mercoledì 3 agosto 2011

Silvio alla Camera nega l’evidenza – Liveblogging


L’atteso discorso del premier che ha tenuto il paese col fiato sospeso. Tremonti è fermo come una statua al suo fianco.
Silvio Berlusconi si presenta in parlamento per il suo atteso discorso sullo stato della crisi. A fianco a lui, Giulio Tremonti corrucciato e immobile: l’attesa rassicurazione dei mercati non arriva.
18.08 Finisce il discorso.
18.07 Gli italiani hanno dato il mandato al governo e il governo si ripresenterà nel 2013 per raccogliere l’eredità di anni difficili. “Il governo farà il governo, completeremo le riforme della modernizzazione del paese, rafforzeremo il rapporto con le parti sociali, faremo fino in fondo la nostra parte”. Frattini, praticamente, dorme.
18.05 Si avvia verso la fine il discorso di venti minuti più debole che si potesse pronunciare e che da molto tempo a questa parte si ricordi. Nessuna nuova proposta, nessuna azione concreta che sollevi l’Italia. Solo auto-incensazione: “Ascoltate un imprenditore che ha tre aziende in borsa, che è in trincea ogni giorno e che quindi sa come vanno i mercati”. Ah, quindi sono effettivamente sue le aziende. E il conflitto di interessi?
18.00 La nostra economia è vitale, dice Silvio – ci mancherebbe altro. “Il paese è economicamente e finanziariamente solido, nei momenti difficili sa essere coeso. Il parlamento agiranno con ampio consenso politico e sociale per affrontare ogni minaccia alla nostra stabilità finanziaria”. Sarebbe questa la rassicurazione dei mercati? Come può pensare Berlusconi che questo basti?
Continua ...

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