giovedì 19 gennaio 2012

L’Iran aiuta la Siria a vendere il petrolio


Lo rivela il WSJ. Damasco raggira l’embargo grazie alla collaborazione di Teheran
L’Iran aiuta la Siria a mettere in commercio il suo petrolio, nonostante l’embargo imposto dagli Stati Uniti e dall’Unione europea. E’ quanto riporta il Wall Street Journal, che cita fonti del dipartimento del Tesoro Usa. Le fonti hanno spiegato di essere venute a conoscenza di un carico di greggio siriano fatto arrivare in Iran e da lì immesso sul mercato internazionale, con un ritorno dei guadagni al regime di Damasco.
DA DAMASCO A TEHERAN - L’operazione risale a novembre scorso, quando le autorità iraniane sono riuscite a far imbarcare, attraverso una società con sede a Dubai, 91mila tonnellate di petrolio siriano sulla nave Mire, di proprietà greca ma registrata in Liberia. Il carico è stato imbarcato tra il 19 e il 21 novembre nel porto siriano di Baniyas, da dove è partito alla volta del terminale petrolifero iraniano di Ras Bahregan. La Mire è coperta da un’assicurazione americana, tramite la quale Washington è venuta a sapere dell’operazione e ha tentato invano – anche con l’aiuto della Liberia – di fermarla. Il carico è arrivato a destinazione nelle settimane successive. Nessun commento ufficiale è arrivato da Teheran. Un portavoce dell’ambasciata iraniana presso le Nazioni Unite, interpellato dal WSJ, si è limitato a ricordare che non ci sono sanzioni internazionali sulla Siria che l’Iran sia tenuto a rispettare.
USA ED EUROPA PREOCCUPATE - Le preoccupazioni americane non sono rivolte solo alla Repubblica Islamica, ma anche alla Russia. Usa ed Europa hanno cominciato a intensificare il monitoraggio dei collegamenti navali ed aerei tra Siria e Russia dopo che, la scorsa settimana, una nave inviata da Mosca, la Chariot ha consegnato alla Siria un enorme carico di armi, come confermato dallo stesso ministero degli Esteri russo. In base a dati statistici ufficiali siriani, prima della rivoluzione in corso contro il regime di Bashar al-Assad un terzo degli introiti di Damasco derivavano dalla vendita del suo petrolio all’Europa. Le sanzioni adottate tanto a Washington quanto a Bruxelles hanno colpito proprio questo settore e il governo siriano ha annunciato nei mesi scorsi che avrebbe dirottato le sue esportazioni verso grandi consumatori asiatici di petrolio, come la Cina e l’India. (Adnkronos)

Africa: due terzi campi agricoli desertificati da clima

Entro il 2025 il continente africano rischia di perdere i due terzi delle sue terre agricole se il processo di desertificazione, aggravato dai cambiamenti climatici, non viene affrontato e arginato con misure ad hoc. A lanciare l'allarme da Cotonou, in Benin, e' Luc Gnancadja, segretario della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. Secondo l'esperto il 45% delle terre africane sono attualmente colpite dalla desertificazione e il 55% corre lo stesso rischio.

Firenze, si impicca detenuto

(ANSA) - FIRENZE - Un detenuto di 29 anni, di Lucca, si e' tolto la vita nel carcere a custodia attenuata Gozzini, conosciuto come 'Solliccianino', a Firenze. Lo rende noto il sindacato di polizia penitenziaria Sappe: il giovane si e' impiccato con le tende delle finestre. Era detenuto per rapina e spaccio di stupefacenti. Sarebbe uscito dal carcere il 29 giugno 2014. ''Quella delle morti in carcere, per suicidio o per cause naturali - commenta il Sappe - si sta configurando come una vera e propria ecatombe''.

Mafia, sequestrati beni per 25 mln euro a fedelissimo del boss Messina Denaro

Palermo, 19 gen.- (Adnkronos) - Beni per complessivi 25 milioni di euro sono stati sequestratiall'alba di oggi dagli agenti della Divisione anticrimine della questura di Trapani e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria a Michele Mazzara, 52 anni, ritenuto dagli investigatori un fedelissimo del boss mafioso latitante, Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa nostra.
Mazzara, ufficialmente contadino ma con movimenti milionari in banca, venne arrestato nel 1997 dalla Squadra Mobile per associazione mafiosa. I magistrati sono certi che Mazzara avrebbe coperto la latitanza del latitante Messina Denaro, trovandogli nascondigli sicuri e luoghi da usare per i summit. Tra i beni sequestrati a Mazzara ci sono 99 immobili - tra i quali terreni per 150 ettari e alberghi in zone turistiche come San Vito Lo Capo, 8 auto, tra cui due Suv , 17 automezzi agricoli, 86 tra conti correnti e rapporti bancari e 3 società: la Asa Srl Azienda Siciliana Alberghiera, che opera nel settore della ristorazione; la Nicosia Francesco & Vincenzo s.n.c., impresa edile, e la Villa Esmeralda di Di Salvo Piacentino Giuseppa & C. s.n.c. che fa assistenza residenziale per anziani.
Il provvedimento prevede, inoltre, l'amministrazione controllata della Antopia di Agosta Antonella & C. Sas società per l'acquisto la valorizzazione e l'utilizzazione di terreni, aree e fabbricati destinati ad uso agricolo, industriale e turistico alberghiero.
Mazzara per decenni è stato un contadino che sbarcava il lunario con il suo lavoro coltivando le sue terre, ma in poco tempo si è trasformato in un ricco imprenditore anche se continuava a presentare un 740 da semplice coltivatore diretto. Secondo gli investigatori, dietro le fortune di Mazzara ci sarebbe proprio Messina Denaro. Ad accusare Mazzara ci sono anche alcuni collaboratori di giustizia come Francesco Milazzo, ex killer della cosca mafiosa di Paceco, Vincenzo Sinacori, ex capo del mandamento di Mazara del Vallo, e Vincenzo Ferro. I pentiti lo descrivono come un fedelissimo dei boss Vincenzo Virga e Filippo Coppola e parlano del suo ruolo nella copertura della latitanza del padrino latitante Matteo Messina Denaro. Mazzara ha patteggiato la pena in un processo per favoreggiamento. Ma i magistrati della Dda sono convinti che dopo la condanna avrebbe invece rafforzato il suo ruolo in Cosa nostra con speculazioni immobiliari.
In particolare avrebbe costruito alberghi a San Vito Lo Capo e Castelluzzo-Makari ma realizzato anche immobili tra Paceco e Trapani, opifici per l'ammasso di cereali e olio, diventando "l'Ispiratore occulto di diverse iniziative imprenditoriali", come sostengono gli inquirenti.

Autotrasporto, quarto giorno di proteste in Sicilia: allarme scorte alimentari e benzina

(Adnkronos)
Palermo, 19 gen. (Adnkronos) - Quarto giorno di protesta degli autotrasportatori in Sicilia, messa ormai in ginocchio dallo sciopero dei 'padronicni' che da lunedì hanno bloccato l'isola.
Ormai molti distributori di benzina sono chiusi perché sono terminate le scorte di carburante, mentre nei supermercati scarseggiano le scorte alimentari, come acqua e latte. Autotrasportatori, ma anche agricoltori e pescatori presidiano strade, porti e tangenziali, rallentano la circolazione per distribuire volantini e impediscono i rifornimenti a grandi magazzini, industrie, distributori di benzina. Ai pescatori di alcune marinerie, come Catania e Santa Flavia, ieri si sono aggiunti gruppi di artigiani e commercianti mentre gli studenti hanno organizzato manifestazioni di solidarietà domani.
In questo contesto arriva la denuncia degli industriali. "Noi abbiamo evidenze che in molte manifestazioni nei blocchi che stanno creando tante difficoltà in Sicilia erano presenti esponenti riconducibili a Cosa Nostra", ha detto ai microfoni di 'Start' il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. Per Lo Bello, comunque, "questo non significa che la mafia sia dietro le manifestazioni, ma siamo preoccupati che un disagio reale della gente dell'Isola sia cavalcato da personaggi senza credibilità e dal dubbio passato, da infiltrazioni della criminalità organizzata e da altri fenomeni che finiranno solo per aumentare un ribellismo generico che non risolverà alcun problema".
Per Antonino Richichi, leader degli autotrasportatori (Aias), "l'unica cosa che può salvarci è un miracolo. Lombardo deve darci delle risposte, deve sbattere i pugni sul tavolo a Roma e fare valere le ragioni della Sicilia. Confidiamo nel buonsenso della politica". Riguardo alle accuse del rischio di infiltrazioni mafiose nell'organizzazione, Richichi ha replicato: "Non ci sentiamo mafiosi, siamo offesi da queste accuse, che respingiamo al mittente perché non abbiamo scheletri nell'armadio".
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Concordia, scatta allerta meteo. La Costa sospende Schettino

Isola del Giglio, 19 gen. (Adnkronos/Ign) - Sono riprese questa mattina alle 6, dopo lo stop di ieri dovuto a un'oscillazione del relitto, le ricerche dei sommozzatori e dei soccorritori a bordo della Costa Concordiaarenata all'Isola del Giglio. I palombari del Gos della Marina Militare hanno fatto esplodere altre microcariche per aprire dei varchi a 18 metri di profondità sul ponte quattro, dove sono stati trovati gli ultimi 5 cadaveri. Si ipotizza che lì ci possano essere altri corpi, perché gli esperti ritengono che in quel punto confluiscano tutti i corridoi di evacuazione della nave. E mentre resta di 11 il bilancio dei morti accertati, sono state identificate altre due vittime: si tratta di due cittadini francesi Jeanne Gannard e di Pierre Gregoire.
Ancora 21 invece le persone che mancano all'appello e la loro ricercaandrà avanti ''senza soluzione di continuità'', ha annunciato una nota dell'Unità di crisi presso la protezione civile della Provincia di Grosseto, presieduta dal prefetto Giuseppe Linardi. Ma tra le tante incognite, una delle più rilevanti con cui si troveranno a breve a fare i conti i soccorritori è il meteo. Nel pomeriggio si dovrebbero rafforzare il vento e le correnti marine. Un problema serio per i sub che stanno ispezionando la nave: c'è timore per la stabilità del relitto, che in caso di mareggiata potrebbe scivolare sul gradino sottostante e precipitare a 70 metri di profondità, inabissandosi completamente. Uno scenario che comprometterebbe sia i soccorsi, che le operazioni di svuotamento del carburante dai serbatoi.
Proprio per quanto riguarda il recupero del carburante, il ministro per l'Ambiente, Corrado Clini, ha ricordato che "il programma per cominciare lo svuotamento dei serbatoi è pronto, ma è condizionato dalle operazioni per il recupero dei dispersi". "Il programma - spiega - prevede lo svuotamento progressivo dei serbatoi e si dovrebbe completare non prima di due settimane dalla data di inizio e naturalmente speriamo che le condizioni climatiche rimangano almeno tali da non compromettere la posizione attuale della nave; altrimenti, il piano dovrebbe essere rivisto a seconda del suo posizionamento". Clini assicura che "sono già attive tutte le misure per contenere eventuali perdite di carburante o di altri liquidi che possano rappresentare un pericolo per l'ambiente".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Concordia-scatta-allerta-meteo-La-Costa-sospende-Schettino_312874659735.html

Milano, Fiamme Gialle negli uffici di S&P

Milano, 19 gen. - (Adnkronos) - I militari della Guardia di Finanza stanno svolgendo in queste oreaccertamenti nella sede milanese di via San Giovanni sul Muro di Standard & Poor's. L'operazione, stando a quanto si apprende, e' stata disposta nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Trani.
Ma non c'è solo l'inchiesta di Trani ad accendere un 'faro' su Standard & Poor's. Stando a quanto si apprende i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Milano hanno avviato, lo scorso 30 novembre, una verifica nella sede milanese dell'agenzia. Un controllo i cui atti sono stati portati nei giorni scorsi a Milano all'attenzione del procuratore aggiunto Francesco Greco che potrebbe valutare di avviare un'inchiesta propria sull'agenzia di rating.

Omicidio Rea, Cassazione: "Parolisi è pericoloso e ha depistato le indagini"

Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Salvatore Parolisi è "pericoloso", è senza un alibi e ha depistato le indagini "con la messa in scena della siringa". Lo scrive la Cassazione nello spiegare perché, il 28 novembre, ha negato la scarcerazione del caporalmaggiore, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea.
Nei confronti di Salvatore Parolisi è stata individuata una "pericolosità specifica sia processuale che criminale desumibile, oltre che dalla particolare gravità ed efferatezza del delitto contestato, anche dal depistaggio posto in essere successivamente (con la messa in scena della siringa) e il deturpamento del cadavere", scrive la Prima sezione penale della Cassazione, nello spiegare perché ha detto no alla scarcerazione del caporalmaggiore, accusato dell'omicidio della moglie Melania Rea, avvenuto il 18 aprile scorso in un boschetto a Ripe di Civitella (Teramo). Parolisi, dice la Cassazione nelle motivazioni contenute nella sentenza 2136, "non ha un alibi". In particolare, la Suprema Corte, convalidando il giudizio del Tribunale del Riesame dell'Aquila dello scorso 22 agosto, rileva che "nessun profilo di illegittimità è fondatamente ravvisabile nell'ordinanza impugnata, con riferimento alla ritenuta sussistenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza", visto "l'esauriente e corretto riferimento compiuto dai giudici del riesame alla personalità del soggetto indagato ed all'individuazione di una pericolosità specifica sia processuale che criminale, quale desumibile, oltre che dalla particolare gravità ed efferatezza del delitto contestato, anche dal depistaggio posto in essere successivamente e il deturpamento del cadavere".
La Cassazione, nel respingere il ricorso della difesa di Salvatore Parolisi, rimarca "i profili di gravità indiziaria" come pure le "esigenze cautelari" nei confronti dell'uomo, unico indagato per l'omicidio della moglie Melania. Definendo "infondati" i motivi addotti dalla difesa del caporalmaggiore, piazza Cavour fa notare che il Tribunale dell'Aquila ha "correttamente applicato le norme e ha offerto, a sostegno delle sue valutazioni, una motivazione completa e logica che resiste a tutte le censure prospettate dalla difesa dell'indagato". La Cassazione si trova d'accordo in tutto con il Riesame, a partire dall'attribuzione di "valore indiziante alle dichiarazioni del Parolisi in merito ai movimenti suoi e della moglie per la giornata del 18 aprile 2011". A tale proposito, si fa notare che correttamente i giudici di merito hanno evidenziato che "la versione fornita dall'imputato sugli spostamenti suoi e della moglie nella giornata del 18 aprile sia rimasta sostanzialmente costante nel tempo, venendo confermata anche in sedi extraprocessuali e, quel che più conta, che la stessa risulta formulata nelle sue linee essenziali gia' in sede di denuncia della scomparsa della Rea, in un atto cioe' che, come correttamente precisato nell'ordinanza impugnata, appartiene ad un primissimo momento processuale, in cui nessun elemento indiziante a carico del Parolisi poteva rappresentarsi".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Omicidio-Rea-Cassazione-Parolisi-e-pericoloso-e-ha-depistato-le-indagini_312876795255.html

martedì 17 gennaio 2012

Silvio vende la villa ad Antigua (e il Milan?)


L’ex premier si libera di Emerald Cove. I debiti del calcio lo preoccupano
Al telefono con qualche amico Silvio Berlusconi si diverte a scherzare: tutti mi vedono come un signore ricchissimo, ma ormai sono diventato quasi povero… Una battuta naturalmente, ma l’esborso patito a beneficio di De Benedetti (“la tessera numero no del Pd”, lo definisce il Cavaliere) si fa sentire. Ed e’ lo stesso Cavaliere a farlo pesare.
EMERALD COVE - Uno dei segnali e’ la decisione di mettere in vendita Emerald Cove, la mega villa di Antigua che l’ex premier, dopo averla comprata e ristrutturata con cura, e’ riuscito a raggiungere solo poche volte in questi anni. Sara’ effetto della crisi, del calo della pubblicita’, della multa per il Lodo mondadori o una semplice scelta del Cavaliere: sta di fatto che al momento, in realta’, Berlusconi non e’ riuscito – e’ quanto ha confidato nelle sue telefonate – a trovare compratori per quella baia da sogno nei Caraibi. Cosi’ come in passato ogni qualvolta avrebbe ipotizzato la vendita del Milan, non sarebbe riuscito a trovare un acquirente serio. L’ex premier, spiega chi gli ha parlato in questi giorni, ancora e’ tentato dall’idea perche’ continua a ritenere che il calcio in Italia sia un’impresa che non porta profitti, soprattutto a causa della tassazione vigente.
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La più grande centrale di energia marina sorgerà in Scozia


"L'energia del moto ondoso può produrre 200-300 gigawatt"

EDIMBURGO - È iniziata la rivoluzione dell’energia che parte dalla Scozia. Sulla costa di Orkney, nelle Isole Orcadi sorgerà il più grande impianto al mondo per la produzione di energia rinnovabile. Sarà la potenza del mare ad alimentare questa centrale. Il gruppo industriale francese Alstom e il primo produttore scozzese di energia marina Sse Renewables hanno annunciato oggi di aver siglato un’intesa per la realizzazione di questa grande centrale elettrica. Al largo di Orkney, sarà sviluppato il progetto Costa Head, che arriverà a produrre fino a 200 megawatt. Un precedente esperimento era stato realizzato in Scozia il 28 gennaio 2007, quando fu installato il primo prototipo del progetto Pelamis. L’energia veniva prodotta dalle onde in superficie attraverso una struttura semisommersa, le onde agivano su pistoni idraulici legati a generatori che erano in grado di trasformare l’energia meccanica in elettrica.
Per il nuovo progetto lavoreranno insieme per “dotare il sito (a nord di Mainland, isola principale dell’arcipelago delle Orcadi) di convertitori di energia del moto ondoso Aws-III, tecnologia che sarà garantita dalla società scozzese Aws Ocean Energy. L’energia del moto ondoso è una risorsa di energia rinnovabile disponibile in tutto il mondo e costituisce una potenziale risorsa di produzione di elettricità stimata attorno a 200-300 gigawatt”. Sse Renewables, filiale scozzese della società irlandese Airtricity ha posto in essere insieme a Alstom un progetto che “contribuirà significativamente al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Regno Unito nel settore delle energie rinnovabili”.

Schettino: "Ero io al comando" Il Gip dispone i domiciliari


L'interrogatorio in procura:
"Ho fatto il possibile. La mia manovra ha salvato molte vite"

«Ero io al comando della nave» al momento dell’impatto. Lo ha detto il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenutosi a Grosseto. Il comandante ha risposto alle domande di gip per circa tre ore al palazzo di giustizia di Grosseto per l'interrogatorio di garanzia dopo il fermo. Dopo ore confuse, in serata si è diffusa la notizia che il giudice ha deciso per gli arresti domiciliari.

Il comandante è entrato in tribunale da un ingresso laterale alle 9,40. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, è arrivato alle 11.30. I
Una folla di giornalisti, fra cui molti di testate estere, attende fuori dal tribunale l’esito dell’udienza e le decisioni del giudice Valeria Montesarchio. Stanno aspettando l’esito dell’udienza di convalida fuori dall’Aula del giudice per le Indagini preliminari anche la moglie, il fratello e un cugino del comandante Francesco Schettino. Schettino «rischia fino a 15 anni di carcere», e «al momento le accuse sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave», ha spiegato il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, titolare delle indagini.
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Iran: fonti israeliane al Sunday Times, Mossad autore assassinio scienziato nucleare


Iran: fonti israeliane al Sunday Times, Mossad autore assassinio scienziato nucleare
TEHERAN – Fonti anonime israeliane hanno detto al quotidiano londinese Sunday Times che il Mossad è stato il mandante dell’attentato terroristico costato la vita allo scienziato nucleare Mustafa Ahmadi Roshan. Secondo Press TV, fonti israeliane coperte dall’anonimato hanno detto che l’azione terroristica è stata esito di mesi di lavoro di spionaggio e che “gli attentati mirati” sono non un’alternativa ma “una premessa” del bombardamento degli impianti nucleari iraniani. Il quotidiano inglese sostiene che il monitoraggio dell’esperto iraniano Ahmadi Roshan, avveniva da una casa vicina, alcuni istanti prima del suo assassinio, tramite sistemi di spionaggio all’avanguardia. “Non c’è spazio per gli errori. Ogni piccolo errore non solo avrebbe messo a rischio la vita degli agenti ma si sarebbe trasformato in uno scandalo internazionale”, dice la fonte anonima israeliana che ha parlato al Sunday Times. Anche se Israele ha negato a livello ufficiale il coinvolgimento, l’Iran ha annunciato che i servizi segreti di Israele, Usa e GB si nascondono dietro l’attentato terroristico costato la vita al giovane studioso iraniano.

Italia: Ministro Terzi, 'bombe nucleari di Israele sono pacifiche'


Italia: Ministro Terzi, 'bombe nucleari di Israele sono pacifiche'
ROMA - Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ritiene che sia "molto basso" il rischio che Israele attacchi l'Iran e auspica che le pressioni occidentali possano costringere Teheran a fermare il suo programma nucleare che a suo avviso abbia “uno scopo militare". Il titolare della Farnesina pero’ non e' dello stesso parere nei confronti d’Israele che al contrario dell’Iran, non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tpn), non e’ un membro dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e non ha permesso mai all’Aiea di visitare i suoi siti nucleari. Israele che secondo le fonti occidentali e non, e’ in possesso di almeno 200 testate atomiche. Alla domanda se si facciano due pesi e due misure tra il nucleare di Teheran e la bomba israeliana, Terzi risponde che l'esistenza dell'ordigno di Tel Aviv "non e' mai stata dichiarata". In altre parole il ministro degli Esteri italiano prima dice di non sapere nulla dell’atomica israeliana ma all’improvviso cambia idea: “se comunque Israele l'avesse, avrebbe finalita' pacifiche".

VIDEO - Il movimento dei forconi: la Sicilia che insorge

In tutta la Sicilia è esploso il "Movimento dei Forconi": contadini, allevatori e trasportatori hanno bloccato le strade della regione in segno di protesta contro le conseguenze della crisi economica.
http://www.agoravox.it/Movimento-dei-Forconi-video-dalla.html

L’Arma dei Carabinieri verso lo scioglimento: sarà accorpata alla Polizia


L'Europa impone la smilitarizzazione della quarta forza armata e l'accorpamento dei Carabinieri alla Polizia di Stato.
I Carabinieri, in quanto tali, resteranno con un’aliquota destinata a supportare le nostre missioni all’estero con compiti di polizia militare. La notizia - che farà senz'altro discutere - proviene da una fonte sicura: il blog del sindacato SUPU (Sindacato Unitario Personale in Uniforme) che rimanda ad un articolo che non illustra i termini entro il quale sarà ultimata questa operazione, che probabilmente non è imminente, visto che governo emass media non ne hanno ancora parlato.
Con l'arma dei Carabinieri, che fu fondata dal Re nel lontano 1814, andrà in pensione un pezzo di storia italiana. Saranno in molti a dispiacersi di questa decisione per motivi "affettivi": la maggioranza dei Carabinieri in servizio, ma anche gli "ex", le persone vicine agli uomini dell'Arma e i sostenitori non ne saranno felici. Ma cerchiamo di capire cosa potrà comportare questa decisione, valutando le cose da un punto di vista obiettivo, partendo dal presupposto che molto dipenderà da come sarà gestita l'operazione di accorpamento dalle istituzioni.
La presenza di diverse forze dell'ordine è da valutare positivamente dal punto di vista "democratico": l'una dovrebbe (almeno teoricamente) vigilare sull'altra, "controllarsi" a vicenda nell'ambito del rispetto delle regole e delle leggi. Facendo parte tutti di un unico corpo è più facile, per esempio, che ci sia "omertà" nei confronti di un collega scorretto. La presenza di due distinti corpi di pubblica sicurezza conferisce inoltre meno potere ai vertici di ciascuno, piuttosto che accentrare tutti i poteri a una unica persona. Gli aspetti positivi invece potranno essere un migliore coordinamento degli uomini, e - se l'accorpamento sarà gestito nel migliore dei modi (su questo punto nutriamo forti dubbi) - un considerevole risparmio di risorse, o meglio l'ottimizzazione delle stesse.
Mentre alcune caserme cambieranno le insegne e resteranno operative, una parte potrebbe essere dismessa: in particolare quelle situate a breve distanza tra di loro, eventualità molto frequente. Anche il personale impiegatizio potrebbe essere ridotto: e questo potrebbe tradursi in un aumento del personale che pattuglia le strade per la sicurezza dei cittadini.
Con un solo corpo di polizia, dovrebbe esser sufficiente un numero inferiore di alti graduati. La speranza è che l'accorpamento delle Forze dell'Ordine sia occasione di riordino in modo da aumentarne l'efficienza e ottimizzare le spese, garantendo ai cittadini un servizio migliore, che si tradurrebbe anche in unmiglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori.
Casa originale di questo articolo

Mozione di sfiducia contro Passera E chiede di abolire i senatori a vita


Il Carroccio parla di "manifesta incapacità del ministro dello Sviluppo" e reclama le sue dimissioni. E presenta una proposta di legge costituzionale per abolire il potere del presidente di assegnare un seggio a Palazzo Madama a cinque cittadini italiani. La motivazione: "Mai più casi Monti". Ma intanto, nel partito, esplode una nuova lite tra maroniani e bossiani
 

ROMA - La Lega ha presentato in aula alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Lo ha annunciato il capogruppo, Marco Reguzzoni, davanti all'assemblea di Montecitorio chiedendo al presidente Gianfranco Fini una "convocazione urgente" della conferenza dei capigruppo per calendarizzarla. Nel testo si parla di "sfiducia nei confronti di Passera per manifesta incapacità di creare le condizioni per lo sviluppo economico del nostro paese". Reguzzoni ha anche fatto un'inaspettata apertura politica al partito di Antonio Di Pietro, invitando "l'Idv e tutti quelli che non vogliono una politica di sole tasse a valutare la mozione". 

Altra iniziativa leghista riguarda invece i senatori a vita di nomina presidenziale. Il Carroccio ne propone l'abolizione con un progetto di legge costituzionale che domani verrà presentato alla Camera dalla prima firmataria Manuela Dal Lago. La proposta, firmata anche da altri deputati del Carroccio tra cui il capogruppo Marco Reguzzoni, vuole abrogare il secondo comma dell'articolo 59 della costituzione, che dice che "il presidente della repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Il caso più recente che viene in mente è quello di Mario Monti, nominato senatore a vita da Giorgio Napolitano pochi giorni prima di ricevere l'incarico di premier.

E Dal Lago fa riferimento proprio al caso Monti nel suo articolato. "L'evoluzione del sistema elettorale - scrive - ha fatto sì che i senatori a vita abbiano in molti casi assunto un ruolo politico assai spiccato, fino a determinare grazie al loro voto addirittura la nascita stessa dei governi, in totale contrasto con l'origine dell'istituto. In tal modo, anche la posizione costituzionale di neutralità del presidente della repubblica, già in tensione per altre motivazioni, viene ad essere intaccata. La stessa nomina a senatore a vita di una personalità che a brevissima distanza di tempo da tale investitura è stata incaricata di formare il governo suscita molteplici perplessità, proprio in relazione al ruolo costituzionale del presidente della repubblica".
Dal lago sottolinea che "la prassi mostra che fino alla fine degli anni '50 i nominati venivano scelti tra personalità estranee alla vita politica mentre da quel momento in poi si cominciarono a nominare, con frequenza sempre maggiore, personalità strettamente legate al mondo politico, spesso con posizioni rilevanti all'interno dei partiti".

Bossi-Maroni, lite anche sui pullman. Maroni si può vedere gratis e Bossi no? Secondo indiscrezioni che infiltrano in ambiente leghista, le segreterie provinciali del Carroccio più vicine all'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, starebbero organizzando pullman gratuiti per andare al comizio dell'ex ministro domani a Varese. Gli stessi pullman, invece, secondo voci interne al partito, sarebbero a pagamento nel caso della manifestazione indetta da Umberto Bossi - domenica 22 a Milano - contro le liberalizzazioni del governo Monti. "Se la notizia venisse confermata, e spero di no - commenta un bossiano di ferro - il partito degli onesti che i maroniani pretenderebbero di incarnare partirebbe con il piede sbagliato". 

«Raspino» in gola e tosse da cosa possono dipendere?


Attenzione ai cambi di temperatura e agli umidificatori con profumi: irritanti per i soggetti asmatici.

Soprattutto durante la stagione invernale, nel passare dall’aria aperta a un ambiente chiuso, magari molto riscaldato, mi capita spesso di cominciare ad avvertire una sensazione di fastidio, che definirei una specie un «raspino» in gola. Allora, sento la necessità di schiarire la voce e, successivamente, inizio a tossire. Il tutto peggiora se l’aria della stanza è particolarmente secca. A volte, inoltre, mi manca un po’ il fiato. Ho provato, naturalmente, a utilizzare un umidificatore, tuttavia, quando metto in funzione l’apparecchio, avverto che i miei sintomi peggiorano. Di che cosa potrebbe trattarsi?
RispondeSergio Hararidirettore Unità Pneumologia, Ospedale San Giuseppe, Milano
Gli improvvisi cambiamenti di temperatura dell’ariapossono avere un’azione irritante sui bronchi, che possono reagire con fenomeni di tipo asmatico. La sensazione di «raspino» in gola, spesso descritta dai pazienti con disturbi respiratori, è il primo segno di questa irritazione, mentre la comparsa della tosse è spesso il primo sintomo dell’asma. Questa malattia può manifestarsi con diverse gradazioni e, soprattutto nelle forme più lievi, può non essere immediatamente riconosciuta. Non sempre, infatti, il malato avverte i classici sintomi dell’asma: mancanza di fiato, respiro sibilante, tosse.
Continua ...

Le telefonate della Capitaneria a Schettino «Comandante che fa, vuole tornare a casa?»


«Lascia i soccorsi? Torni subito a bordo». «Ma è buio e non vediamo nulla». «Si è salvato dal mare, ora passerà guai»

MILANO - All'1.46 di sabato mattina il comandante della Concordia Francesco Schettino riceve l'ennesima telefonata dalla Capitaneria di Porto. In linea c'è il comandante Gregorio Maria De Falco. La chiamata è concitata e i toni si scaldano rapidamente. Il Corriere Fiorentino ne ha diffuso l'audio (ASCOLTA). Ecco i passaggi più significativi:
De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?
Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco»
De Falco: «Mi dica il suo nome per favore»
Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante»
De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino...».
Schettino«Comandante le dico una cosa...»
De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?».
Schettino:
 «
In questo momento la nave è inclinata...».
De Falco: «Ho capito. Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E' chiaro?
Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un'anima di guai. Vada a bordo, cazzo!»
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Giglio: con ritrovamento tedesco in Germania dispersi scesi a 23

Grosseto, 17 gen. - (Adnkronos) - Sono scesi a 23 i dispersi nel naufragio della Costa Concordia, a seguito del ritrovamento in Germania di un tedesco dato per mancante all'appello. Difficile fare pero' un calcolo delle nazionalita' dei dispersi, visto che non sono stati ancora identificati i 5 cadaveri trovati oggi pomeriggio, appartenenti a quattro uomini e a una donna. Considerato che anche la sesta vittima - quella trovata ieri - e' tedesca, si puo' affermare che i tedeschi dispersi sono attualmente 12.