giovedì 13 marzo 2008

Imprenditore accusato di mafia Confindustria Trapani parte civile

Nella vicenda giudiziaria sono imputate sette persone fra cui l'industriale. Il caso riguarda la tentata acquisizione della Calcestruzzi Ericina. Soddisfatto il predidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: "E' una scelta che ribadisce anche in questa provincia la nettezza del nostro impegno per l'affermazione della legalità e conferma che su questo principio non faremo sconti a nessuno" Confindustria Trapani si è costituita parte civile in un processo nel quale é imputato un imprenditore, che era iscritto all'associazione degli industriali, accusato di concorso in associazione mafiosa ed estorsione. Il gup Lorenzo Matassa ha ammesso la costituzione di parte civile accogliendo la definizione dell'associazione intesa come "parte offesa in quanto esercente interessi diffusi nel territorio". Nel processo sono imputate sette persone fra cui un imprenditore. La vicenda riguarda la tentata acquisizione della Calcestruzzi Ericina. "La costituzione di parte civile di Confindustria Trapani ad un processo per mafia ed estorsioni, che segue analoghe iniziative delle associazioni di Palermo, Caltanissetta e Agrigento, è importante". Lo afferma il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello. "Perché ribadisce anche in questa provincia la nettezza del nostro impegno per l'affermazione della legalità - aggiunge - e conferma che su questo principio non faremo sconti a nessuno”.Il presidente di Confindustria Trapani, Davide Durante spiega che "non c’è stata esitazione ad assumere questa iniziativa, in applicazione di quanto deliberato da Confindustria Trapani circa l'impegno contro la mafia, e su questo fronte non faremo sconti a nessuno". "E' anche vero - ammette Durante - che l'avere scoperto che un nostro associato non agiva nella legalità ci ha amareggiato moltissimo". "E' indubbio - aggiunge - che in ogni caso si è arrecato un grave danno al sistema economico provinciale rappresentato da Confindustria Trapani, soprattutto perché nessun sospetto si poteva nutrire riguardo all'integrità dell'imprenditore associato, fino al suo arresto avvenuto lo scorso 4 aprile. Nella vicenda in questione egli ha svolto un ruolo da protagonista anche coinvolgendo l'associazione nei confronti delle istituzioni pubbliche, e ciò ha sicuramente arrecato un danno rilevante a Confindustria e alle aziende associate, così come riconosciuto dal giudice". http://www.ateneonline-aol.it/080313red_saf.php

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