mercoledì 23 febbraio 2011

Berlusconi chiama Gheddafi. Indovinate per dirgli cosa?

Il premier telefona al leader libico, fanno sapere le agenzie. Per un motivo assolutamente fondamentale. Il premier Silvio Berlusconi ha chiamato Muhammar Gheddafi. Per chiedergli spiegazioni riguardo l’ineducato metodo di sparare alla gente in piazza? No, nulla di tutto ciò. Il Cavaliere lo ha chiamato per, recita l’agenzia di stampa Ansa che dà la notizia, “smentire seccamente al leader libico Gheddafi la possibilita’ – ipotizzata dallo stesso Colonnello nel suo discorso di oggi in tv – che l’Italia abbia fornito armi o razzi ai manifestanti a Bengasi. Secondo quanto si apprende nel corso della telefonata, durata una ventina di minuti e avvenuta dopo le dichiarazioni di Gheddafi, Berlusconi ha parlato con il leader libico della situazione in Libia, ribadendo la necessita’ di una soluzione pacifica all’insegna della moderazione per scongiurare il rischio di degenerazione in una guerra civile”. Il leader libico Muammar Gheddafi ha rassicurato nella telefonata il premier (che immaginiamo preoccupatissimo), dicendo che nel Paese va tutto bene e che la verita’ sugli eventi la dicono i media libici. Lo riferisce l’agenzia libica Jana.

L’INTERROGAZIONE – Intanto prosegue l’avanspettacolo sulla questione delle armi. “Il governo italiano dica se e’ vero che sono stati venduti, negli ultimi anni, ingenti quantitativi di armi alla Libia come emerge dalle denunce di diverse fonti qualificate e organizzazioni non governative. Se fosse vero, sarebbe un fatto gravissimo e sarebbe stata violata la Costituzione e la legge 185/90 del Parlamento Italiano, che vieta di esportare armamenti in Stati che non garantiscono il rispetto dei diritti umani”. Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Abbiamo presentato un’interrogazione nella quale chiediamo immediati chiarimenti all’esecutivo soprattutto alla luce del bangno di sangue e dei massacri di civili inerti che si stanno verificando nel Paese africano”

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