mercoledì 7 settembre 2011

Al Senato la fiducia sulla manovra

Roma, 7 set. (Adnkronos/Ign) - L'aula del Senato ha posto la questione di fiducia sul maxi emendamento del governo alla manovra economica. La conferenza dei capigruppo ha stabilito l'inizio della discussione generale alle 12, alle 18 dichiarazioni di voto in diretta, alle 19.15 la chiama dei senatori. Il voto finale avverrà attorno alle 20

Intanto, seconodo quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna il maxiemendamento presentato in Senato, emerge che complessivamente le manovra economica vale per il 2013, anno in cui dovrà essere raggiunto il pareggio di bilancio, 54,265 miliardi di euro.

In particolare grazie le ultime modfiche il provvedimento impatterà positivamente sul deficit per 4,343 miliardi nel prossimo anno e 4,399 miliardi nel 2013. Nel 2011 invece l’impatto sull’indebitamento netto sarà di 700 milioni. Quasi tutto il gettito aggiuntivo arriva dall'aumento dell'Iva dell'1% che scatterà dall'entrata in vigore della manovra. Il gettito previsto per il 2011 è infatti pari a 700 milioni, mentre dal prossimo anno sarà pari a 4,2 miliardi.

Tra le altre novità, il contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre 300.000 euro, in vigore ''fino al raggiungimento del pareggio di bilancio'' anche per gli anni successivi il 2013, e l'incremento dell'età pensionabile per le donne nel settore privato dal 2014. L'allineamento tra l'età di pensionamento nel settore pubblico e in quello privato, si legge nella relazione tecnica, ''è previsto con la medesima gradualità (per completarsi a partire dal 2026) con seguenti passi di incremento a decorrere dal primo gennaio di ogni anno''.

Si allenta la stretta sugli evasori, per cui è prevista la reclusione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: ''ammontare dell'imposta evasa superiore al 30% del volume d'affari, ammontare dell'imposta evasa superiore a 3 milioni di euro''.

Salta la certificazione dei debiti che la P.a. ha contratto con le imprese. Il provvedimento, approvato in commissione Bilancio e 'saltato' nel maxiemendamento, dava la possibilità alle banche di poter riscattare i debiti delle imprese.
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