venerdì 1 aprile 2011

L'Aquila anno zero "Così ci hanno rubato la città"

A due anni dal terremoto viaggio nel cuore della città abruzzese ancora tutta da ricostruire. Sfumate rabbia e speranza, regnano la rassegnazione e la depressione. E il sindaco avverte: la comunità muore

di JENNER MELETTI
L'AQUILA - Mario Ianni, 75 anni, sta passeggiando con il suo Rocky. "È una fortuna, avere un cane. Almeno sei costretto ad uscire di casa. Gli altri anziani stanno tutto il giorno davanti alla tv. E che dovrebbero uscire a fare? Qui è tutta una desolazione". New town di Bazzano, quasi duemila abitanti. È vero, alla mattina - dopo la partenza di chi ha la fortuna di avere ancora un lavoro - in giro ci sono solo anziani che fanno fare la passeggiata al loro amico. "Io ho sempre vissuto in mezzo alla gente: per 37 anni ho avuto una bancarella in piazza Duomo. Abitavo in via Pastorelli. Ci sono tornato l'altro giorno: sulle scale e sui letti ci sono ancora i mattoni rotti, come il 6 aprile 2009. Dieci mesi in albergo a Pineto, poi un letto nella caserma Campomizzi. Da agosto sono qui, con mia moglie. In hotel e in caserma almeno stavi in compagnia. Qui devo prendere la macchina anche per andare a bere un caffè o a comprare il pane. La desolazione è grande perché non sai quando tutto questo finirà. Alla mia età, non credo che riuscirò a tornare a casa mia".
Continua ...

Nessun commento:

Posta un commento