martedì 12 maggio 2009

Forse sotto quei tetti ci sono dei talebani. Bombardiamoli

In molti hanno letto in questi anni "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini, e scorrendo pagina per pagina tutti si saranno trovati a vagare per un mondo incantevole, fatto ancora di caste, e tuttavia di fiducia nell’uomo. I bambini possono andare allo spaccio a comprare da mangiare per casa con un bastone. Il commerciante incide tante linee, quante monete vale l’acquisto, a fine mese pagherà il padre. Qui da noi sarebbe una corsa, un disboscamento alla ricerca di nuovi bastoni da utilizzare.

Poi la guerra. Ed è facile pensare che di quel mondo non sia rimasto nulla in piedi. Gli Stati Uniti, come dichiarano documenti emersi nelle indagini, avevano bisogno di un nemico, di una nuova Pearl Harbor, in mhttp://www.agoravox.it/Forse-sotto-quei-tetti-ci-sono-dei.htmlodo che i cittadini sostenessero, o quantomeno non rifiutassero integralmente una nuova guerra di occupazione. E a un timido segnale si è scatenato l’inferno. Era il 2001, sono passati otto anni e solamente l’altroieri circa cento persone, tutte civili, hanno perso la vita sotto le bombe di un raid americano. La loro colpa stava tutta, ci dicono i funzionari dell’esercito, nella probabilità che sotto i loro tetti abitassero anche miliziani talebani. Che adesso non si possa più appurare non importa. Continua ...
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