sabato 16 luglio 2011

La Procura chiede l'arresto di Parolisi «L'assassino tentò di scannarla»


Melania Rea

L'accusa è di «omicidio volontario aggravato»
Il referto dell'autopsia: colpi in giorni diversi.

MILANO - Salvatore Parolisi deve essere arrestato per omicidio volontario aggravato: la richiesta è della Procura di Ascoli. Dopo la rivelazione del quotidiano Il Centro, lo hanno confermato fonti investigative. C'è quindi una svolta nell'omicidio di Melania Rea, la donna di 29 anni di Somma Vesuviana uccisa nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, il 20 aprile scorso. L'unico indagato è il marito. Sul tavolo degli inquirenti, nelle ultime settimane, sarebbe arrivata una serie di elementi tali da consentire una ricostruzione attendibile della dinamica dell'assassinio. 

DEPOSITATA L'AUTOPSIA - Mercoledì 13 luglio è stata depositata, da parte del medico legale Adriano Tagliabracci, la perizia relativa all'autopsia effettuata sul corpo di Melania Rea. Potrebbe essere stato questo l'elemento, intrecciato alle testimonianze raccolte dai carabinieri e ai risultati degli accertamenti del Ris, che ha portato ad un'accelerazione dell'inchiesta e alla richiesta di arresto per Parolisi. Per il medico legale Adriano Tagliabracci l'assassino di Melania Rea ha tentato di «scannarla». Secondo l'agenzia Ansa è questo il termine usato nel referto. L'omicida avrebbe aggredito la donna da dietro cercando con un coltello di colpirla alla gola, ma il tentativo di fuga della donna l'ha costretto ad accanirsi su di lei quando Melania, caduta durante la fuga, era a terra, supina. Le coltellate l'hanno raggiunta al capo, al collo e al tronco. I colpi sono stati inferti con armi diverse: un coltello e un oggetto contundente. I colpi post mortem, quelli inflitti con un oggetto contundente, forse un punteruolo, sono stati inferti diverso tempo dopo quelli che hanno provocato il decesso della donna, addirittura più a ridosso del giorno - il 20 aprile - in cui il cadavere è stato ritrovato.
Continua ...

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