domenica 18 dicembre 2011

Il giudice antimafia. ''L'assedio alle toghe di chi voleva difendere i potenti e i loro amici''


assedio-alla-toga-web
Nino Di Matteo: “La politica mirava a colpire chi dava fastidio” 
All'interno VIDEO intervista a Nino Di Matteo a Che tempo che fa
di Francesco La Licata - 8 dicembre 2011

Nino Di Matteo è uno dei magistrati siciliani che da tempo scavano nel pozzo nero della storia della mafia e dei suoi agganci politico-istituzionali. È ovvio che - stando nelle umane cose - gli esiti delle diverse inchieste abbiano avuto destini differenti ed è normale che il suo lavoro si sia prestato ora al plauso, ora alle critiche. Comprensibile pure che, specialmente nei salotti della tollerante società civile palermitana, questo pubblico ministero spesso sia stato additato come «duro», se non addirittura «forcaiolo».
Un fatto, però, è certo: da lui sono passati i destini di tanti uomini pubblici travolti - qualche volta con decisioni contrastate - dal sospetto di collusione col nemico. Qualche nome, tra i più noti: Totò Cuffaro, il governatore siciliano oggi a Rebibbia con condanna definitiva, Bruno Contrada, l’ex capo della squadra mobile di Palermo prossimo a lasciare il carcere dopo una dura condanna, a Palermo non unanimemente accettata. Insomma una specie di castiga-potenti, il pm Di Matteo, con un compito ingrato: sostenere accuse poco nobili nei confronti di servitori dello Stato spesso considerati veri e propri eroi, come il generale Mori, il «capitano Ultimo», o il colonnello Obinu, carabinieri di un gruppo che vanta persino la cattura di Totò Riina.
Ora che si appresta a lasciare l’antimafia, costretto da una norma, Di Matteo mette mano a penna, ma per scrivere una requisitoria laica - un po’ da magistrato un po’ da cittadino che pensa - destinata non ad un collegio giudiziario ma a chi abbia voglia di approfondire i temi della giustizia. È nato così «Assedio alla toga» scritto col giornalista Loris Mazzetti, pubblicato dall’editore Aliberti.
Una requisitoria dura, dottor Di Matteo. Se la prende con tutti: politici, giornalisti, colleghi. Arriva a toccare le corde dell’allarme per la democrazia in pericolo.
«No, nessuna requisitoria. Non credo di aver il diritto di puntare il dito su nessuno, fuori dalle aule giudiziarie. Penso, però, di avere il dovere di intervenire su un tema cruciale e delicato, come quello della giustizia. E perciò dico senza mezzi termini che la riforma costituzionale proposta dal precedente governo mette a rischio il sacro principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, principio sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Per questo sarebbe auspicabile che non trovasse applicazione».
L’ex ministro Alfano, però, continua a difendere la riforma, contrastata - a suo dire - dalle spinte conservatrici e corporative della magistratura.
«Questi sono slogan politici. La verità è che la cosiddetta riforma non tende a migliorare la giustizia intesa come servizio ai cittadini, ma a normalizzare una magistratura che ha dato fastidio alla politica, portando alla luce gli intrighi delle varie caste e gli abbracci innaturali con la criminalità».
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Caso Orlandi: il fratello, verita' su Emanuela da' ancora fastidio a qualcuno

Citta' del Vaticano, 18 dic. (Adnkronos) - ''Se dopo 28 anni non si puo' ancora dire una parola sul rapimento di Emanuela Orlandi vuol dire che la verita' da' ancora fastidio a qualcuno, fuori e dentro il Vaticano''. E' quanto ha detto stamane Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, in Piazza San Pietro, dove si trovava insieme ad alcune centinane di persone per chiedere ''verita' e giustizia'' per Emanuela.

Conseguenze ...


Quei quattromila finti poveri che non pagano asili e atenei


Una famiglia controllata su tre imbroglia e ottiene sconti

ROMA - Ricchi nella realtà, poveri per lo Stato. E proprio grazie a questa finta indigenza migliaia di italiani sono riusciti a ottenere benefici per i figli - dagli asili nido gratuiti alle agevolazioni sulle tasse universitarie - per i parenti anziani con i servizi sanitari a domicilio. Ma anche riduzioni sulle bollette di luce e gas. Su circa 14.000 famiglie controllate nei primi 10 mesi di quest'anno, quasi 4.000 avevano illecitamente dichiarato di essere sotto la soglia minima fissata dalla legge. Vuol dire, una su tre. È uno dei dati più eclatanti che emerge dal rapporto annuale della Guardia di Finanza sugli sprechi della spesa pubblica. Si tratta del bilancio di un'attività diventata strategica nel momento in cui si cerca di risanare i conti dello Stato. A leggere i resoconti appare evidente come tra i settori in sofferenza nei quali si deve intervenire con urgenza effettuando un monitoraggio costante anche da parte delle stesse autorità di controllo, c'è quello della Sanità. Ma la cifra più eclatante continua a rimanere quella legata al danno erariale provocato dai dipendenti statali che commettono abusi, falsi o accettano mazzette: da gennaio a ottobre 2011 ha abbondantemente superato un miliardo e 700mila, sono ben 3.736 persone denunciate alla Corte dei Conti.
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Gli ultimi soldati Usa hanno lasciato l'Iraq


All'alba le truppe americane si sono spostate in Kuwait. Molti dei militari riusciranno a trascorrere il Natale in famiglia

Una colonna di blindati si prepara a lasciare Camp Adder, base Usa a sud di Nassiriya (Afp)Una colonna di blindati si prepara a lasciare Camp Adder, base Usa a sud di Nassiriya (Afp)
MILANO - Gli ultimi soldati statunitensi hanno lasciato l'Iraq domenica mattina all'alba, dirigendosi verso il Kuwait e completando così il ritiro dal Paese in cui erano penetrati quasi nove anni fa. Lo ha confermato un ufficiale statunitense. Il 20 marzo 2003 le forze statunitensi avevano invaso l'Iraq per rovesciare la dittatura di Saddam Hussein, poi giustiziato. Oggi, in Iraq restano 157 militari Usa con il compito di addestrare le truppe irachene e un contingente di Marines a guardia dell'ambasciata statunitense a Bagdad.
A CASA PER NATALE - Le poche migliaia di truppe che ancora si trovavano nel Paese sono partite durante la notte dalle due basi ancora attive, orario ritenuto più sicura. L'esercito americano secondo i programmi doveva lasciare il Paese entro la fine del 2011, ma gli ufficiali hanno deciso di anticipare i tempi e i voli sono programmati in modo che almeno una parte dei militari possa unirsi alle famiglie per le vacanze di Natale.
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Filippine: Croce Rossa, 569 vittime inondazioni ma dispersi sono 500

Manila, 18 dic. (Adnkronos) - Continua a salire drammaticamente il bilancio delle vittime delle inondazioni nelle Filippine. Il presidente della Croce Rossa locale, Richard Gordon, ha detto che le ultime stime parlano di 569 morti con ancora oltre 500 disperso. "Molte zone colpite non sono state ancora raggiunte dai soccorsi, potremmo arrivare ad un migliaio di vittime se non riusciamo a recuperare i dispersi", ha detto, precisando che sono circa 400mila le persone che necessitano aiuti nelle zone colpite nelle Filippine centrali e meridionali.

... E' dei nostri ...


PREZZI

Diversi livelli ...


Il PD non esiste!


Morte di papa ...


Il corpo torturato di un martire in Bahrain (immagini, visione non consigliata a persone sensibili)


MANAMA - Ecco quello che gli aguzzini della monarchia del Bahrain, regime alleato degli Usa, fanno con la gente che protesta e chiede liberta'. Tutto con complice silenzio dei media occidentali.
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http://italian.irib.ir/component/k2/item/100691-il-corpo-torturato-di-un-martire-in-bahrain-immagini-visione-non-consigliata-a-persone-sensibili

Che tempo che fa - 17/12/11 - Nino Di Matteo

Iran mette in mostra i droni abbattuti di Usa e Israele


Iran mette in mostra i droni abbattuti di Usa e Israele
TEHERAN - L'Iran ha intenzione di mettere in mostra i velivoli-spia di Israele e Stati Uniti abbattuti nel suo spazio aereo. Lo riferisce il Teheran Times, spiegando che le autorita' iraniane lavorano a una sorta di esposione a beneficio di ambasciatori e giornalisti stranieri, in un cui si potranno ammirare quattro droni israeliani e tre statunitensi che sarebbero stati abbattuti negli ultimi anni. Accanto ai velivoli, ci saranno le conquiste nazionali nel campo degli armamenti piu' sofisticati prodotti di recente dai tecnici iraniani. Un drone-spia Usa e' stato catturato il 4 dicembre nei cieli iraniani, poco lontano dal confine con l'Afghanistan. La tv iraniana ha poi trasmesso le immagini del velivolo senza pilota, del quale il presidente americano Barack Obama ha chiesto in persona la restituzione. Ma Teheran ha fatto sapere Washington prima deve scusarsi per aver violato lo spazio aereo iraniano calpestando il diritto internazionale. L'Iran ha quindi ribadito che non intende restituire il drone e che lo sta esaminando per apprendere e replicare le sue caratteritiche tecnologiche.

Usa, protesta degli 'Occupy Wall Street' (immagini)





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Usa: Obama firma legge finanziaria

(ANSA) - NEW YORK - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato in serata la legge finanziaria da circa un miliardo di dollari approvata dal Congresso. Evitando una temuta paralisi del finanziamento dell'attivita' dello Stato federale, i parlamentari repubblicani e democratici sono riusciti ieri ad approvare il pacchetto di misure della legge alla Camera dei rappresentanti, poche ore prima del termine ultimo previsto per la mezzanotte scorsa, e a farlo passare anche oggi in Senato.

sabato 17 dicembre 2011

FUOCO AL PRESEPE ???


C'è posta per tutti

Dodicimila alla marcia antirazzista Canti e preghiere per Mor e Modou


Gruppi sono arrivati da tutta Italia, per ricordare Mor e Modou. Casapound: «Non chiediamo scusa»

FIRENZE - Un lungo fiume che attraversa tutta la città, il corteo di per dire no al razzismo dopo la strage in cui Gianluca Casseri, estremista di destra, ha ucciso Modou Samb e Mor Diop. Un fiume di oltre diecimila persone (il segretario della Cgil Mauro Fuso azzarda: «Siamo in 40 mila»). La partenza, alle 15, è stata da piazza Dalmazia: la prima tappa della follia del killer, ragioniere armato di pistola Magnum 357, che ha freddato i due senegalesi. Già dalla mattina sono arrivate centinaia di persone nel luogo dove sono morti i due senegalesi. In molti hanno pregato con tappeti stesi a terra e letture del Corano. E come un pellegrinaggio si sono avvicinati all'angolo del ricordo dove sono stati lasciati altri messaggi, disegni fatti dai bambini, stelle di natale e ciclamini e rose bianchi. Le bancarelle del mercato hanno chiuso poco dopo l'una, anche in San Lorenzo sono rimaste chiuse.
IL LUNGO CORTEO - In testa al corteo ci sono il sindaco Matteo Renzi, il governatore della Toscana Enrico Rossi e il leader di Sel Nichi Vendola, arrivati insieme. Ci sono anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani (che dopo 20 minuti è uscito dal corteo, per poi rientrare dopo un'ora) e Rosy Bindi. Il portavoce della comunità senegalese Pape Diaw dice: «Da oggi niente sarà più come ieri», mentre la comunità senegalese intona un canto religioso. In prima fila gli amici di Modou Samb e Mor Diop che reggono le foto dei due senegalesi morti. Su un cartello oltre la foto di Modou ci sono le foto delle moglie e della figlia di 13 anni. «Tredici anni senza vedere la sua famiglia - c'è scritto accanto alle immagini - e il suo sogno si è fermato il 13 dicembre». «Non ha nemmeno visto la sua bambina una volta», racconta con le lacrime agli occhi uno degli amici. Accanto alla foto dell'altra vittima Mor Diop, la scritta: «Perchè ha scelto solo i senegalesi al mercato?». Dietro cartelli e striscioni della comunità senegalese fiorentina, ci sono i gonfaloni, in primo piano quello della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e della Provincia di Prato. Sfilano alla manifestazione oltre diecimila persone, ma è difficile fare una stima dei presenti visto che il percorso scelto è insolito; la Cgil parla di dodicimila presenze (8000 per la questura). Tanti i colori alla manifestazione, in particolare quelli della bandiera senegalese. In cosa alla manifestazione anche il Movimento di lotta per la casa che grida: «No al razzismo».
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Berlusconi non si è mai dimesso. Vi spiego perché


A chi quella sera del 12 novembre scorso ha festeggiato le dimissioni dell’ex Premier Berlusconi vorrei dire: forse non immaginavate e forse non avete ancora compreso bene che, se è vero che le dimissioni sono avvenute ed un governo tecnico oggi siede nelle poltrone del Parlamento, nella realtà dei fatti una regia nemmeno troppo occulta tiene i fili delle sorti Italiane ed ha un nome: Berlusconi.
Già poche ore dopo l’insediamento del nuovo governo tecnico, Berlusconi ed i suoi ebbero modo di dichiarare che, loro, quelli del Pdl, avrebbero potuto “staccare la spina” al Governo Monti quando più lo avessero ritenuto utile e necessario. Che poi – per ora – ciò non sia accaduto, poco male. Ma le parole hanno un senso. Sempre. E solo chi è sordo dentro poi, non ha nemmeno occhi per vedere.
Una conferma del fatto che, pur in una condizione che definirei piuttosto di “sospensione” - e non certo dellaDemocrazia, dal momento che in Italia sappiamo tutti essere solo una menzogna – di un percorso politico che era ed è tutt’ora ai confini della realtà e della fede di milioni di cittadini, ci viene ad esempio, dalla trasmissione “Ballarò” in onda tutti i martedì sera su Rai3.
Nella trasmissione del 13 dicembre infatti, si è potuto assistere ad una conferma del fatto che, se da un lato l’Italia è oggi governata da un pool di tecnici dall’altra è supervisionata dai soliti noti del precedente Governo. Avete presente la situazione della Federazione RussaPutin “abdicò” in favore di Medvedev, attuale Presidente russo, ma nella realtà dei fatti, ancor oggi ed è palese ormai a tutti, è Putin a tenere le fila della nazione e dei rapporti internazionali.
Lo stesso “giochetto” è ciò che sta accadendo qui da noi. Come scrivevo quindi, proprio durante la puntata di “Ballarò”, che fra gli ospiti ha annoverato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Fin qui, nulla di male. Il “problema” per gli italiani, è sorto dal momento che – chiamato a spiegare alcuni parametri della manovra Monti – egli ha avuto modo di ammettere di fronte alle telecamere ed che “il governo ha bocciato l’asta per le frequenze televisive perché questo ordinava il patto con Berlusconi”.
E quando l’Onorevole Di Pietro, presente in studio ha chiesto il motivo per cui “non è stata fatta l’asta sulle frequenze televisive” il sottosegretario ha trovato una sola, misera risposta“Non l’abbiamo fatta perché non l’abbiamo fatta”. “Il patto con Berlusconi”? Ma stiamo scherzando? Questo quindi conferma la strategia delle dimissioni di Berlusconi in tempo utile per non soccombere totalmente ai criteri di una opinione pubblica ormai al limite della sommossa civile.
Conferma la “lettera di intenti” inviata a Bruxelles non per proporre ma per imporre. Conferma inoltre, che piuttosto che operare autonomamente per il bene del Paese e dei suoi cittadini, anche il Governo Monti ha come priorità assoluta le regole della Casta. Ammettere, peraltro di fronte a milioni di telespettatori che sono contribuenti ed elettori, che il Governo attuale ha stretto “patti” con l’ex Premier decaduto per insolvenza nei confronti degli italiani, vuol dire ammettere una qualche sorta di corruzione in atto nel nostro Parlamento.
Tutto ciò con buonapace di noi Italiani, costretti anche adesso a Governo tecnico in corso, a dover subire non solo l’onta di una diseguaglianza esorbitante in tema di misure e pressioni fiscali che determina una volta in più la differenza fra comuni cittadini onesti e ricchi italiani in cerca di maggiori agevolazioni, ma che non toglie mano alla reiterazione di un danno, di un abuso, di una aberrazione: la Politica in italia è solo cosa loro. E spesso, fa rima con “Cosa nostra”.
Che sia Cosa nostra loro, o cosa loro e basta, a noi rimane solo una cosa: la torbida deduzione che in ogni caso, in ogni modo, “loro” avranno sempre ragione. Perfino se sprezzanti delle leggi e delle regole. Quelle stesse leggi e regole che a noi riducono alla schiavitù. A “loro” servono solo a bloccare la Nazione da qualsivoglia legittimo senso della difesa contro uno Stato iniquo e padrone delle vite di tutti noi.

Il (finto) ritiro dall’Iraq è il primo passo per un Medio Oriente sempre più americanizzato


1. Con le parole “Benvenuti a casa” Obama ha salutato il rientro degli ultimi soldati americani d’istanza in Iraq. Per la prima volta nella storia, uno Stato celebra in pompa magna la propria sconfitta in guerra.
numeri dell’Iraq dopo quasi nove anni all’insegna di questa scellerata campagna militare sono terribili, senza nient’altro da aggiungere. “Chiedete ad un qualsiasi iracheno se si sta meglio oggi o se si sentivano più sicuri sotto Saddam”, ha icasticamente affermato un veterano nel corso di un’intervista a Press Tv, ricordando i costi umani della guerra: 1,3-1,4 milioni di morti, 4 milioni di orfani, 5 milioni di rifugiati. Oltre ad un’intera generazione segnata dal trauma dell’occupazione.
I numeri degli USA non sono migliori: tra i 3.600 e i 4.400 miliardi di dollari di costi e oltre 4.500 soldati uccisi. Senza contare un tasso di disoccupazione tra i veterani del 12% (la media nazionale è il 9%), caso strano nel Paese che più di ogni altro è riuscito ad assicurare una seconda vita (nell’amministrazione, nelle università, o persino nei talk show) ai suoi eroi che dopo aver smesso la divisa.
Qual è il significato di fondo della disastrosa campagna irachena? Nel 2003 Bush decise di invadere l’Iraq per indurre l’Arabia Saudita ad aumentare la produzione petrolifera allo scopo di adeguarla al crescente fabbisogno interno degli americani. Oggi il prezzo del petrolio è quintuplicato rispetto a otto anni fa e la democrazia in Iraq ha portato al potere la maggioranza sciita, consegnando di fatto all’Iran un ampio margine di manovra nelle questioni interne del Paese. Il peggiore scenario possibile sia per Ryadh che per Washington.
2. Il ritiro americano lascia diverse questioni irrisolte. Oggi l’Iraq è un Paese frazionato e divisosecondo logiche di potere legate a questioni etnico-confessionali, guidato da un governo tacciato di corruzione e dispotismo ma incapace di sostenere le pressioni dei diversi attori sia interni che esterni.
Quanto al primo punto, il futuro politico di al-Maliki è legato ai recenti colloqui con la Casa Bianca e alle costanti pressioni del suo oppositore Alawi (qui un’analisi sui possibili scenari) nonché di Moqtada al-Sadr. L’oggetto del contendere verte su molti aspetti: su tutti, la presenza di formatori americani anche dopo il ritiro delle truppe d’occupazione e l’immunità nei confronti di questi.
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L'ultima notte al coffee shop Amsterdam fa il pieno di turisti


Dal prossimo anno per entrare nei locali che hanno reso famosa la città olandese servirà una tessera che sarà rilasciata solo ai residenti ed è boom di turisti per gli ultimi giorni di apertura a tutti

di CRISTINA NADOTTI
È pur sempre un momento storico e in tanti non vogliono perderselo. Amsterdam prevede che il 31 dicembre, per chiudere in bellezza il 2011, saranno molti più del solito i visitatori della città. Ad attirare almeno il 15 per cento in più di turisti non saranno i musei con i capolavori di Van Gogh o le illuminazioni suggestive dei canali, ma la possibilità di fumare l'ultimo spinello prima dell'entrata in vigore della nuova legge.

Nonostante la crisi e la necessità di stringere la cinghia, ci sarà chi potrà permettersi di essere parte della festa locale mangiando chicchi d'uva a Madrid, o scambiandosi maialini a Vienna e chi, soprattutto se ha tra i 18 e i 24 anni, sceglierà di salutare il nuovo anno in un coffee shop, celebrando per l'ultima volta il mito dell'Olanda permissiva e libertaria. Dal primo gennaio 2012 Amsterdam sarà un po' meno la patria della beedoogbeleid, la politica della tolleranza, perché non permetterà più che un gran numero dei turisti che la visitano ogni anno - si stima sia il 23 per cento circa - lo faccia soltanto per sballarsi in un coffee shop. La nuova legge, approvata tra mille polemiche e scontri tra il governo centrale e l'amministrazione cittadina, trasformerà i 220 locali dove è consentita la vendita di cannabis in club privati. Per fumare uno spinello si dovrà perciò essere soci del locale, ma per ottenere la tessera si è tenuti a dimostrare di risiedere legalmente in Olanda.
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http://www.repubblica.it/esteri/2011/12/17/news/coffee_shop_amsterdam-26752715/

Monti-pupazzo, ma i fili li tira Berlusconi

Monti-pupazzo, ma i fili li tira Berlusconi
Venerdì è stata approvata alla Camera la manovra finanziaria di Monti, in quella che sarà la sua versione definitiva, in pratica (al Senato è prevista la fiducia sul medesimo testo approvato dalla Camera). E quindi si può fare una valutazione. 
Considerando che Mario Monti è un economista di fama mondiale e che ha dato il suo nome ad una legge di economia, il giudizio non può avere attenuanti. E l'unica cosa che si può dire è che questa manovra fa semplicemente schifo: è stato fatto il peggio di quanto era possibile. Vediamo perchè.
Innanzitutto si è colpito con tutta la violenza (economica, ovviamente) possibile il ceto medio basso: l'Iva passata al 23% e l'aumento delle accise sui carburanti porteranno ad un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità stimabile intorno al 20% almeno nei prossimi tre mesi (aumento che non risulterà dai dati Istat, i quali "stemperano" questi aumenti dando più valore ad altri beni, quelli ad alta ed altissima tecnologia i cui aumenti saranno molto più contenuti perchè la loro è una dinamica dei prezzi che tende a scendere, dato che i prodotti diventano rapidamente vecchi e sono sostituiti da modelli migliori). Ed è ovvio che non vengono colpite alla stessa maniera le tasche di chi guadagna parecchio: dato che l'aumento è lo stesso, colpisce chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese, non chi guadagna decine di migliaia di euro al mese. 
La stessa cosa farà l'Ici, per la quale è stato organizzato un bel trucco in stile Berlusconi: si è parlato di quanto si risparmierà (200 euro più 50 euro per ciascuno dei primi quattro figli conviventi ed under 26), ma non del fatto che, con la rivalutazione degli estimi del 60%, anche le tasse rispetto al 2007 (ultimo anno in cui l'Ici è stata pagata) sono aumentate del 60%. E quindi la riduzione di 200 euro è come se fosse una riduzione di soli 100 euro circa. Per fare un paragone, con la vecchia Ici come si tagliavano 150 euro per la prima casa, quindi più di quanto si taglia adesso. Poi una cosa: una persona single spende circa il 60% in più rispetto a quello che spendono pro capite i componenti di una famiglia più numerosa, dato che il mercato è incentrato sulle "offerte famiglia" a discapito dei prodotti monodose. Perchè fargli pagare anche più tasse? Non viene spolpato abbastanza dal Fisco e dallo Stato? 
Il trucco alla Berlusconi, di deviare l'attenzione dai veri problemi, è stato attuato anche per quelli che sono stati propagandate come "le misure patrimoniali" o anche "adesso anche i ricchi pagano". Per esempio la tassa di stazionamento per le barche di lusso è una stupidaggine: ormeggiano fuori dal porto, ma in zona protetta e mandano a terra il gommoncino di cui sono dotati. Oppure pagano lo stesso: cosa si vuole che siano 500 euro in più per gente che i biglietti da 500 euro li usa per farci i coriandoli per le feste? E non si dica che sono colpiti dalla reintroduzione dell'Ici: non essendo a scalare (cioè è costante indipendentemente dal valore della casa) la tassa si comporta come l'Iva. Cioè colpisce più pesantemente i redditi più bassi, che non hanno soldi, che quelli alti, che possono permettersi di pagare con una alzata di spalle. 
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http://www.julienews.it/notizia/politica/montipupazzo-ma-i-fili-li-tira-berlusconi/96303_politica_0.html

Cairo, nove morti e centinaia di feriti Piazza Tahrir, militari costruiscono un muro


L' Esercito attacca l'ospedale da campo e la postazione di Al Jazeera. Parigi: «Eccessiva violenza militare»

MILANO - Torna il muro in Piazza Tahrir: mattone dopo mattone lo stanno costruendo i militari per fermare l'afflusso dei manifestanti nell'area simbolo della rivolta, la piazza che da venerdì ha ripreso a bruciare. Nove morti e centinaia di feriti, almeno 350, è tragico bilancio di nemmeno 48 ore di guerriglia urbana scatenata venerdì mattina dall'aggressione dei militari a un giovane manifestante. Con il suo nuovo muro in mattoni rossi che blocca l'accesso da via Qasr el-Ainy (un mese fa l'esercito era ricorso allo stesso espediente in un'altra strada) Piazza Tahrir torna al centro del mondo a un anno esatto dall'inizio della «Primavera araba», era il 17 dicembre del 2010 quando il venditore ambulante 26enne Mohammed Bouazizi si dava fuoco nei pressi di Tunisi.

PROTESTA - I manifestanti chiedono un immediato trasferimento del potere a un governo civile e contestano la nomina dello scorso mese del nuovo primo ministro, Kamal al-Ganzuri, da parte dei militari che guidano il paese da quando lo scorso febbraio è stato rovesciato il regime dell'ex presidente Hosni Mubarak.
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Voli della morte, ecco le prove fotografiche


Dagli archivi le immagini delle torture e degli omicidi con cui
i generali di Buenos Aires si liberavano degli oppositori

MILANO - Il corpo di una donna morta da venti giorni, il segno delle torture con l’elettricità, le onde che l’hanno trasportata dalle acque al largo di Buenos Aires alle coste dell’Uruguay, e ancora lo smalto alle dita dei piedi. La prima prova fotografica dei «voli della morte», con i quali la dittatura argentina (1976-83) ha eliminato migliaia di oppositori (si contano 30 mila desaparecidos), riemerge solo adesso dagli archivi della Commissione interamericana per i diritti umani. E diventa pilastro del mega-processo in corso sui morti all’Esma, la Scuola di meccanica della Marina, ai tempi del regime trasformata in centro clandestino di reclusione.
FOTO E MAPPE - Sul tavolo del giudice istruttore Sergio Torres c’è la «cartellina 37»: 130 fotografie, accompagnate dagli appunti presumibilmente di un perito uruguayano. E dalle mappe delle correnti che indicano il percorso lungo il corso del Río de la Plata verso l’Atlantico, a dimostrazione che si tratta di desaparecidos argentini, spogliati, legati, narcotizzati di Pentotal, caricati sugli aerei e lanciati in acqua per scomparire. Ne hanno parlato i sopravvissuti, in modo parziale, per quello che avevano potuto capire. Poi, nel 1995, dodici anni dopo la fine della dittatura, il militare «pentito» Scilingo ha consegnato la verità al giornalista Horacio Verbitsky, raccontata nel celebre libro «Il volo».
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Di Pietro, finalmente ok governo asta tv

(ANSA) - ROMA - ''Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non puo' toccare gli interessi di Berlusconi senno' il Pdl lo manda a casa, il governo si e' impegnato a mettere all'asta le frequenze televisive, invece di regalarle a Rai e Mediaset''. E' quanto scrive sul suo blog Antonio Di Pietro. ''E' merito dell'Italia dei Valori'', rivendica il presidente dell'Idv. Anche se, aggiunge, ''confesso che agli impegni del governo ci credo poco''.

Amianto fuori legge in Italia dal 1992. Killer silenzioso miete tremila vittime ogni anno

Torino, 17 dic. (Adnkronos) - Un killer che si nasconde in tubature, rotaie, rivestimenti di tetti e garage. E' l'amianto, che miete circa 3.000 vittime ogni anno in Italia, 1.200 per mesotelioma, il tumore 'marker' dell'esposizione a questo minerale. L'impiego dell'amianto è stato bandito dal nostro Paese da quasi vent'anni, ma ne restano nell'ambiente cinque quintali per ogni cittadino. L'Italia è stata il secondo Paese produttore europeo e tra i principali consumatori di amianto. Secondo le stime del Cnr e di Ispesl ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il territorio nazionale e un miliardo circa di metri quadri di coperture in eternit sui tetti.
Secondo il Registro Nazionale Mesioteliomi i più colpiti sono gli operai che lavorano la fibra, seguiti dai familiari e dagli abitanti delle zone vicine ai grandi centri di pericolo, come Casale Monferrato. L'Agenzia dell'Oms per la ricerca sul cancro (Iarc) classifica l'amianto come sicuramente cancerogeno per l'uomo, capace di provocare tumori della pleura (mesoteliomi), del polmone, della laringe e dell'ovaio.

Filippine: tempesta tropicale, oltre 430 morti

Manila, 17 dic. (Adnkronos) - Sono piu' di 430 le vittime della violenta tempesta tropicale che ha colpito la regione di Mindanao, nel sud delle Filippine, come riferisce la Bbc. Secondo Gwen Pang, esponente filippina della Croce Rossa, le citta' piu' colpite dalla tempesta Washi sono quelle di Cagayan de Oro e di Iligan, dove si contano al momento 215 e 144 decessi.


Musica: e' morta la cantante Cesaria Evora

Roma, 17 dic. (Adnkronos) - E' morta la contante di Capo Verde Cesaria Evora, conosciuta come 'la cantante scalza'. Evora, nata il 17 agosto 1941, si era recentemente ritirata dalle scene per motivi di salute ed e' deceduta in un ospedale di Capo Verde.