sabato 24 settembre 2011

Caso Tarantini: Berlusconi da “parte lesa” a “indagato”? Nuovo reato: premier, istigatore di bugie dette ai giudici

Caso Tarantini: Berlusconi da “parte lesa” a “indagato”?
ROMA - Ad oggi, nell’inchiesta Lavitola-Tarantini, il ruolo di Silvio Berlusconi è stato quello di “parte lesa”. Ma questa posizione, a quanto pare, potrebbe mutare radicalmente, al punto tale che il premier potrebbe passare ad essere “indagato”. In altre parole, Silvio Berlusconi da vittima di un ricatto rischia di diventare indagato, in quanto istigatore di bugie riferite ai giudici. Nello specifico, il Cavaliere potrebbe finire nel registro degli indagati perché avrebbe indotto Giampaolo Tarantini a tacere, o comunque a rilasciare dichiarazioni false, dinanzi alle autorità giudiziarie. Il reato che si sta venendo a delineare sarebbe, quindi, quello di “induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (un illecito sanzionato dall’articolo 377 bis del codice penale). Ipotesi, quest’ultima, che qualora dovesse essere confermata non solo peggiorerebbe di non poco la posizione del premier, ma farebbe assumere all’inchiesta Lavitola-Tarantini un aspetto nuovo e diverso da quello iniziale. Per il momento si tratta, però, soltanto di un ipotetico scenario che si starebbe delineando nell’inchiesta riguardante l’estorsione operata ai danni del presidente del Consiglio, e, nonostante tale notizia sia riportata oggi da numerose testate giornalistiche, che la danno quasi per certa, manca allo stato attuale una conferma ufficiale e definitiva. Questa mossa a sorpresa dei pm potrebbe comunque riaprire la partita: non ci sarebbe più soltanto l’estorsione, i magistrati di Napoli avrebbero un reato da contestare a Silvio Berlusconi e questo rimetterebbe in discussione pure la questione della competenza territoriale.

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