venerdì 29 luglio 2011

Processo lungo, passa la fiducia al Senato. Vietti (Csm): ''Direzione opposta all'Ue''

(Adnkronos)
Roma, 29 lug. - (Adnkronos) - Il Senato ha approvato il ddl sul processo lungo sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia.
Il provvedimento, che ora passa all'esame della Camera, ha ottenuto 160 voti a favore di Pdl, Lega e Coesione nazionale mentre 139 sono stati i voti contrati di Pd, Idv, Udc e Terzo polo.
Durante la mattinata non sono mancati momenti di tensione quando, durante l'intervento di Maurizio Gasparri, i senatori di Italia dei valori hanno inscenato una protesta, alzando dei fogli bianchi con la scritta: 'Ladri di giustizia', esponendoli anche in direzione della tribuna stampa. Immediatamente richiamati dal presidente del Senato Renato Schifani, i senatori dipietristi hanno dovuto cessare la contestazione quando sono intervenuti gli assistenti parlamentari che gli hanno tolto loro dalle mani i fogli 'incriminati'.
''Sul processo lungo si dicono tante inesattezze'', ha dichiarato dopo l'approvazione il neoministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. ''C'è tanta discussione mediatica, ma non avrà nessun effetto deflagrante'', aggiunge.
Non bisogna fermare "una buona legge" solo perché fra i possibili destinatari vi è anche il presidente del Consiglio, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Per il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione giustizia, "per garantire l'impunità al presidente del Consiglio, maggioranza e governo hanno deciso di varare un provvedimento pieno di gravi errori giuridici e devastante per il sistema penale''.
''Il Consiglio ha presentato una risoluzione con una propria valutazione ed ha accettato di non votarla su richiesta di alcuni componenti laici per consentire un migliore approfondimento, prendiamo atto che il governo non ha ritenuto di fare lo stesso''. Così il vicepresidente del Csm, Michele Vietti il quale ha poi ricordato che ''la proposta di parere del Csm è molto critica su questo provvedimento sotto il profilo delle sue ricadute sulla durata dei processi. Siamo tutti impegnati in modo prioritario ad accelerarli -ha concluso- anche per tenere il passo con l'Unione europea. Questo provvedimento va obiettivamente nella direzione opposta''.

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