sabato 6 agosto 2011

Città in guerra con la movida


A Venenzia locali chiusi alle 24, assalto degli esercenti a Ca’ Farsetti

ANNA SANDRI
Per sfoderare il pugno di ferro, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha dovuto sfilare strati su strati di guanti di velluto: tutti quelli che l'amministrazione comunale ha indossato per anni, costruendo - tra non decisioni e non scelte - le premesse di quella che si annuncia come l'ennesima, ma certo non ultima, battaglia di Campo Santa Margherita. Esercenti contro residenti, residenti contro amministrazione e resto del mondo. In mezzo, migliaia di giovani, studenti, turisti e perditempo a vario titolo persi tra fiumi di alcol, cori da stadio, chitarre no limits e bonghi che rimbombano nella notte in una movida fuori controllo. Il sindaco Orsoni, dopo che perfino l'Agenzia per l'Ambiente chiamata dai residenti riuniti in comitato ha rilevato soglie di rumore superiori al limite tollerabile, ha firmato un' ordinanza. I trenta locali del campo - bar, ristoranti, kebab, pizze al taglio e chi più ne ha più metta - devono chiudere a mezzanotte e non più tra l'una e le due come in passato. Per tutta risposta, gli esercenti hanno dato l'assalto alla sede comunale di Ca' Farsetti armati di cartelli listati a lutto, con i quali hanno annunciato la morte di Venezia per via della cacciata della linfa portata dai giovani, nonché la pietra tombale per la sussistenza loro e dei loro complessivi 135 dipendenti, causa mancati incassi. Orsoni, che nel frattempo era partito, è rientrato di corsa dalle vacanze ma non ha ceduto, e l'ordinanza è entrata in vigore con il rischio di restarci per poco: in un gran sventolare di carte bollate, il sindaco manda i tecnici dell' Agenzia per l'ambiente a rimisurare i decibel, e gli esercenti hanno già pronto il ricorso al Tar. 
Continua ...

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