giovedì 2 febbraio 2012

Morta a 90 anni Margaret, moglie dello scrittore Carlos Castaneda


Margaret Runyan Castaneda in gioventù
GLENDALE, STATI UNITI – Margaret Runyan Castaneda, la poco conosciuta moglie americana dello scrittore dei misteri sciamanici, Carlos Castaneda, e’ morta a 90 anni passati di infarto: a renderlo noto e’ l’unico sopravvissuto della famiglia, C.J. Castaneda, figlio biologico di Margaret, adottato successivamente da Carlos.
Bella e anch’ella appassionata di misteri tra il misticismo e la metafisica, Margaret visse brevemente accanto al marito e di lei si sa poco.
Incontratisi a meta’ degli anni Cinquanta a Los Angeles, Margaret e Carlos formarono una coppia a prima vista improbabile – peruviano lui, ragazza del West Virginia lei – ma unita da una gran passione per il misticismo e la metafisica. Ma il matrimonio tra i due, celabrato nel 1960, duro’ solo 6 mesi, perche’ Carlos spariva nei fine settimana dicendo che andava a trovare lo sciamano.
A detta di Margaret, il famoso Don Juan, il mitico stregone messicano che avrebbe iniziato l’autore ai misteriosi poteri della mente attraverso viaggi allucinogeni alla mescalina, il protagonista di tutti i libri di Castaneda a partire dal famosissimo “A scuola dello stregone”, era in realta’ pura invenzione di fantasia.
In un volume pubblicato dopo il divorzio dal titolo “Un Viaggio magico con Carlos”, Margaret ha scritto che gran parte del fascino esercitato da Castaneda “e’ dovuto al semplice fatto che nemmeno le persone piu’ vicine a lui sanno chi sia veramente Carlos”. Della morte dell’ex marito avvenuta nel 1997, Margaret venne a conoscenza solo nel 1998, a funerali avvenuti. Quasi a coronare una vita di misteri e di realta’ parallele, il certificato di morte dichiarava infatti che Castaneda non era mai stato sposato.

Italia al gelo: scuole chiuse a Roma, treni in tilt, blackout in Toscana


Neve a Milano (Foto LaPresse)
ROMA – Tutta Italia al gelo e sotto la neve, immobilizzata dall’inverno, con treni fermi, cancellati o in ritardo e aeroporti chiusi o voli cancellati. La RegionePiemonte non pagherà a Trenitalia la quota dovuta per il servizio di questa settimana sulle linee regionali, oltre 200 mila euro. La RegioneLiguria ha denunciato Rfi e Trenitalia alla Procura della Repubblica di Genova per i disservizi del trasporto ferroviario e i disagi che gli utenti hanno subito ieri in Liguria. Secondo l’assessore ai Trasporti, Enrico Vesco, non sono state in grado di gestire la “preannunciata” emergenza maltempo.
In Piemonte circa 330 treni saranno soppressi  a causa del gelo: lo ha previsto Trenitalia, che ha alzato il livello di emergenza al ‘livello 2′ e ha deciso di fermare il 35% dei convogli che di solito circola in Piemonte. La decisione e’ stata presa per evitare che i treni subiscano danni a causa della neve e del freddo.
La Protezione civile dell’Emilia Romagna ha attivato lo stato di preallarme per neve e gelo per i comuni della provincia di Rimini e ha confermato lo stesso stato di preallarme, già emesso ieri, per quelli della provincia di Forlì-Cesena. Le previsioni dicono che la neve continuerà a scendere fino a sabato, con quantitativi ulteriori fino a 20-30 cm nelle aree di pianura e fino a 30-40 cm nelle aree collinari-montane. Le temperature si potranno abbassare fino a -8. Tre autobus del trasporto pubblico Atcm sono usciti di strada nel Modenese in mattinata a causa delle strade innevate e ghiacciate. Non ci sono stati feriti. A Bologna è stata prorogata fino alle 18 la sospensione degli arrivi all’aeroporto Marconi. Lo scalo resta aperto solo ai voli in partenza. In mattinata sono due gli aerei riusciti a decollare, uno il British Airways, partito alle 11.06 per Londra. Sono sette quelli in coda, con in corso lunghe operazioni di de-icing (rimozione di ghiaccio e neve dalle ali). Venticinque, secondo il sito del Marconi, i voli cancellati in giornata.
Venti forti e onde alte fino a 3 metri stanno flagellando il litorale delleMarche. Particolarmente colpite i tratti costieri ascolani di San Benedetto del Tronto e di Grottammare, dove le mareggiate hanno divorato un ampia fascia di spiaggia vicina alla pista ciclabile, quello maceratese di Porto Potenza Picena (Lidobello) e Porto Recanati. Qui sono state danneggiate alcune strutture balneari e turistiche. Anche sulla costa adriatica delle Marche, dopo l’entroterra, è previsto l’arrivo della neve nelle prossime ore.
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Moltiplicatori di soldi ai partiti: 1° Berlusconi, 2° D’Alema, 3° Amato


rimborsi elettorali
Lapresse
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di Alessandro Camilli

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ROMA – Quanto incassano i partiti in “rimborsi elettorali”? Molto più di quello che realmente spendono, e sono soldi pubblici, nostri. Dopo il referendum del 1993 c’è stata una corsa rigorosamente bipartisan a ribattezzare il finanziamento pubblico abolito per volontà popolare in rimborsi stabiliti per volontà parlamentare. E a via via rimpolpare quei rimborsi, dalle originali 1.600 lire per ogni italiano del 1993 ai cinque euro a testa del 2002. Ha cominciato Amato già nello stesso ’93, ha continuato D’Alema, non si è sottratto Prodi e ha concluso Berlusconi con una splendida doppietta. La storia del tesoriere della Margherita che ha candidamente sottratto 13 milioni di euro dalle casse del partito senza che nessuno se ne accorgesse, è la prova che i partiti, di soldi, ne hanno così tanti da non saperli contare.
Era appena passata Tangentopoli quando nel lontano 1993 gli italiani, attraverso un referendum, abolirono il finanziamento pubblico dei partiti. La decisione fu certamente emotiva, la cancellazione tout court dei fondi per le forze politiche lasciava oggettivamente delle questioni irrisolte ma, da allora, è partita una maratona che più che tentare di risolvere le suddette questioni ha di fatto puntato ad aggirare il referendum regalando ai partiti fiumi di denaro.
A dare il “la” è il governo Amato che, nell’aprile del 1993, introduce il “contributo per le spese elettorali”. All’epoca, 1600 lire per ogni italiano che risultava al censimento, compresi quelli che non avevano diritto al voto. Con questa norma le politiche dell’anno seguente, il 1994, portano nelle casse dei partiti 46,9 milioni di euro di oggi, e altri 23,4 arrivano con le europee che seguono di lì a poche settimane.
Passano 3 anni e Prodi, nel 1997, introduce la possibilità di destinare il 4 per mille a favore dei partiti, con uno stanziamento di 56,8 milioni l’anno. Ma una norma transitoria valida solo per il primo anno alza lo stanziamento a 82,6 milioni di euro nonostante le scarsissime adesioni dei contribuenti.
Ancora due anni e tocca a D’Alema che, nel 1999, definisce 5 fondi per il rimborso delle spese elettorali (elezioni di Camera, Senato, Parlamento europeo, consigli regionali e referendum). A questo aggiunge la modifica della quota “procapite” che passa da 1600 a 4000 mila lire. Più che raddoppiata ma, almeno, la base di calcolo viene ridotta e giustificata: non si tiene più conto dell’intera popolazione nazionale, ma solo degli iscritti alle liste elettorali della Camera. Con queste norme in caso di legislatura piena ogni anno vengono erogati ai partiti ben 193,7 milioni di euro. Ovviamente, stabilisce l’allora governo, è previsto che in caso di interruzione anticipata della legislatura il fiume di denaro venga sospeso. Le europee del 1999 costano alle casse pubbliche 86,5 milioni di euro; 85,9 le regionali del 2000; e 476,4 milioni di euro le politiche dell’anno seguente.
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Casta a Statuto Speciale: dalla Sicilia al Friuli, vitalizi e privilegi


ROMA – Un tour organizzato nelle fortunate regioni a Statuto Speciale è istruttivo perché rivela l’avanguardia, il non plus ultra della deriva di “casta”, il privilegio e lo spreco quali medaglie distintive di amministrazioni “diverse” costituzionalmente. Accompagnati dal Fatto Quotidiano, tour operator della gita, partiamo dal nord Italia della Valle d’Aosta sotto il regno di Augusto Rollandin, passando per le valli e i monti del Trentino Alto Adige con i sui 333 sindaci e il Friuli Venezia Giulia che di tagli non ne vuol sapere, prima di atterrare nella Sardegna che sponsorizza il Cagliari calcio e Mascalzone Latino e giungere infine nella Sicilia di Lombardo dove ogni siciliano spende cinque volte più di un lombardo vero per finanziare l’Assemblea più ricca del mondo.
E’ un fatto che, se la media della spesa per abitante per le Regioni è di 4.115 euro pro capite, ci sono record come quello della Valle d’Aosta (11.758 euro la spesa finale per abitante), le province autonome di Trento (9.082 euro) e Bolzano (7.486). Non è questione di Nord-Sud o di amministrazione rosse, bianche, verdi o blu. Perché in coda fra le Regioni che hanno un minore costo pro capite c’è il Veneto, settentrionale e leghista (3.067 euro la spesa finale regionalizzata per abitante), la rossa Emilia Romagna (3.158) e le Marche “rosa” (3.253).
Valle d’Aosta. L’attuale presidente Augusto Rollandin è soprannominato “l’Empereur”, qui regna incontrastata l’Union Valdotaine. Il Consiglio regionale conta 35 membri, 74 consigli comunali, 8 comunità montane, , 10 aziende pubbliche di promozione turistica, un consorzio Bim (bacini imbriferi, raccolta di acque piovane), una Compagnia valdostana acque, un Consorzio permanente degli Enti Locali, con un braccio operativo che riunisce i 74 sindaci, va da sé quasi tutti dell’Union Valdotaine, più un numero considerevole di partecipate. 1300 dipendenti, al netto di portaborse e collaboratori, su 128 mila abitanti. Un consigliere regionale si porta a casa 10 mila euro al mese. Privilegio esteso anche ai non eletti: l’assessore “tecnico” prende il 75% dell’indennità da consigliere, lo stipendio di assessore. due terzi della diaria, rimborso viaggi, per un totale di quasi 12 mila euro al mese.  L’eccezione linguistica? Il francese lo parla lo 0,9% della popolazione.
Trentino Alto Adige. Qui ci sono i presidenti di Provincia più pagati d’Italia. A Trento Dellai guadagna 21 mila euro al mese, meno comunque dell’omologo Durnwalder a Bolzano, in  testa con 25.620 euro. I due organi provinciali (35 membri a testa) compongono anche l’Assemblea regionale, la presidenza è a staffetta. Durnwalder prende più di Obama, ma non se ne cura: “Avessi io i cuochi, i sarti, due aerei privati e 4 miliardi per la campagna elettorale…” Alla Provincia di Trento hanno inventato il sistema delle “porte girevoli”: “Ai 7 consiglieri che diventano assessori subentrano i primi non eletti creando così una spesa aggiuntiva di circa 1,5 milioni l’anno” spiega un deputato dell’Idv. Stranezze: per i 70 anni di Durnwalder alcuni comuni hanno deciso di donare 10 centesimi per ogni abitante,  un contributo per le popolazioni affamate dell’Africa. La Corte dei Conti sta cercando di stabilire se i soldi raccolti provengano dai consiglieri e dagli assessori o siano stati attinti direttamente dalle casse comunali.
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Mossa dei pm contro la prescrizione in vista del processo Berlusconi-Mills


Sollevata una questione di incostituzionalità della normativa italiana. Ma non si farà in tempo

MILANO - I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto alla quarta sezione del Tribunale di Milano di sollevare una questione di incostituzionalità della normativa italiana sulla prescrizione (legge ex Cirielli) per incompatibilità con gli strumenti europei fatti propri dalla Carta costituzionale, a partire dalla convenzione Ocse sulla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri.
IL PROCESSO PER TANGENTI - L'eccezione è svolta in un processo per ipotizzate tangenti pagata dalla Saipem in Nigeria, di cui è in discussione la prescrizione collocabile l'altro ieri, ma la palese intenzione della Procura era che l'eventuale accoglimento dell'eccezione (con sospensione del processo in attesa della Consulta) potesse essere poi «speso» nel processo Berlusconi-Mills che è prossimo a prescrizione a metà mese. Tuttavia questo scenario non appare più realistico in quanto il Tribunale ha rinviato all'8 marzo già solo per le controdeduzioni delle difese, riservandosi una decisione in data ancora successiva.

Monti: «Il posto fisso non può essere a vita». E poi incita i giovani ad accettare le sfide della flessibilità


MILANO - «I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide». Così il presidente del Consiglio, Mario Monti intervenendo a Matrix su Canale 5 sui temi del lavoro e dei giovani. «La riforma sulla quale il ministro Fornero e tutto il governo adesso è impegnato - ha spiegato- ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa terribile fatica ad entrare o entra in condizioni precarie». E poi è tornato sull'articolo 18. «Non si può sintetizzare la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociale in si cambia l'articolo 18 o no. L'articolo 18 non è un tabù ma può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e per il lavoro dei giovani in alcuni contesti, può essere più accettabile in altri contesti».
PERIMETRO DEL GOVERNO - E poi ha indicato il perimetro di attività dell'esecutivo. «Questo governo ha compiti limitati e difficilissimi: rendere l'Italia migliore e più attraente a tutti -ha spiegato Monti- svolgiamo questi compiti osservando una distanza di rispetto dai partiti perchè ci sono temi importanti che non sono il cuore del mandato ricevuto». Quindi ha tenuto a precisare: «io ho opinioni personali ma non le considero parti della missione di governo. La cittadinanza, la bioetica, la legge elettorale, i regolamenti parlamentari, sono questioni che devono essere sciolte e dipanate dalle forze politiche». Monti ha concluso: «se, per soddisfare le coscienze dei membri del governo, entrassimo nell'agone del dibattito renderemmo più difficile l'appoggio di larga parte del Parlamento ai nostri sforzi».
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Neve, ancora difficile viaggiare in treno. Per i disagi la regione Liguria denuncia Trenitalia e Rfi



MILANO - Dal Piemonte alla Sicilia tutta la penisola resta ancora stretta nella morsa del gelo e della neve e rimane sempre molto difficile spostarsi in treno nonostante il piano messo in atto da Protezione civile, Autostrade, Ferrovie e Anas. Sonoinvece ripartiti, dopo quasi l'intera notte di fermo in mezzo alla campagna nei pressi di Forlì, due treni, Milano-Pescara e Milano-Ancona, attesi a destinazione con quasi dieci ore di ritardo. Le Fs hanno comunque fatto sapere che alle 8 tutte le linee erano attive, seppure con le riduzioni previste dal piano neve. Nessun problema invece per i treni ad Alta velocità.
DENUNCIATA TRENITALIA - Nonostante tutte le assicurazioni rimane problematica la situazione soprattutto in Emilia, Piemonte e Liguria dove la regione ha denunciato Rfi e Trenitalia alla Procura della Repubblica di Genova per i disservizi del trasporto ferroviario e i disagi che gli utenti hanno subito mercoledì. Secondo l'assessore ai Trasporti, Enrico Vesco, non sono state in grado di gestire la «preannunciata» emergenza maltempo.
EMILIA - La circolazione ferroviaria sta subendo ritardi e rallentamenti a Rimini come nel resto della regione, anche se sulle rive dell'Adriatico la neve che scende copiosa in collina si trasforma in acqua. Nella stazione del capoluogo romagnolo si registrano diverse cancellazioni, soprattutto per quanto riguarda alcuni treni a lunga percorrenza, mentre si registrano ritardi tra i 50 e i 100 minuti su diversi convogli che servono la dorsale adriatica. In particolare si registrano 120 e 100 minuti di ritardo per due treni che sarebbero dovuti giungere a Rimini da Bologna alle 8.03 e alle 8.37: ritardo di 50 minuti per altri due convogli in arrivo da Piacenza e da Bari e di 40 minuti per un treno in arrivo da Milano. Sul fronte della partenze, invece, sono stati cancellati tre treni: uno diretto ad Ancona, uno diretto a Bari e uno diretto a Bologna. Ritardo di 60 minuti per un altro treno in partenza per Piacenza, 50 minuti di ritardo per un treno diretto a Milano e 40 minuti di ritardo per uno diretto a Lecce. Tra ritardi e cancellazioni dettati dalla neve e dal gelo, partenza regolare per un Intercity diretto a Bologna: sul convoglio sono saliti un'ottantina abbondante di passeggeri. Nell'atrio della stazione riminese tante le persone sedute a terra tra le valigie in attesa del proprio treno, in particolare tanti giovani diretti al nord e al sud con treni a lunga percorrenza, tra i più penalizzati dalle difficili condizioni meteo nelle diverse regioni. Nutrite anche le file alla biglietteria, dove i passeggeri chiedono informazioni sui loro treni e sui loro biglietti.
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I 26 onorevoli che vogliono il vitalizio


Ben 15 sono ex parlamentari leghisti; poi due del PdL, ma c’è persino Rifondazione
Sono tre (Roberto Rosso e Giorgio Jannone del Pdl, Daniele Molgora della Lega) su un totale di 26 i deputati in carica che hanno presentato ricorso al Consiglio di giurisdizione della Camera contro la decisione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio di modificare il sistema previdenziale dei deputati. I restanti 23 sono tutti ex parlamentari, specialmente della XII legislatura, la maggior parte della Lega nord (ben 15 in tutto). Lo ha reso noto il presidente del Consiglio di Giurisdizione, Giuseppe Consolo (Fli), dopo la riunione di oggi in cui è stata fissata per il 18 aprile prossimoalle 13.30 la prima udienza pubblica.
LA CONVOCAZIONE – La prima seduta del Consiglio per entrare nel vivo dei ricorsi e’ convocata per mercoledi’ 18 aprile alle 12.30. Oggi c’e’ stata solo una riunione preliminare tra i tre componenti dell’organismo. Per presentare ricorso contro i tagli ai vitalizi, i deputati (o ex) hanno comunque ancora tempo fino a sabato 4. Gli onorevoli che si ‘ribellano’ contro il passaggio al contributivo e l’innalzamento dell’eta’ potrebbero quindi ancora aumentare.

Chi stupra in branco non va in carcere


La Cassazione: possibili le misure alternative
Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non e’ piu’ obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma puo’ applicare misure cautelari alternative. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, dando un’ interprestazione estensiva ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010.
IL CASO DELLA RAGAZZA – In base a tale valutazione, la Cassazione ha pertanto annullato una ordinanza del Tribunale del riesame di Roma, che aveva confermato il carcere – ritenendo che fosse l’unica misura cautelare applicabile – per due giovani (difesi dagli avvocati Lucio Marziale, Nicola Ottaviani ed Eduardo Rotondi) accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza del frusinate ed ha rinviato il fascicolo allo stesso giudice perche’ faccia una nuova valutazione, tenendo conto dell’interpretazione estensiva data dalla Suprema Corte alla sentenza n. 265 del 2010 della Corte Costituzionale.
LA LEGGE DI CONTRASTO – A partire dal 2009, con l’approvazione da parte del Parlamento della legge di contrasto alla violenza sessuale – nata sulla base di un diffuso allarme sociale legato alla recrudescenza di episodi di aggressioni alle donne – non era consentito al giudice (salvo che non vi fossero esigenze cautelari) di applicare, per i delitti di violenza sessuale e di atti sessuali con minorenni, misure cautelari diverse e meno afflittive della custodia in carcere alla persona raggiunta da gravi indizi di colpevolezza. Investita della vicenda, la Corte Costituzionale, nell’estate del 2010, ha ritenuto la norma in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (liberta’ personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione e ha detto si’ alle alternative al carcere ‘nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure’.
PRINCIPI INTERPRETATIVI - Ora la terza sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza n.4377/12) ha stabilito che i principi interpretativi che la Corte Costituzionale ha fissato per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni sono ‘in toto’ applicabili anche alla ‘violenza sessuale di gruppo’ (art. 609 octies codice penale), dal momento che quest’ultimo reato ‘presenta caratteristiche essenziali non difformi’ da quelle che la Consulta ha individuato per le altre specie di reati sessuali sottoposti al suo giudizio. ‘Unica interpretazione compatibile’ con i principi fissati dalla sentenza della Corte Costituzionale – ha concluso la Cassazione – ‘e’ quella che estende la possibilita’ per il giudice di applicare misure diverse dalla custodia carceraria anche agli indagati sottoposti a misura cautelare’ per il reato di violenza sessuale di gruppo. (ANSA).

Crisi, firmato il trattato sul fondo salva-Stati

Bruxelles, 2 feb. (Adnkronos/Aki) - E' stato firmato dai rappresentanti permanenti presso la Ue dei 17 paesi dell'eurozona il trattato istitutivo del fondo salva stati permanente, l'Esm (European Stability Mechanism). Lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.
Il fondo salvastati permanente, il cui obiettivo è che entri in vigore a luglio 2012, un anno prima rispetto a quanto era stato originariamente previsto, "contribuirà ad accrescere la fiducia e ad assicurare la stabilità finanziaria nell'eurozona", in quanto, sottolinea Van Rompuy, "crea una protezione antifuoco permanente con un ampia gamma di strumenti a disposizione e una forte base finanziaria per salva guardare la stabilità finanziaria".
L'Esm nasce con una potenza di fuoco disponibile di 500 miliardi di euro, che possono essere prestati ai paesi in difficoltà dell'eurozona. Il capitale è costituito da 700 miliardi di capitali sottoscritti di cui 80 in quote cash e 620 in quote 'callable'. La capacità totale sarà però rivista in occasione del prossimo vertice Ue che si terrà il primo marzo.
Come stabilito nel trattato sul Patto di bilancio siglato lunedì a Bruxelles, il ricorso all'assistenza finanziaria tramite l'Esm sarà condizionato, a partire dal primo marzo 2013, alla ratifica del "Fiscal compact" da parte dello stato membro dell'eurozona che richiede di farne uso. "I due nuovi trattati sono entrambi elementi della strategia per superare la crisi del debito pubblico nell'eurozona", ha concluso Van Rompuy.

Ritrovati vestiti di Domnica nella cabina di Schettino


La giovane moldava per sei ore in caserma: «Io affascinata dal comandante, si è comportato da eroe»

MILANO - Indumenti e vari capi di abbigliamento, oltre a un beauty-case. Sono questi gli oggetti appartenenti a Domnica Cemortan trovati dai sommozzatori nella cabina dell'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. È quanto si apprende da fonti investigative.
AMICA DI SCHETTINO - La ragazza 25enne moldava mercoledì è stata interrogata per sei ore dai pm di Grosseto come persona informata sui fatti e il ritrovamento dei suoi effetti personali era emerso da alcuni giorni, ma tenuto riservato dagli inquirenti. Alla domanda sul perchè ci fossero suoi effetti personali nella cabina, la Cemortan avrebbe così risposto agli inquirenti: «sulla nave ero amica di tutti». Ai magistrati, secondo quanto appreso, avrebbe fornito risposte interessanti anche sugli attimi precedenti e successivi all'impatto della nave contro gli scogli, confermando di trovarsi in plancia già da prima del naufragio. La Cemortan ha riferito agli inquirenti di essere amica di Schettino e di altri ufficiali. Domnica Cemortan durante il lungo colloquio con i pm ha rimarcato, tra l'altro, la sua ammirazione nei confronti di Francesco Schettino.
«UN DEBOLE» - Un vero e proprio debole per il comandante della nave di cui la giovane moldava avrebbe anche parlato ai pm, sottolineando che per lei Schettino, comportandosi da eroe, ha salvato centinaia, se non migliaia di vite nel mare dell'Isola del Giglio, cosa che del resto lei stessa aveva già detto in un'intervista ad una tv del suo paese. Anche il fascino esercitato da Schettino su Domnica Cermotan sarebbe stato tra gli argomenti trattati nel colloquio.

Idv,ecco proposta riforma finanziamento

(ANSA) - ROMA - Nel giorno in cui in Parlamento ancora infuria la polemica sul caso del tesoriere Luigi Lusi che si sarebbe appropriato di 13 milioni de La Margherita, l'Idv annuncia in una conferenza stampa di aver presentato un disegno di legge per disciplinare il finanziamento ai partiti. ''Vogliamo evitare il ripetersi di quanto accaduto ora'', avverte il leader Antonio Di Pietro. Tra le misure proposte, la condanna fino a sei anni di carcere per i trasgressori.

Sì a responsabilità toghe, governo battuto. Severino: Senato corregga. Anm: ritorsione

(Adnkronos)
Roma, 2 feb. (Adnkronos/Ign) - A scrutinio segreto, con 264 voti a favore e 211 contari, con il parere contrario del governo, la Camera ha approvato l'emendamento alla legge comunitaria, presentato dal leghista Gianluca Pini, che prevede modifiche relative alla responsabilità civile dei magistrati.
La norma prevede che "chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale". La commissione a maggioranza aveva espresso parere contrario e lo stesso il governo.
Il voto di oggi ha spaccato la maggioranza che sostiene il governo Monti, attraversando trasversalmente tutti i partiti. L'emendamento non sarebbe infatti passato se solo l'ex centrodestra, i 6 Radicali eletti nel Pd e al limite tutti i 20 deputati del Misto avessero votato sì. Conseguentemente l'approvazione è arrivata grazie all'apporto di franchi tiratori, probabilmente da ricercare tra gli esponenti del Terzo polo e del centrosinistra in generale.
In merito all'approvazione dell'emendamento, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà sottolinea: "Non credo che porterà problemi alla maggioranza".
Il ministro della Giustizia, Paola Severino, commenta così l'esito del voto: "Prendo atto, come sempre, della volontà del Parlamento. Confido però che in seconda lettura si possa discutere di come migliorarlo- aggiunge - perché, interventi-spot su questa materia, possono rendere poco armonioso il quadro generale. Lo ripeto - conclude il ministro della Giustizia - un provvedimento compessivo sarebbe stato preferibile".
A reagire è anche l'Associazione nazionale magistrati secondo cui la norma sulla responsabilità civile è ''incostituzionale '', una ''ritorsione contro la magistratura'' e l'Anm ''valuterà ogni iniziativa per contrastare questa mostruosità giuridica'', avverte il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Si-a-responsabilita-toghe-governo-battuto-Severino-Senato-corregga-Anm-ritorsione_312931167034.html