venerdì 23 dicembre 2011

“In Israele le donne devono essere più modeste”


Mentre il mondo si preoccupa della tolleranza dei governi arabi, la situazione nel paese ebraico peggiora
Il mondo negli ultimi mesi è preoccupato dalla possibilità che i nuovi governi figli della primavera araba possano ridurre le libertà civili, specie per le donne. Il Guardian decide di guardare oltre il mondo arabo e di preoccuparsi di un vicino che per anni ha vantato una supposta superiorità morale, scoprendo un gigante dai piedi d’argilla, in cui si chiede alle donne di vestirsi con “modestia”. Stiamo parlando di Israele.
LINEA MODESTA – La scorsa settimana, il giornale israeliano Haaretz ha parlato dell’introduzione nella città di Sderot di un codice di abbigliamento, nel quale è specificato che le donne devono vestirsi in maniera “modesta”. Questo codice è figlio di un gruppo religioso ultraortodosso, economicamente molto potente, che ha raccolto subito l’adesione di 20 negozi della città a sud del Paese. I religiosi non hanno minacciato alcun boicottaggio nei confronti di chi non avrebbe recepito la direttiva “maniche lunghe”, eppure la sua potenza economica ha spinto i negozianti ad adeguarsi. Una coercizione religiosa.
DIVISIONI PER GENERE – Negli ultimi tempi i religiosi hanno reclamato la necessità, da parte degli uomini, di stare lontano da cerimonie militari in cui ci siano delle donne a cantare. Questo fa la somma coi tentativi di cancellare i visi femminili dai cartelloni pubblicitari e dalla volontà di istituire file divise per genere nei negozi. La scorsa settimana è tornata di moda anche la divisione sessuale sui pullman. Una donna si è rifiutata di mettersi in coda a un mezzo nonostante le richieste dell’autista e di un agente chiamato per risolvere la questione. L’intenzione è di rendere le linee del paese simili a quelle destinate agli ultraortodossi, divise ormai per sesso da anni. Neanche la Corte Suprema israeliana è riuscita a cambiare le cose.
Continua ...

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