venerdì 7 agosto 2009

In carcere l'ex socio di Tarantini "Procurava coca per i festini"

BARI - "Offrivano e spacciavano cocaina durante le feste". La Guardia di Finanza ha arrestato con questa accusa Massimiliano Verdoscia e Stefano Iacovelli nell'ambito dell'inchiesta su Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese che portò le escort nella residenza romana del premier Silvio Berlusconi. L'ordinanza di misura cautelare in carcere è stata emessa dal gip del di Bari, Vito Fanizzi, su richiesta del pm Giuseppe Scelsi. L'accusa è detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Massimiliano Verdoscia, trentanovenne barese, imprenditore, a lungo in affari con Gianpaolo Tarantini, è accusato di essersi "reso responsabile di condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire cocaina e altre sostanze , in occasione di diverse feste e di riunioni mondane che si sono tenute all'interno di ville private o di noti locali, alle quali partecipava anche il suo socio". Verdoscia è l'uomo che presentò a Tarantini Patrizia D'Addario, la escort di 42 anni che ha raccontato di aver preso mille euro per partecipare a una serata organizzata a palazzo Grazioli a metà ottobre scorso e di essere tornata quindici giorni dopo per trascorrere la notte con il presidente del Consiglio. Altrettanto grave risulta la posizione di Iacovelli: si attivava per procacciare e consegnare la cocaina.
La cessione di droga da parte di Tarantini, che durante gli incontri conviviali era spesso coadiuvato dai suoi più stretti collaboratori, aveva la finalità di "intrattenere piacevolmente" ospiti importanti, agevolando in tal modo le proprie entrature nel mondo della politica e della Pubblica Amministrazione.
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-19/inchiesta-bari-arresti/inchiesta-bari-arresti.html

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