martedì 5 luglio 2011

E se il PdL mollasse Papa?



Malumori nel partito e nel Carroccio per l’ennesimo deputato da salvare. Si rischia il voltafaccia?
Affidato il partito nelle mani di Angelino Alfano, ora Silvio Berlusconi deve tentare di sbrogliare diversi nodi che rischiano di mettere a dura prova maggioranza e governo. Ma soprattutto il premier deve prima ‘puntellare’ l’alleanza con la Lega, che stando alle ultime uscite di Bossi e Calderoli (“o fatti o ce ne andiamo”), potrebbe vacillare su temi importanti come i rifiuti (dove il Carroccio si è già messo di traverso arrivando a accusare il Capo dello Stato di “concorrenza sleale”), le missioni internazionali e i possibili tagli agli enti locali. Parole che, viene riferito, hanno irritato non poco il Cavaliere, ‘stanco’ dei continui distinguo del Carroccio in un momento in cui e’ invece indispensabile dare un’immagine di unita’ per rilanciare l’azione del governo dopo la verifica e in vista dell’iter parlamentare della manovra. Anche se resta convinto che Bossi alla fine non stacchera’ la spina.
MALUMORI IN MAGGIORANZA - Ma la grana più grossa (oltre all’imminente sentenza sul lodo Mondadori) che Berlusconi si trova a dover fronteggiare nelle prossime ore e’ il ‘caso Papa’: mercoledi’ la giunta per le autorizzazioni di Montecitorio tornera’ a riunirsi sulla richiesta di autorizzazione della procura di Napoli a procedere agli arresti del deputato Pdl coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta ‘P4′. Nel Pdl regna il malumore: sono in tanti, spiega piu’ di una fonte parlamentare del partito di via dell’Umilta’, a voler dare un segnale verso il rinnovamento, forti delle parole pronunciate nel giorno della sua incoronazione dal segretario Angelino Alfano sul “partito degli onesti”. E il voto su Papa potrebbe rappresentare il primo banco di prova. Ma il gruppo berlusconiano alla Camera e’ in difficolta’: come ‘mollare’ Papa senza passare per giustizialisti?
Continua ...

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