Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
sabato 3 settembre 2011
Usa e Gb: la gente pensa che l'11/9 e' stato un "lavoro interno"

WASHINGTON - Un americano su sette sostiene che il suo governo era dietro gli attacchi dell’11 settembre 2001.
Lo rivela un sondaggio effettuato dal Daily Mail second cui questa e' l’opinione diffusa anche tra i cittadini britannici. Il giornale ha intervistato 1.000 persone facendo questa domanda: "L’11/9 e' stato l’opera di al-Qaeda? Oppure era frutto di un vasto complotto di cui faceva parte il governo degli Stati Uniti?". Secondo il sondaggio il 14% dei cittadini statunitensi e il 15% dei britannici ritiene che il George W. Bush ha messo in scena gli attentati mentre l’idea piu' comune tra il il 24% giovani di eta' compresa tra i 16 e 24 anni, e' quella che gli attacchi a Torri Gemelle e al Pentagono siano stati un ‘inside job’.Gordon Duff, marine veterano del Vietnam, ha paralto dell’11/9 durante un'intervista con la Press TV. “E 'molto doloroso per gli ex militari degli Stati Uniti sapere che il loro governo era responsabile di quel disastro. I nostri politici continuano mentirci”, ha detto Duff, adesso un noto giornalista per le frequenti partecipazioni a discussioni politiche in programmi radio e Tv e per gli articoli che appaiono nelle maggiori testate di news sul web. È stato un diplomatico presso le Nazioni Unite, in veste di esperto in questioni di difesa militare. Attualmente e' l’editore capo della nota testata online Veterans Today.
L'ira di Berlusconi contro Bruxelles "Il problema è Giulio, non garantisce più"
Il Cavaliere: ho chiarito con Merkel e Barroso. Allarme del Colle. della manovra Il timore che la Bce non intervenga più nell'acquisto dei titoli di stato italiani. Palazzo Chigi torna a studiare l'ipotesi di alzare l'Iva per coprire tutti i saldi di CARMELO LOPAPA

Il nuovo lessico del premier da regressione a grottesco tramonto
La frase del Cavaliere: "Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate, ma non me ne fotte niente. Io tra qualche mese me ne vado via da questo Paese di merda, di cui sono nauseato" di FILIPPO CECCARELLI

SALUTE: LAZIO SU TBC, OGGI 13 NUOVI NEONATI POSITIVI. 109 IN TOTALE
La segretaria tradisce B.
Marinella Brambilla ha raccontato di aver dato soldi a Lavitola e Tarantini
Le foto erano in realtà soldi. Nelle tre ore in cui è stata ascoltata in Procura come persona informata dei fatti dai sostituti Vincenzo Piscitelli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock, Marinella Brambilla, segretaria storica di Silvio Berlusconi, ha ammesso che le foto di cui si parlava, da stampare e ritirare, erano in realtà soldi. Ne parla Fulvio Bufi sul Corriere della Sera:
Un linguaggio in codice, ritengono i magistrati, che tenta di nascondere il vero argomento di quelle telefonate: i soldi estorti a Berlusconi. Quei cinquecentomila euro che il premier avrebbe pagato, oltre a ripetuti versamenti di ventimila euro almese, per evitare che Tarantini cambiasse strategia difensiva nel processo per sfruttamento della prostituzione in cui è imputato a Bari, provocando così la diffusione di nuove rivelazioni circa i rapporti del premier con le escort che l’ex imprenditore barese gli procurava per le feste a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa.Capire Fido e comunicare con lui. Lezioni di 'lingua' all'asilo per cani di Roma

Manovra, si salvano le feste laiche
venerdì 2 settembre 2011
Indigniamoci ma non fermiamoci
di Giorgio Airaudo.
Indignarsi non basta ma cominciamo a farlo!
La manovra non è solo sbagliata perché non prevede la possibilità di investimenti per il rilancio dell’ economia, non è solo ingiusta perché colpisce i soliti cittadini che pagano tutte le tasse (tra questi tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati) e mantengono il sistema pubblico di questo paese e la sua coesione sociale, ma è anche inutile e vendicativa.
Inutile perché non affronta strutturalmente il problema del debito proponendo, ad esempio, agli italiani un nuovo patto fiscale in cui tutti progressivamente paghino le tasse a partire da chi ha di più, azzerando evasione ed elusione fiscale. Vendicativa perché continua ad accanirsi sulle nuove generazioni espropriandole definitivamente della possibilità di avere prima o poi un contratto nazionale di lavoro che dia un minimo di certezza e di sicurezza nel lavoro e nella vita, perché svuota l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori aprendo la strada ai licenziamenti a maggioranza, per accordo sindacale, facendo pagare a tutti i lavoratori Italiani le promesse d’investimento della ex azienda nazionale Fiat.
Il 5 settembre, quando dovrebbe essere quasi concluso l’iter della manovra al Senato e dovrebbe iniziare la discussione alla Camera dei deputati, la Fiom-Cgil, come annunciato, promuove l’occupazione simbolica di alcune piazze per far sentire la voce dell’indignazione dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori privati e pubblici, dei pensionati e dei giovani, precarie e precari per questo furto di futuro. Ci troveremo a partire dalle ore 18 in piazza Carignano a Torino (sede del primo Parlamento italiano), davanti alla borsa di Milano, a Bologna e in altre città italiane, mentre il 6 toccherà a Roma in piazza Navona
E’ ora di farci ascoltare unendo le differenze di tutti quei movimenti che resistono nella crisi, che cercano soluzioni alternative per uscire dalla crisi con giustizia ed equità . Dobbiamo farci ascoltare! Dobbiamo immaginare di durare e di ritornare anche in modo permanente e continuativo nelle nostre piazze, con appuntamenti settimanali o giornalieri, facendole vivere anche tutta la notte.
Il Parlamento deve sentire la presenza e le richieste delle italiane e degli italiani mentre discute, non possono decidere da soli! Serve un’alternativa che non usi l’ emergenza per colpire i più deboli e limitare diritti e libertà come vuol fare la manovra economica e in particolare l’articolo 8.
Queste iniziative possono incontrare i sindaci e le loro comunità lasciate sole e disarmate nella crisi, far incontrare la generazione di chi ha costruito la democrazia del nostro paese anche con il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno che non valgono meno delle riconosciute feste religiose, con i giovani di San Precario e ancora accompagnare e dare continuità allo sciopero generale della Cgil del 6 settembre che non è un “rituale” isolato ma il possibile punto di partenza di un cambiamento, di un’alternativa di governo necessaria.
Il protagonismo, la partecipazione del popolo dei referendum sui beni comuni, che si è protratta in mille dibattiti estivi molto partecipati, deve e può farsi pratica sociale e soggettività politica, supplire alla fragilità dell’opposizione, ridare linfa all’esausta nostra democrazia. Facciamolo, indigniamoci adesso! E non fermiamoci, non basta!
INTERCETTAZIONI: DONADI, STRUMENTO INDISPENSABILE CONTRO MAFIE E CASTA
Drill, Obama, drill
Impennata di nuove perforazioni di petrolio sotto l’amministrazione di Barack. Cresce il malcontento nel mondo ambientalista
Trivella, Obama, trivella, si potrebbe scherzosamente affermare. Si perché nel 2010 negli Stati Uniti le perforazioni petrolifere sono schizzate in alto con una straordinaria crescita del 60%, il numero più alto dal 1987, da quando Baker Hughes Inc., una delle maggiori società del mondo operante nel settore dei servizi petroliferi, ha cominciato a tenerne traccia.
Inchiesta Tarantini, pm di Lecce aprono indagine sull’operato della procura di Bari
Gianpi Tarantini
Cosa c'e di Interessante sulla casta italiana nell'archivio di Wikileaks
Ecco le telefonate tra Berlusconi e il (latitante) Lavitola – Testo integrale
La Repubblica ha pubblicato il testo integrale delle telefonate tra Silvio Berlusconi e il direttore dell’Avanti, attualmente latitante Valter Lavitola, un documento di straordinario valore, da diffondere:
Berlusconi: «Eccomi.. ciao.. dimmi».
V.: «Allora.. buona sera… senta.. io.. come le ho scritto. Ce l’ha la nota che le ho fatto?».
B.: «Sì sì, l’ho letta almeno».
V.: «Allora.. guardi.. dottore.. a comprova di questo.. ci sta il fatto di ieri… sui giornali… che Bisignani».
B.: «Ma non capisco… perchè io… mi debba occupare di queste cose… scusa… io non c’entro niente… sono lontano da tutto.. ma perchè devo stare a parlarne?».
V.: «Dottore… ma come.. perché… devo starne a parlarne?… «
B.: «E scusami… non ho niente a che vedere con questa storia… Bisignani l’ho conosco da lontano.. l’avrò visto una volta in vita mia… Perché m’hai telefonato?».
V.: «Ma non c’entra nulla il telefonato.. questo stronzo qua.. sapeva sempre in anticipo.. le questioni che potevano riguardare lei… e anche per quelle robe che potevano riguardare me… dalla questione di Fini… in avanti.. fino agli ultimi giorni.. quando lui le disse.. quando Letta le disse che io ero il centro di questa cosa… E invece era Bisignani… io le dico una cosa… questo qui.. secondo me… ci stanno due ipotesi. La prima.. lei la esclude.. giustamente che Letta potesse in qualche modo essere d’accordo con questo, e la cosa è da escludere. Ma l’altra cosa che non è assolutamente da escludere, è che questo delinquente qui strumentalizzasse Letta. Allora siccome questo adesso finirà nei guai fino al collo perché come ci sono le anticipazioni di oggi già sui giornali… Questo lo rimettono in carcere, questo qui che è un mascalzone, andrà a raccontare.. tutte le vicende di Letta… che è riuscito a sapere».
B.: «Ma non sa niente delle vicende di Letta… (incomprensibile). Perché Letta è la persona più pulita e più onesta del mondo, quindi.. io non ho.. nessun timore di nulla… che riguardi Letta».
V.: «Dottore… Bisignani è senza dubbio uomo di Letta. Tramava contro Berlusconi.. e teneva rapporti operativi con nemici vero.. forse veri… Bocchino, D’Alema, Montezemolo».
B.: «Teneva rapporti con tutti.. non.. con ogni mio nemico.. Non ha mai fatto niente.. contro di me».
V.: «No.. dottore.. non è così.. È credibile, secondo lei, che Letta non sapesse.. quanto meno… delle costanti prese di distanza e affermazioni lesive… della sua personalità?.. è credibile?».
B.: «Ma lei, sono tutte cose… così… dici… cazzo… non fa niente… non si sbriga… che cosa sono?… niente… son descritti… sì.. circa il mio modo di comportarmi.. e allora? ».
Continua ...
11 Settembre: nuovo video, Gordon Duff, fu missile a colpire Pentagono (guarda video)

WASHINGTON – Alla vigilia del decimo anniversario dell’11 Settembre un nuovo video è stato pubblicato sulla rete che mostra immagini inedite riprese dalla tv americana che dimostrano che molto probabilmente, fu un missile cruise e non un aereo a colpire il Pentagono. Gordon Duff, editorialista di Veterans Today ha spiegato alla rete satellitare Press TV che il nuovo video che si aggiunge agli 85 precedenti, dimostra, insieme ai dati, che ciò che ha colpito il Pentagono non poteva essere un aereo di linea. Duff ha ricordato: “I reporters della CNN accorsi sul luogo hanno detto di non aver visto nessuna carcassa di aereo; secondo i migliori piloti dell’aviazione e della marina, un aereo di linea non può volare in quel modo. “Abbiamo ingegneri alla Boeing, ha detto, che dicono che un aereo di linea non è in grado di volare così veloce e così a bassa quota ed effettuare manovre così velocemente”. Il giornalista investigativo ha spiegato: “Il nuovo video mostra che l’oggetto che colpisce contro il Pentagono è di 17 o 20 piedi, vola a velocità supersonica, non ha ali ed ha una coda piccola. Duff ha spiegato che è chiaro che quindi non si tratta di un aereo.
Movimento 5 Stelle a rischio implosione?

Il malcontento popolare ha premiato i nuovi movimenti come l'Italia dei Valori e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Così come è nato e si è sviluppato, il Movimento 5 stelle, per la maggior parte sui Meetup ma anche su Facebook e ultimamente su Twitter, ha solo poche regole e tutte elencate nel "non Statuto".
Pur essendo nato nell'era di Internet e usandone tutte le potenzialità come i "social network" soffre dinuovi e antichi mali collegati alla politica e sono sorte delle rivalità all'interno del movimento stesso.
Attivisti che volevano diffondere la bontà dell'idea, sono stati "pregati" dai legali di Grillo di non utilizzare simboli riconducibili al Movimento 5 Stelle: alcunisimpatizzanti del Lazio hanno dovuto cambiare nome e logo su Facebook per non andare incontro a problemi legali.
"Parlatene, anche male, purchè se ne parli", magari usare questo tipo di logica sarebbe stato più utile ai fini del movimento stesso, i cui componenti spesso si scagliano contro tutto ciò che incontrano pensando che sia il "Male" sotto mentite spoglie.
Che accadrebbe se il PD diffidasse tutti quelli che vanno in giro con la maglia del "Che", o la Ferrari, la Nike o altri marchi conosciuti a livello mondiale, diffidassero tutti quelli che portano in giro i rispettivi emblemi?
La sola iscrizione ai Meetup appare limitativa per chi vuol fare attivismo. All'interno del movimento poi i giovani che partecipano tendono a diffondere l'idea che gli "anziani" (gente che ha più di 45 anni) non siano validi o da scartare, sprecando esperienze che per forza di cose, si formano con gli anni.
Inoltre, appare come movimento verticistico e non orizzontale con Grillo all'apice di questa piramide perchè è Grillo il proprietario del Movimento, ne ha i diritti di copyright proprio come una canzone o un film, e può non essere in grado di dirimere conflittualità interne, rischiando di fare la fine degli altri movimenti che sono "secolarizzati", staccati dalle reali esigenze del cittadino, e attenti ai "diktat" interni.
Può accadere che un movimento, riconducibile a una sola persona e senza personalità di spicco sul territorio, che potrebbe essere destinato al successo per la diffusione di nuove e valide idee, possaimplodere su se stesso.
L’Iran nel mirino di Sarkozy: terza guerra mondiale?

Mentre il conflitto in Libia è ancora in pieno svolgimento, Nicolas Sarkozy già pensa al prossimo obbiettivo, l'Iran. Possibile che si tratti solo di uno stratagemma, per distrarre l'opinone pubblica francese e porre così in secondo piano le accuse di corruzione che lo riguardano. Tuttavia la determinazione mostrata dal presidente francese nella guerra libica, farebbe presupporre che alle parole potrebbero seguire i fatti. Ma con tre fronti di guerra ancora attivi (Libia, Afghanistan e Iraq), un intervento contro Teheran apre scenari da terza guerra mondiale.
Nicolas Sarkozy, sotto accusa per aver percepito mazzette nell'affaire Bettencourt, si dichiara pronto ad effettuare azioni di guerra preventiva contro l'Iran. Contemporaneamente lancia pesanti accuse contro il governo siriano. Il presidente francese parla di "minaccia crescente" riferendosi all'Iran, e si sofferma sull'eventualità di colpire i siti nucleari. Secondo l'inquilino dell'Eliseo il governo di Teheran si rifiuterebbe di collaborare, lanciando insopportabili provocazioni. Sarkozy ha inoltre sottolineato la necessità che l'Unione europea si presenti con una voce unica davanti alla Comunità internazionale, mostrando compattezza e determinazione sulla questione iraniana. Resta da capire se si tratta di minacce serie oppure è una tecnica efficace per offuscare gli scandali interni, che stanno travolgendo il presidente francese. La memoria recente del conflitto in Libia, lascerebbe intendere che alle minacce la Francia potrebbe presto far seguire le manovre belliche. Personalmente ritengo inopportuno aprire un altro fronte di guerra, dal momento che sono ancora attivi i conflitti in Iraq, Afghanistan e Libia. Diventa quindi imprescindibile l’esigenza di valutare tutte le possibilità di trattativa, prima di iniziare un nuovo conflitto dall'esito quanto mai incerto. L'apparato militare iraniano è di gran lunga superiore a quello libico, inoltre Ahmadinejad è un presidente eletto democraticamente, non un dittatore come Gheddafi giunto al potere attraverso un colpo di stato. Non sarà facile per Sarkozy convincere l'Europa e la Comunità internazionale ad imbarcarsi in nuova guerra, preventiva o meno, ma di certo dolorosa. Probabilmente stati come Russia e Cina non saranno ben disposti ad accettare un'eventuale intervento della Nato, per ovvi interessi geopolitici. Esistono altissimi rischi che un simile conflitto possa degenerare ed estendersi, trasformandosi nel tanto temuto scontro di civiltà.
