giovedì 20 agosto 2009

Caro Ministro Brunetta, permette una domanda sulla corruzione?

Pochi sanno che tra i primissimi atti del Governo Berlusconi c’è stata la soppressione dell’Alto Commissariato contro la corruzione nella Pubblica Amministrazione.Si tratta di un Governo il cui capo non è incriminato per aver corrotto David Mills, il proprio consulente esperto in paradisi fiscali, affinchè testimoniasse in modo da evitargli un mare di guai nei processi che lo vedevano coinvolto, solo grazie al Lodo Alfano. Sembra un controsenso ma è la tragedia in atto nella scena del teatro politico italiano.Un governo che promette di sconfiggere la mafia ed è guidato da un partito fondato da due personaggi: uno condannato a nove anni, in primo grado, per mafia, l’altro condannato in via definitiva per corruzione in atti giudiziari.Anche il dichiarato impegno dello stesso governo contro la corruzione cozza contro decisioni esattamente contrarie ad ogni intervento utile per contrastare e reprimere il fenomeno.Il dicastero del ministro Brunetta ha ereditato le funzioni dell’anticorruzione ed ha presentato il suo primo atto di analisi e indirizzo del fenomeno corruzione.Caro Ministro Brunetta, ho accolto con sincero interesse i suoi propositi di migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione. Interesse che è scemato nel constatare la discrasia tra la risonanza mediatica ed i reali effetti prodotti dal suo “piglio decisionista” che sembra accanirsi contro categorie più deboli del pubblico impiego mentre usa guanti vellutati quando deve agire con le alte sfere che detengono e maggiori responsabilità dell’inefficienza. Con uno dei primi atti - il Decr. L. n.112 con l’art. 68, comma 6, lettera a) recante "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico" il suo governo ha soppresso l’Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto alla corruzione, creato nel 2003, le cui competenze col nome di SAET sono state trasferite al Suo Ministero. Nel corso del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio scorso, Lei, Ministro Brunetta ha illustrato i contenuti del Primo Rapporto al Parlamento sull’attività del Servizio anticorruzione e trasparenza (SAeT) del Dipartimento per la Funzione pubblica.
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