mercoledì 3 agosto 2011

Smettere di fumare rende tristi? E' colpa di un enzima


Si studieranno dei farmaci che lo inibiscano,
per aiutare i tabagisti a liberarsi dal vizio.

E' un enzima che causa la depressione post-sigarette
MILANO- Umore nero o persino depressione per l'addio alle bionde? I risultati di uno studio canadese spiegano perché i fumatori che chiudono i ponti con le sigarette sperimentano ansia, tristezza e malumore, fino a cadere nella morsa del male di vivere. La ricerca appare sulla rivista Archives of General Psychiatrya firma di scienziati del Centre for Addiction and Mental Health e dell'università di Toronto. Il fumo, ormai è noto, è una delle principali cause di morte prevenibili. Ma il problema di molti tabagisti è che smettere significa entrare in un tunnel di umore negativo, cosa che nel 50% dei casi porta a ricominciare entro tre giorni da quando si è gettato nell'immondizia l'ultimo pacchetto. Precedenti ricerche si erano focalizzate sulla capacità della nicotina di modulare i neuroni che rilasciano dopamina. Ma secondo gli esperti canadesi, ci sono altri bersagli neuronali chiave. Per esempio, l'enzima monoamina-ossidasi A (Mao-A), che metabolizza le sostanze chimiche che migliorano l'umore.
L'IPOTESI - Nelle aree del cervello dove questa enzima viene modulato, come la corteccia prefrontale o quella cingolata anteriore, l'aumento dei livelli di Mao-A è associato con episodi di depressione. L'ipotesi dello studio è stata dunque quella che quando si smette di fumare la quantità di questo enzima aumenta vertiginosamente, peggiorando sensibilmente l'umore dell'aspirante ex-tabagista. La verifica è avvenuta tramite Pet su 24 fumatori sani, la metà accendeva da 15 a 24 sigarette al giorno e l'altra metà oltre 25. L'effetto è stato confermato e sembra valere soprattutto per i tabagisti più incalliti che tentano di smettere. «Questi risultati hanno implicazioni significative per chi vuole smettere di fumare», sottolineano gli studiosi. L'idea è infatti di far partire al più presto la ricerca per mettere a punto farmaci inibitori del Mao-A, che potrebbero facilitare l'impresa di liberarsi dal vizio del fumo. (Fonte: Adnkronos Salute)

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