martedì 15 gennaio 2008

L'Italia condannata da Strasburgo Per le lettere ricevute da Bagarella

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia per le modalità con cui sono stati eseguiti i controlli sulle lettere ricevute in carcere da Leoluca Bagarella. Il boss mafioso, detenuto nel carcere dell'Aquila, dove sta scontando una pena all'ergastolo, si è rivolto a Strasburgo il 15 aprile 2004, lamentando condizioni carcerarie "disumane e degradanti" e la violazione dei suoi diritti rispetto alla corrispondenza e alla vita familiare. La Corte, all'unanimità, ha concluso in una sentenza resa nota oggi che è stato violato l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo ed ha giudicato che il fatto di averlo constatato sia di per sé "sufficiente soddisfazione" per il danno morale subito da Bagarella al quale è stata riconosciuta l'assegnazione di 4.000 euro per le spese sostenute. Il controllo della corrispondenza, si sottolinea nella sentenza, è stato ordinato dal giudice in base all'articolo 18 della legge sull'amministrazione penitenziaria. La Corte europea "ha constatato a più riprese che il controllo della corrispondenza fondato su questa disposizione ignora l'articolo 8 della Convenzione" perché "non si regolamenta né la durata delle misure di controllo della corrispondenza dei detenuti, né i motivi che possono giustificarli e non si indica con sufficiente chiarezza l'estensione e le modalità del potere di valutazione delle autorità competenti". Continua ... http://www.ateneonline-aol.it/080115red_anto5.php

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