martedì 18 ottobre 2011

Processo Mediatrade: il premier è stato prosciolto

Processo Mediatrade: il premier è stato prosciolto

Soddisfatti Ghedini e Longo: “Decisione abbastanza rara”

MILANO – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato prosciolto nell’ambito dell’inchiesta Mediatrade, nella quale era inizialmente imputato con l’accusa di frode fiscale e appropriazione indebita. Per il gup di Milano, Maria Vicidomini, infatti, il premier “non ha commesso il fatto” per entrambe le ipotesi di accusa che erano state formulate contro di lui: erano stati i pm di Milano ad accusare il premier di essere stato il socio occulto dell’imprenditore Frank Agrama, anche durante il suo mandato da presidente del Consiglio, con lo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per nasconderlo all’estero ai danni di azionisti, fisco americano e italiano. Ma le prove raccolte a carico di Berlusconi a quanto pare non sono sufficienti a giustificare l’avvio di un processo penale. Decisione differente, invece, per gli altri imputati: tutti, compresi il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, e il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, al termine dell’udienza sono stati rinviati a giudizio, con l’accusa di frode fiscale. Il processo prenderà il via il 22 dicembre 2011. A questo punto il processo Mediatrade vedrà coinvolti undici dei dodici indagati. Oltre a Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, l’imprenditore Frank Agrama (rinviato a giudizio per frode fiscale e appropriazione indebita), Giorgio dal Negro (frode e appropriazione), Daniele Lorenzano (frode e appropriazione), Gabriella Ballabio (frode e appropriazione), Roberto Pace (frode e appropriazione), il banchiere Paolo del Bue (riciclaggio), Giovanni Stabilini (riciclaggio) e i due cittadini cinesi residente a Hong Kong, Paddy Chan (riciclaggio) e Catherine Hsu Chun (riciclaggio). Intanto, sono soddisfatti gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo per la decisione presa dal gup di prosciogliere Silvio Berlusconi. “È una decisione abbastanza rara - è il primo commento di Ghedini - più che una vittoria è una decisione che prende atto delle istanze processuali che il giudice ha avuto voglia di ascoltare”.

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