martedì 31 gennaio 2012

Tumore alla gola in aumento a causa del sesso


Le infezioni da papilloma virus sono in crescita nella popolazione maschile e giustificano casi di neoplasie

Non importa il tipo di sesso, il rischio di prendersi un’infezione alla gola da papilloma virus (Hpv) c’è sempre. Per gli uomini più che per le donne. Ecco perché gli uomini, più delle donne, si ammalano di tumore all’orofaringe. Si sa, fin dal 2007, che esiste un legame fra questo tipo di tumore e l’infezione da papilloma virus di tipo 16 (di virus, infatti, ne esistono diversi tipi e alcuni sono responsabili anche del tumore alla cervice uterina, oltre che di condilomi), ma non si conosceva la diffusione dell’infezione.
LA RICERCA - Ecco, allora, che un gruppo di ricercatori americani dell’Ohio State University a Columbus, ha coinvolto oltre 5500 persone, che già facevano parte di uno studio, denominato Nationa Health and Nutrition Examination Survey, le hanno accolte in unità mobili sottoponendole a gargarismi di circa 30 secondi con un colluttorio che poi veniva analizzato alla ricerca del virus. Gli studiosi hanno trovato che almeno il 10 per cento degli uomini presentava l’infezione, con un picco fra i 30 e i 34 anni e un altro fra i 60 e i 64. Nelle donne, invece, l’infezione era presente soltanto nel 3,6 per cento dei casi.
ALCOL E SIGARETTE - «L’infezione orale da papilloma virus è causa di una certa percentuale di tumori all’orofaringe – ha spiegato la ricercatrice nel lavoro appena pubblicato suJama– I tumori, correlati al virus, sono strettamente associati ai comportamenti sessuali, mentre esiste un’altra quota di tumori, negativi per l’Hpv, che invece sono correlati all’abuso di alcol e di sigarette. Almeno il 90 per cento dei tumori da Hpv sono provocati dal virus di tipo 16 e l’infezione orale aumenta di 50 volte il rischio di andare incontro alla neoplasia». Lo studio ha mostrato che la diffusione dell’Hpv era favorita dal numero di partner indipendentemente dal tipo di sesso praticato, vaginale o orale. La trasmissione per contatti non sessuali – dice ancora lo studio – è limitatissima.
I RISCHI DELL’INTIMITA’ - I risultati di questa ricerca pongono il problema della prevenzione dell’infezione con i vaccini che già esistono per il tumore alla cervice uterina. Al momento però – sottolineano gli autori – non si conosce l’efficacia del vaccino contro le infezioni orali e non ci sono elementi sufficienti per suggerire la vaccinazione nella prevenzione del cancro alla gola. Hans Schlecht di Philadelphia, in un commento al lavoro intitolato «I rischi dell’intimità», pone anche il problema della diagnosi precoce di lesioni alla gola provocate dal papilloma, prima che si trasformino in cancro: si potrebbe ricorrere a un Pap test (come avviene per individuare lesioni precancerose della cervice uterina) o ai test per la ricerca del Dna virale.
Adriana Bazzi

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