giovedì 31 marzo 2011

L’ITALIA DEGLI SHOW E L’ITALIA DELLA DIGNITA’

speradisole01 300x96 L’ITALIA DEGLI SHOW E L’ITALIA DELLA DIGNITA’

La giornata del 28 marzo è stata piena di eventi significativi che hanno coinvolto la nostra casta di governo ed il paese.

 L’ITALIA DEGLI SHOW E L’ITALIA DELLA DIGNITA’Berlusconi si è presentato in tribunale a Milano, finalmente, dopo 8 anni, di legittimi impedimenti, di lodi Alfano che hanno dilatato smisuratamente i tempi dei processi.

In attesa che l’emendamento Paniz sulla prescrizione breve, che consente di dimezzare i tempi a disposizione dei magistrati per portare a termine il processo, Berlusconi si presenta e fa le solite sceneggiate propagandistiche sia dentro che fuori dal tribunale.

Prima di andare in tribunale, non dimentica di intervenire nelle trasmissioni radio televisive per fare il suo solito sermone lacrimevole, accusando la sinistra di usare i magistrati per cacciarlo via. Dimenticandosi che le accuse che gli pendono sul capo sono piuttosto importanti.

Ci attendiamo quindi che ogni lunedì all’entrata ed all’uscita dal tribunale faccia il suo spettacolo da burattino, salga sul predellino e benedica la folla acclamante. Folla formata da sostenitori, leggermente interessati, ai quali non è mancato il panino, la bibita e 20 euro per il disturbo.

Questo lunedì le persone erano poche decine, anche se per i tg1, canale5, rete4 e tg2, sono diventate centinaia, e Formigoni a “linea notte” ormai arrivava alle migliaia. Lo sappiamo, ma è comunque urtante l’insistenza delle bugie.

 L’ITALIA DEGLI SHOW E L’ITALIA DELLA DIGNITA’Poi abbiamo avuto lo schiaffo finale la sera, quando i presidenti di Stati Uniti, Germania, Francia, ed Inghilterra, si sono parlati in videoconferenza, della situazione libica ed hanno deliberatamente escluso l’Italia dal colloquio, pur essendo il nostro paese il più vicino geograficamente al Nord Africa e maggiormante coinvolto nell’effetto collaterale del conflitto, che è il flusso migratorio verso Lampedusa.

Perché?

Ma la risposta è molto semplice, perché anche i gesti hanno un loro significato: il baciamano di Berlusconi a Gheddafi non si può cancellare, come non si possono cancellare le prime parole che Berlusconi disse: “non parlo con Gheddafi perché non lo voglio disurbare” e la riluttanza ad intervenire ed ancora i distinguo continui con la Francia.

Il nostro ministro degli esteri è una persona opaca, priva di personalità e debole. In politica essere deboli è un grande difetto. Lo dice anche Antonio Martino che della casta berlusconiana fa parte.

Possiamo paragonare, senza tema di smentite, il diverso comportamento di D’Alema, nel 2006, di fronte alla crisi del Libano (i Siriani stavano invadendo con le armi il Libano) e alla risoluzione ONU 1701 Unifil 2, in cui il ruolo dell’Italia e del suo ministro degli Esteri fu di primo piano, ed ebbe il riconoscimento del suo operato da parte di tutta l’Europa.

Si dirà che erano tempi diversi, ma quel che è certo è che D’Alema aveva ed ha una diversa personalità. Sappiamo tutti quanto sia forte. E noi di sinistra diciamo che è anche troppo, quando non condividiamo tutto quello che dice. Ma non possiamo dire che gli manchi il coraggio.

Continua ...

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