Governo palestinese ha comunicato che le scorte di alcune droghe salvavita come quelle per la chemioterapia, quelle contro il diabete e le malattie renali, nonché altri generi di farmaci utili per contrastare malattie infantili potenzialmente anche molto pericolose sono praticamente esaurite.A garantire un buon servizio sanitario non bastano conoscenze e professionalità, servono anche medicine ed equipaggiamenti. Attualmente le strutture cliniche della Striscia hanno bisogno anche di respiratori, provviste per anestesia, chiodi per chirurgie ortopediche, anche filo da sutura.Dall'inizio dell'assedio sionista oltre 120 cittadini di Gaza sono morti per malattie che, senza l'assedio, avrebbero potuto benissimo essere curate.

L’Italia, un impero moderno fondato da Berlusconi

ROMA - “Berlusconi ha trasformato l'Italia in un impero moderno controllando i media, l’economia e I politici”, a dirlo è stato il giornaista e il regista americano vincitore di due premi del Emmy, il più importante premio televisivo a livello internazionale. “Questo è un impero moderno fondato da Berlusconi che dominando I mass media, le imprese economiche e in particolare I politici e pagandoli per ingannare il sistema infromativo e il pubblico vuole restare ancora al potere”, lo ha detto Danny Schechter, il redattore esecutivo di MediaChannel.org, in un'intervista esclusiva alla Press TV.Sono in aumento le pressioni sul primo ministro italiano che ha rifiutato di comparire davanti ai pubblici ministeri della Procura di Milano peri suoi reati sessuali.Il premier italiano, 74enne è sotto inchiesta con l’ accusa di aver pagato per avere avuto rapporti sessuali con Ruby quando era 17enne e che abbia abusato della sua posizione di premier per ottenere il rilascio della ragazza dalla questura di Milano quando nel maggio scorso era stata fermata per furto."In un certo senso si può dire che tutti questi eventi è come una serie televisiva interpretata dallo stesso Berlusconi come lo star” ha detto Schechter."Berlusconi essendo ricco, essendo una celebrità ottiene tutto quello che vuole e quindi è molto difficile dirarlo giu dal trono con tutto questo potere che ha" ha concluso il giornalista americano.