domenica 3 luglio 2011

Britannici: indebitati fino al collo


Britannici: indebitati fino al collo
LONDRA - Se provassimo a fare il gioco dei riflessi pavloviani con le parole "Stato" e "debito", stravincerebbe la Grecia.
La crisi in corso ad Atene è seguita con apprensione dai paesi della cosiddetta area Euro, preoccupati della sopravvivenza dell'area stessa e del conseguente ritrovato vigore delle antiche valute nazionali.

Oltre alla nazione di Socrate e di Maria Callas, qualche appassionato di economia potrebbe abbandonarsi al riflesso di dire Stati Uniti, di cui spesso si sottolinea l'eccessivo impegno monetario contratto con il suo principale concorrente, la Cina.
Difficile trovare qualcuno pronto a rispondere: Gran Bretagna. E invece, pare che il Paese più indebitato al mondo sia quello della Regina Elisabetta, dei Beatles e di Pippa Middleton. Di primo acchito, si resta senza parole; a ritrovarne qualcuna aiuta l'osservazione del tipo di debito di cui sono gravati i sudditi di Sua Maestà: non pubblico, ma privato. I circa 50 milioni di abitanti del Regno Unito hanno impegni complessivi per un trilione e mezzo di sterline. In termini aritmetici: 1,5 seguito da 17 zeri.
La stima nasce dal lavoro del Consumer Credit Counselling Service (Cccs), la più grande Onlus britannica a sostegno di chi abbia abusato del credito al consumo. Cioè di quella modalità di acquisto che, parcellizzando l'importo in piccolissime rate, dà spesso l'illusione di potersi permettere di tutto, salvo scoprire di aver impegnato lo stipendio, e talvolta anche qualcosa in più. Il Cccs ha da poco nominato un nuovo presidente, Lord Stevenson di Balcamara, che all'Independent ha dipinto un quadro della situazione le cui tinte fanno sembrare un Rembrandt luminoso come l'esplosione di una supernova.
«Mi è bastato trascorrere qualche ora nel nostro call center per capire la portata del problema — dice Lord Stevenson -. Ho sentito di una persona con 46mila sterline di debiti sparse tra 12 creditori, ciascuno dei quali non sa di non essere l'unico. C'è bisogno di qualcuno che tenga le fila di tutto ciò, ponendosi come intermediario: se il debitore ha qualcuno che parla a suo nome, può ottenere condizioni migliori per rispettare gli impegni».
Continua ...

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